The Beatles - Revolver (1966) Pop Rock British Invasion

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The Beatles - Revolver (1966) Pop Rock British Invasion

Messaggio da Boma » 18 feb 2012, 00:27

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Introduzione
1966. Siamo più o meno a metà della fortunata carriera che porterà I beatles negli annali della storia, e non solo di quella pop/rock. All’epoca la band usciva da lunghe tournee dove il “suona e scappa” era diventato routine. Ondate di fan in delirio scalciavano contro la security per avere anche un solo contatto con il tanto desiderato quartetto di Liverpool. E i live erano quasi inascoltabili per via degli schiamazzi che coprivano i suoni amplificati … ma la band non volle ‘fermarsi’ a questo grande quanto precoce e inaspettato successo. Sull’onda della British Invasion e della oramai smisurata stima quasi religiosa dei fan a cui diedero persino un nome (la ‘Beatlemania’), approfittarono del periodo di grande percezione musicale del pubblico, per discostarsi in parte dalla musica leggera e di sicura efficacia che permeava album come Please Me Please Me e Hard Day’s Night. Continuarono cioè il percorso di maturazione artistica già abbozzato in Rubber Soul, colmandolo con Revolver.

Tracklist

1. Taxman (Harrison)
2. Eleanor Rigby (Lennon, McCartney)
3. I'm Only Sleeping (Lennon, McCartney)
4. Love You To (Harrison)
5. Here, There and Everywhere (Lennon, McCartney)
6. Yellow Submarine (Lennon, McCartney)
7. She Said She Said (Lennon, McCartney)
8. Good Day Sunshine (Lennon, McCartney)
9. And Your Bird Can Sing (Lennon, McCartney)
10. For No One (Lennon, McCartney)
11. Doctor Robert (Lennon, McCartney)
12. I Want to Tell You (Harrison)
13. Got to Get You into My Life (Lennon, McCartney)
14. Tomorrow Never Knows (Lennon, McCartney)

Da questo album in poi l’identità della band cambia considerevolmente, e non solo nel sound.
Cominciano le lunghe sedute in studio che annulleranno del tutto le performance live per cedere il passo alla composizione. Questo lo si capisce chiaramente dalla tranquillità con cui si utilizzano suoni impossibili da riprodurre live (almeno per l’epoca) a favore di brani sicuramente più ricercati, sofisticati e ispirati rispetto ai precedenti.

Taxman introduce l’album in uno spirito più rock dei primi album. Chitarre leggermente distorte, un solo sporco di Harrison, i cori armonizzati ad arte e l’inquietante esattore della canzone confermano quanto detto.

Eleanor Rigby vede arrangiamenti per archi e una storia tristissima di McCartney che narra di una fanciulla che muore in una chiesa, e di un certo padre McKenzie che non fa granchè per aiutarla. Testo malinconico sulla solitudine e atmosfere cupe, quanto di più lontano da “voglio prenderti per mano” o “per favoooore … amami” =).

I’m Only Sleeping è una bellissima ballata acustica, elogio ai ritmi lenti e a chi, come John Lennon, preferirebbe non essere disturbato durante un bel pisolino ristoratore. Altro segnale di cambiamento nel sound lo si nota nel solo di Harrison, simile ad una traccia in riverse viene invece eseguito tagliando l’attacco delle note alla chitarra.
Love You To rappresenta il primo incontro tra i Beatles e l’oriente. Non si sfora né in una né nell’altra sonorità. Il sitar in sottofondo si fonde con alcuni fill di chitarra distorta, e la linea vocale mantiene una connotazione ‘occidentale’ / europea. Il tutto termina con un leggero aumento del ritmo accompagnato solo dal sonaglio di Ringo. Questa traccia inizierà ciò che verrà portato avanti in Within You Without You nell’album successivo, dove il bongo e il sitar prevarranno sull’occidente così come la voce, dal rock, passerà ad una dolce e soffusa preghiera, completamente abbandonata a questa mistica sonorità orientale.

Here, There and Everywhere è una soffice (per me anche troppo) canzone d’amore, caratterizzata però da un cambio di atmosfera nelle sezioni tra i verse che conferiscono un sapore agrodolce alla ballata.

La blasonata Yellow Submarine la conoscono anche i sassi, ed è une delle poche canzoni cantate da Ringo Starr (come voce principale) lungo tutto il repertorio della band. Una sferzata di allegria quasi bambinesca ed effetti sonori improbabili (compositi di vasche da bagno colpite con catenacci registrate in studio e improbabili comandi navali urlati a caso) lasciano facilmente intendere l’eccentricità e originalità del pezzo.

She Said She Said ripercorre vagamente lo stile di Taxman in un’atmosfera più allegra e sognante.

Good Day Sunshine gira attorno ad allegri e saltellanti giri di piano in armonia con la serenità del testo. Sembra un brano ragtime di moderata velocità e intensità.

And Your Bird Can Sing è strana e quasi allucinogena. Mantiene una certa allegria come la canzone precedente, vertendo su arrangiamenti più chitarristici.

For No One contiene pochi strumenti ma molta sostanza. Si parla della separazione di due amanti e della diversità delle reazioni tra l’uomo insofferente, e la donna che supera la cosa invece con una certa nonchalance.

Doctor Robert segue il filone dei brani appollaiati tra pop e rock come Taxman e She Said She Said.

I Want to Tell You parte con un allettante riff di chitarra, che lascia presto il passo a 3 maledetti accordi di piano che creano una certa tensione, raggiungendo il culmine su uno particolarmente dissonante, mentre la voce fa finta di nulla comportandosi come se nulla fosse per poi tornare sul riff di chitarra iniziale. Anche questo pezzo è particolarmente singolare e lunatico, esasperando fasi di stabilità e delirio in soli 2 minuti e mezzo di musica.

Got to Get You into My Life è tra I miei pezzi preferiti dell’album. Qui gli ottoni regnano, dando un bel botta e risposta nei verse con la voce, una cadenza simpatica al chorus urlato e una coda trionfale sul cantato bluesy di Paul a chiusura del pezzo.

Tomorrow Never Knows è una commistione di effetti sonori, chitarre reverse e voci distorte in un turbinio di suoni che ruotano tutti attorno al loop di basso (di una singola nota) e di batteria che mantiene il crash su tutta la durata del pezzo. Con il primo esperimento di psichedelia pura della band, si chiude in bellezza Revolver.

Conclusioni
Non mi sono lasciato troppo andare a smielate considerazioni personali di un album che adoro (cercando di essere corto … e guarda qua quanto ho scritto =). Comunque e’ un album sicuramente da avere, sia per i miglioramenti rispetto agli album precedenti (che naturalmente non disdegno, ma che non posso considerare pari ai lavori post ’66) che per le sonorità non più affidate solamente ai cori e alle rickenbacker. Cominciano a sentirsi ottoni, sitar e tracce registrate al contrario … un timbro rock e della psichedelica, ovviamente il tutto supportato da una nuova e fresca concezione della loro musica.
Ammetto che alcuni brani mi sono sembrati meno ispirati di altri (Here There and Everywere e And Your Bird Can Sing ad esempio) ma nel complesso considero questo album tra i migliori del loro repertorio.
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Re: The Beatles - Revolver (1966) Pop Rock British Invasion

Messaggio da Boma » 18 feb 2012, 00:28

tra le + belle dell'album, godetevela!

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Re: The Beatles - Revolver (1966) Pop Rock British Invasion

Messaggio da Frusciante » 18 feb 2012, 09:34

Boma ha scritto: Ammetto che alcuni brani mi sono sembrati meno ispirati di altri (Here There and Everywere e And Your Bird Can Sing ad esempio) ma nel complesso considero questo album tra i migliori del loro repertorio.
Però Here, There and Everywhere è una delle loro canzoni più conosciute. E a me piace molto nella sua semplicità.
Eleanor Rigby per me rimane un piccolo capolavoro.
un amico ha scritto:V. prima di uscire, deve chiedere il permesso alla chitarra.
un altro amico ha scritto:wa ma stai ancora suonando? sì e fierr! Pigliatell' na pausa.
http://24.media.tumblr.com/tumblr_lkl20 ... o1_400.gif :fumato:

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Re: The Beatles - Revolver (1966) Pop Rock British Invasion

Messaggio da BrianSetzer85 » 18 feb 2012, 15:09

Frusciante ha scritto:
Boma ha scritto: Ammetto che alcuni brani mi sono sembrati meno ispirati di altri (Here There and Everywere e And Your Bird Can Sing ad esempio) ma nel complesso considero questo album tra i migliori del loro repertorio.
Però Here, There and Everywhere è una delle loro canzoni più conosciute. E a me piace molto nella sua semplicità.
Eleanor Rigby per me rimane un piccolo capolavoro.
Ascolto i Beatles dall'età di 5 anni ma questa canzone non la conoscevo... in casa giravano più facilmente "Love me do", "Help!", "Let it be", "Michelle", "She loves you", "Day tripper"... quasi tutte su raccolte, album interi dei Beatles non ne ho mai visti :ciao:
Bel disco, ma personalmente preferisco i Beatles dei primi lavori, probabilmente perchè sono canzoni che ascolto da quando ero piccolo e oramai permeano la mia mente in maniera inestinguibile :Very Happy:
We're gonna rock this town, Rock it inside out
We're gonna rock this town, Make'em scream and shout
Let's rock, rock, rock, man, rock
We're gonna rock till you pop, We're gonna rock till you drop
We're gonna rock this town, Rock it inside out


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