Van Halen - Van Halen (1978) - Hard Rock/Heavy Metal

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BrianSetzer85
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Van Halen - Van Halen (1978) - Hard Rock/Heavy Metal

Messaggio da BrianSetzer85 » 14 ott 2011, 12:42

In piena ondata di entusiasmo (perenne) per questo disco stamane ho deciso di farne una recensione, anche se probabilmente lo conosceranno anche i muri!
Non credo servano parole per descrivere questo disco su cui è stato già detto di tutto ed ha un che di leggendario. L’opera prima dei Van Halen è stata pubblicata nel febbraio 1978 per l'etichetta discografica Warner Bros. Records.

Formazione:
David Lee Roth - voce
Edward Van Halen - chitarra
Michael Anthony - basso
Alex Van Halen - batteria

1) Runnin' With the Devil (3:32) – Si parte con alcuni degli “effetti speciali” di Eddie, che si distingue subito per il tocco oltre che per il timbro particolarissimo della sua chitarra autocostruita e del suo setup. La voce di Roth è ruvida e potente, ma la partenza è quasi in sordina. Se è la prima volta che venite a contatto con un disco di Van Halen questo pezzo è una sorta di assaggio di quello che riserva questo disco…
2) Eruption (1:42) - Subito dopo, in seconda posizione, si trova lo strumentale Eruption, che eleva di diritto Eddie allo status di guitar hero indiscusso (consacrandolo nella storia della musica rock) e che ha fatto uscire gli occhi dalle orbite a molti quando, appena uscito il disco, lo hanno ascoltato. Era la prima volta che si sentiva un virtuosismo del genere in un disco, la tecnica del tapping, innovativa per l'epoca, unita probabilmente al primo suono "high gain" (le leggende narrano di amplificatori sovra-alimentati e phaser utilizzato come boost) della storia, ha rivoluzionato il modo di suonare la chitarra, dando il via alla creazione di una nuova generazione di chitarristi, fornendo la prima scintilla vitale per l'epoca d'oro del chitarrismo ultra-tecnico che ha fatto da padrone per tutti gli anni '80. La fuga in tapping finale è una sorta di punto di partenza per i chitarristi che si vogliono avvicinare a questa tecnica.
3) You Really Got Me (2:37) – Cover dei The Kinks, abbastanza fedele all’originale ma non con una, ma ben due marce in più. L’assolo è una abile miscela di rock and roll e di tapping. La voce di Roth trasforma il pezzo e lo fa diventare un nuovo classico.
4) Ain't Talkin' 'bout Love (3:47) – In questo pezzo c’è un primo assaggio di un’altro degli effetti preferiti da Eddie, il flanger. Viene attivato solo per alcuni passaggi, ma dà un sapore quasi “spaziale” ai suoni del chitarrista olandese.
5) I'm the One (3:44) – Pezzo da “mal di testa” per quanto riguarda sia la ritmica che la tecnica solistica. Gli accenti sono in levare e ciò rendere difficilissima la ritmica, mentre la batteria cade in battere. L’accoppiata Alex-Eddie Van Halen è una macchina da guerra, la voce di Roth buca il mix e il basso di Michael Anthony macina note a tutto andare. Un assolo ultra-tecnico ed ultra-veloce che sembra senza fine fa da overture ad un coretto “a cappella”, dopo il quale Alex martella come un fabbro dietro le pelli ed Eddie non smette di fucilare note a tutto spiano. Epico!
6) Jamie's Cryin' (3:30) – Pezzo dalla vena quasi ironica, è un mid-tempo con suoni graffianti, un ritmo trascinante con tinte melodiche.
7) Atomic Punk (3:00) – Flangeeeeeeeeeerrrrrrrrr!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ecco come definire con una sola parola un altro dei trucchi di Eddie nel realizzare i suoi suoni. Questo pezzo è un’enciclopedia di tecniche e di distorsioni effettate con phaser e flanger con cui il chitarrista dà sfogo al suo estro.
8) Feel Your Love Tonight (3:40) – Altra canzone piuttosto melodica, con la giusta combinazione di tecnica chitarristica, riff graffianti, cori e voce dal taglio quasi pop. Orecchiabilissima, un must.
9) Little Dreamer (3:22) – Brano enigmatico, fanno capolino i soliti effetti di Eddie, anche se in misura minore. Belli i cori che spiccano sugli altri strumenti, a tratti quasi sussurrati per poi esplodere in un crescendo che culmina nel ritornello. L’assolo è di livello tecnico notevole ma fa volare con la mente per il taglio sognante, perfetto per il titolo ed il testo della canzone.
10) Ice Cream Man (3:18) – Cover di un certo John Brim, chitarrista blues degli anni ’50. Il pezzo viene quasi snaturato, pur mantenendo un taglio rock-blues. Si può tranquillamente definire un’altra canzone. C’è chi preferisce l’originale alla cover e viceversa. Per dovere di cronaca vi consiglio di ascoltare entrambe le versioni ed apprezzarle per quello che sono: l’originale è un bel blues con tratti di rock and roll classico, la cover è un pezzo che mescola hard rock con influenze blues.
11) On Fire (3:01) – Questo pezzo chiude il disco con un muro di suono ed una potenza davvero notevoli. Qui si avvertono influenze di un hard rock più ‘70s, specialmente nella voce e nei cori, abilmente miscelate con influenze dell’allora nascente heavy metal (nella definizione anni '80 del termine, facendo riferimento a gruppi come i Saxon ed alla NWOBHM). David Lee Roth dimostra di essere anche in questa traccia un cantante di tutto rispetto.

Se siete chitarristi amanti del rock questo disco cambierà la vostra vita e la visione che avete del vostro strumento, se non siete chitarristi non avete scusanti per non apprezzare ugualmente questo capolavoro. Un disco così rivoluzionario nella storia è uscito solo una volta prima di questo. E sto parlando di un disco di Hendrix. Buon ascolto.
We're gonna rock this town, Rock it inside out
We're gonna rock this town, Make'em scream and shout
Let's rock, rock, rock, man, rock
We're gonna rock till you pop, We're gonna rock till you drop
We're gonna rock this town, Rock it inside out


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Re: Van Halen - Van Halen (1978) - Hard Rock/Heavy Metal

Messaggio da silente » 14 ott 2011, 16:31

Sono appassionato di pesca, e certe volte mi sveglio alle 4:00 del mattino per poi prendere la macchina e farmi un centinaio di chilometri e arrivare sul posto. A quell'ora non posso certo mettere su della bossa nova o della musica rilassante, mi troverebbero dopo qualche giorno fuori strada in mezzo ai cespugli e con le mosche sul corpo. Van Halen è uno dei miei dischi preferiti da mettere in quelle occasioni: adrenalina garantita. :Very Happy:
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