Mike Oldfield - Crises (1983) Prog Rock/Pop

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Mike Oldfield - Crises (1983) Prog Rock/Pop

Messaggio da Boma » 29 lug 2012, 14:18

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Mi aggiravo per un negozio di elettronica con padre al seguito e, mentre lui ispezionava vari condizionatori da montare in casa della suocera, intravidi con la coda dell’occhio il cestone dei cd in offerta!
Già una volta questi grossi dispenser mi hanno fatto capire quanto non influisca sulla qualità di un cd il fatto di essere posto sullo scaffale principale piuttosto che in questi enormi cassettoni, e stavolta non sono stati da meno. Tra Tazenda, Enrico Ruggieri e varia altra plasticaccia spunta fuori questa copertina ipnotica, quasi asettica.

Appena lessi il nome dell’artista fui subito curioso e lo presi (anche perché, allo stesso prezzo, avrei potuto prendermi qualche caffè della macchinetta). Forse a molti Mike Oldfield non dirà nulla, ma questo signore inglese, a solo 17 anni, da alla luce “Tubular Bells”, primo di una lunga serie di album solisti caratterizzato dalla presenza di due sole suite da 20 minuti ciascuna. Ricordate l’agghiacciante tema principale de “l’Esorcista”? E’ tratto proprio dai primi minuti di Tubular Bells. Il successo del film segna anche il successo dell’album, che vendette diversi milioni di copie in tutto il mondo.

Forse Mike non è molto noto al grande pubblico in quanto ha spesso lavorato come compositore di colonne sonore e di album solisti prog rock particolari, lunghi e raramente “radiofonici” (con la collaborazione di tanti artisti, ma rivendicando sempre la paternità della maggior parte dei brani). Dico raramente in quanto, in questo lavoro, abbiamo uno spaccato delle capacitò di questo artista.
Se nei primi dieci anni di carriera (dal 73 con Tubular Bells all’83 con questo Crises) Mike ha sempre optato per uno stile compositivo prog, prolisso e gran utilizzatore delle suite strumentali, in Crises abbiamo 5 brani definiti da lui stesso “commerciali” e la title track d’inizio che richiama le vecchie sonorità nei suoi 20 minuti di durata.

Tracklist

1. Crises
2. Moonlight Shadow
3. In High Places
4. Foreign Affair
5. Taurus 3
6. Shadow on The Wall

L’opera esordisce con la title track Crises, una suite quasi interamente strumentale nel puro stile prog rock a cavallo tra anni 70 e 80. Mike, essendo polistrumentista, passa agevolmente da chitarra a synth, voce, mandolino e molti altri strumenti scrupolosamente elencati nei crediti mentre, alla batteria, vediamo sempre Simon Philips (Toto, Whitesnake, Joe Satriani, Michael Schenker Group, Judas Priest …).

La struttura di questo brano assomiglia ad un collage di idee concatenate tra loro, come è caratteristico nei brani di lunga durata. Ammetto che, in alcuni frangenti, ho percepito dei momenti di stanca poco convincenti, subito ripresi da spezzoni mistici ed eterei, a volte orchestrali, a volte con la sola presenza di un synth con delay e riverbero. Soprattutto nella sezione centrale a 8 minuti ci sembra di essere l’uomo raffigurato dalla copertina, menzionato nella canzone come “the watcher” che fissa “la tower” in questo spettrale scenario stile “cattedrale nel deserto” illuminato soltanto dalla luce riflessa sulla parete lunare.

Dopo la prima parte dell’ album molto introspettiva, seguono altri 4 brani molto + melodici ed efficaci sin dai primi secondi di riproduzione.

Per cominciare abbiamo la famosissima Moonlight Shadows, una deliziosissima ballata pop con la collaborazione di Maggie Reilly alla voce ( non immaginate che sorpresa nel sapere che questo brano sentito e risentito alla radio apparteneva a quest’album dimenticato … ma perché nessuno me ne ha mai parlato? Un mistero). Seppure lo stile sia radicalmente diverso dalla precedente Crises, si percepisce il collegamento di entrambi i brani con questa immagine evocativa della torre illuminata dalla luna. E così anche per i brani successivi che, cambiando continuamente forma, fanno sempre riferimento a questa immagine che, evidentemente, Mike reputa particolarmente ispirativa.

In High Places vede la collaborazione di Jon Anderson alla voce (storico vocalist degli Yes) ed è un brano particolare basato, in gran parte, su di un’ammicante loop di batteria e da un soffice piano synth mentre, in lontananza, riecheggia l’acuta voce di Jon. Gli arrangiamenti di batteria sono particolarmente degni di nota.

Foreign Affair è cantata ancora da Maggie, ed è un altro brano che sento molto tuttora in radio, ma della quale ho sempre ignorato la provenienza fino ad oggi. Su una batteria molto statica suona un synth dal riff ipnotico ma adatto al ruolo “ciclico” che accompagnerà il tono delicato di Maggie fino alla fine del brano. Anche qui è difficile catalogare un pop dal suono etereo e particolare come questo, e tutto termina in maniera improvvisa. Al primo quarto del ritornello la voce abbozza un gemito, ma tutto si ferma dolcemente come se, iniziando un discorso, ci si fermi con un sospiro per poi non più proseguire.

Con Taurus 3 abbiamo poi un’altra sferzata allo stile dell’album che cambia radicalmente ancora una volta. Un brano principalmente acustico, che presenta diversi intrecci armonici a più chitarre per poi confluire in un ritornello quasi caotico dove, chitarre e percussioni, suonano all’unisono al massimo volume consentito, registrando un grosso picco di dinamica. Penso sia un po’ il neo di tutta l’opera in quanto, oltre a sembrare proprio fuori posto, propone delle melodie abbastanza scontate e poco interessanti.

Ma dopo neanche 3 minuti ci si rifà alla grande con Shadow on The Wall. Un rock molto “twangy” (termine usato nel gergo chitarristico che si riferisce al suono di corda squillante caratteristico delle chitarre a pickup con singola bobina, come le fender stratocaster/telecaster) e ben piazzato, con la collaborazione della voce rock, potente e irruenta di Roger Chapman. Il fulcro dell’energia trasmessa dal brano sta nel ritornello ripetuto più e più volte, che comunque non stanca l’orecchio.

Conclusioni
Sembra esserci poca domanda per questo album, è quindi probabile che riusciate a portarvi a casa con poco un album, a mio parere, molto interessante. Inoltre mi sono accorto che, ascoltandolo in macchina distrattamente, non riuscivo ad apprezzarne a pieno le potenzialità espressive. Mi sono dovuto fermare ad ascoltare dall’inizio alla fine 2/3 volte per poi sentenziare dicendo:”che gran figata di album!”.
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Re: Mike Oldfield - Crises (1983) Prog Rock/Pop

Messaggio da Boma » 29 lug 2012, 14:19

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Re: Mike Oldfield - Crises (1983) Prog Rock/Pop

Messaggio da blacky123 » 29 lug 2012, 17:07

Bell'album (erano gli anni delle mie scuole superiori e andava sacco)! Ogni tanto qualcuno se ne ricorda! E ottima recensione! :ciao:

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Re: Mike Oldfield - Crises (1983) Prog Rock/Pop

Messaggio da BrianSetzer85 » 30 lug 2012, 14:47

blacky123 ha scritto:Bell'album (erano gli anni delle mie scuole superiori e andava sacco)! Ogni tanto qualcuno se ne ricorda! E ottima recensione! :ciao:
Quoto, soprattutto "Moonlight Shadow" e "Foreign Affair" sono stati dei veri e propri tormentoni!
Grande artista, anche se di lui conosco poche canzoni. Da approfondire :ciao:
We're gonna rock this town, Rock it inside out
We're gonna rock this town, Make'em scream and shout
Let's rock, rock, rock, man, rock
We're gonna rock till you pop, We're gonna rock till you drop
We're gonna rock this town, Rock it inside out

http://www.youtube.com/user/AlexFuria85/videos

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Re: Mike Oldfield - Crises (1983) Prog Rock/Pop

Messaggio da rhapsody » 30 lug 2012, 16:18

Io questo cd l'ho acquistato per 2 euro in un supermarket. :Very Happy: Io sono un grande fan di Oldfield anche se non bisogna dimenticare che il vero Oldfield è quello del brano "Crises". Le canzone contenute in questo cd sono per lui un'eccezione. Qualche canzone è contenuta anche in un suo precedente cd "Platinum", dove c'era fra l'altro anche una versione irriconoscibile di "I got rhythm" di G. Gershwin. Altri brani cantati si possono trovare qua e là in mezzo alle sue suits. In Ommadawn c'è anche una breve canzone cantata da lui.


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Re: Mike Oldfield - Crises (1983) Prog Rock/Pop

Messaggio da Boma » 30 lug 2012, 21:27

[quote="rhapsody"]Io questo cd l'ho acquistato per 2 euro in un supermarket./quote]

2.99 € dal trony ... è stata una sorpresa anche per me :ciao:
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