Gestione effetti in sistemi complessi

La parte è dedicata agli effetti per chitarra: Pedali, multieffetti, rack, etc.
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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da Frusciante » 03 nov 2009, 21:14

diegho59 ha scritto:
Frusciante ha scritto:ti posso chiedere un favore diegho?
Visto che sei moderatore, puoi mettere in evidenza questo topic? spostarlo tra i primi? così uno nn deve cercarlo tra montagne di topic.
Lo sono da poco e devo capire se posso e come farlo...
Frusciante ha scritto:per noi è una fortuna conoscere qualcuno che abbia tutta questa conoscenza, quella strumentazione e spiegare il mondo dei rack midi e quant'altro. :Very Happy:
...... adesso mi manca solamente di imparare a suonare...... :risatona: :risatona:
Ma vai via!

Comunque, mettilo in evidenza che ci vuole tempo per leggere e tempo per assimilare. :Very Happy:
un amico ha scritto:V. prima di uscire, deve chiedere il permesso alla chitarra.
un altro amico ha scritto:wa ma stai ancora suonando? sì e fierr! Pigliatell' na pausa.
http://24.media.tumblr.com/tumblr_lkl20 ... o1_400.gif :fumato:


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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da Frank Flicker » 04 nov 2009, 13:27

diegho59 ha scritto:IL BUFFER: questo sconosciuto!

Il segnale generato dai PU di una chitarra esce ad alta impedenza. L'impedenza cambia pure alle varie frequenze. Un segnale ad alta impedenza su di un cavo avrà maggiori attenuazioni rispetto ad uno a bassa impedenza sullo stesso cavo.
Perchè non fare uscire direttamente il segnale in bassa direttamente dalla chitarra allora? Me lo chiedo anche io! Ovvero ci sono chitarre (quelle coi PU attivi e premplificatori interni: guardacaso il DG-20.....indovinate per cosa stà "DG"? :Very Happy: ) che escono a bassa impedenza ma sono una minoranza. Escono a bassa impedenza anche i Wireless e gli stessi microfoni è da sempre che sono a bassa impedenza (e pure bilanciati) ....le chitarre no! Diamolo per scontato e vediamo che si può fare!
Il Buffer è un aggeggio che converte il segnale da alta a bassa impedenza.... tutto qui. Magari gli fanno avere anche un "zic" di guadagno che non guasta. Col segnale in bassa impedenza potermmo percorrere più strada sulle inerminabili catene di cavi ed effetti (che tra l'altro hanno quasi sempre una uscita ad impedenza molto più bassa dell'ingresso, ma i buffer interni sono quasi sempre di pessima qualità) e subire meno perdite nei jack (non sembra ma sono farabutti anche loro). C'è chi mette anche il Boost nel buffer, ma in inizio catena non so a cosa serva! Non è la panacea contro tutti i mali ma indubbiamente aiuta ad avere più respiro sulle alte frequenze e meno perdita di segnale.
Controindicazioni: non tutti gli effetti accettano segnali a bassa impedenza: I Wah ed i Fuzz, specie se vintage, male li digeriscono. Quindi non è detto che il buffer debba per forza stare come primo anello della catena. Non è poi detto che serva solo sulle lunghe catene di effetti: provate ad inserirlo tra chitarra ed ampli..... vedrete che rifarete le equalizzazioni!
Forse si è abituati male: non è che il buffer aumenti certe frequenze.... semplicemente non le fa togliere.... ma può cambiare qualche cosa che può anche non piacere. Però le frequenze armoniche si sentono di più!
non potrebbe essere la soluzione al mio ronzio del g-force?

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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da diegho59 » 04 nov 2009, 13:50

Mi sa che conviene che una sera combiniamo e ci vediamo da me.... facciamo qualche prova, se non altro invertendo anche i G-Force.. in qualche modo ne veniamo fuori.. ci sentiamo P.M. :wink:

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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da diegho59 » 05 nov 2009, 09:31

Cominciamo parlare di effetti: TUBE DRIVER.

Nasce negli anni ottanta come overdrive progettato da B.K. Buttler distribuito col marchio Chandler sia in versione a pedale che in versione rack (1U). Attualmente viene fabbricato e venduto direttamente da B.K.Buttler, solo nella versione a pedale.
L'effetto nasce per suonare con una classica preamplificatrice 12AX7 però può funzionare sia con una 12AU7 ( segnale molto basso) sia una 12AT7 ( più brillante e un pò meno cattiva).
Il pedale è molto versatile in quanto può essere utilizzato sia come Boost, sia come Overdrive a seconda della quantità di gain scelta.
Il meglio, a mio parere, lo da quando è usato come leggero crunch ( primo assolo di Shine on You Crazy Diamond).
L' effetto ha una sonorità e una dinamicità ineguagliabili, non è medioso come la maggior parte degli overdrive ed esalta il tocco e la plettrata (ne esalta anche i difetti....). Io ho optato per due unità a rack Chandler perchè hanno in più il controllo dei medi e di serie il controllo del bias della valvola, opzionale sulla nuova serie. Poi anche perchè, nel mio setup, i rack trovavano più facile collocazione.
Uno è usato come clean boost, l'altro come OD, a volte boostato dal primo.
E' molto sensibile al tipo e marca di valvola utilizzata. La sperimentazione è quindi d'obbligo a seconda dei propri gusti.
Oltre a Gilmour lo usa anche Eric Johnson... per avere una idea delle sonorità. Un oggetto sicuramente da provare. :wink:

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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da Streetglide » 05 nov 2009, 11:04

Complimenti per l'impiantistica Diegho!! :esatto: Oggi come oggi con simili intrecci mi perderei.... :dubbioso:
Figuratevi che ho soltanto una vecchia Johnson J Station e mi pare pure troppo! :lol: :lol: :lol: :lol:
Forse il passo più importante l'ho fatto ai tempi del buon vecchio Roland GP8! Ma da li in poi per mancanza di pazienza,smisi di usare tutta quella roba..
Tornai alla chitarra,testa/cassa,un bel pre e via andare... :esatto:
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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da silente » 05 nov 2009, 11:11

Mi interessa anche l'aspetto del cablaggio di tutto questo ben di Dio. Che cavi usi, quanti ne hai usati e che idea ti sei fatto delle varie marche? :ciao:
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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da diegho59 » 05 nov 2009, 15:47

silente ha scritto:Mi interessa anche l'aspetto del cablaggio di tutto questo ben di Dio. Che cavi usi, quanti ne hai usati e che idea ti sei fatto delle varie marche? :ciao:
Questa è una questione che riguarda tutti, anche quelli che di padali ne usano pochi o non ne usano affatto.
E' un aspetto che avevo sottovalutato nella prima pedalboar dove più che altro avevo cercato tra piccole dimensione dei cavi e dei jack. Dovendo cablare il nuovo rack sono partito con l'idea di affrontare il problema con materiale di prima qualità.
Premetto che ho una azienda che produce materiali per televisione a circuito chiuso e tempo fa facevo costruire dei cavi coassiali da una azienda di "qualità", quindi sono sempre stato attento ai parametri qualitativi del cavo per una applicazione che ha necessità di far passare sugli stessi bande passanti ben più "difficili" dell'audio. Essendo un fondamentalista Gilmouriano la prima valutazione è stata fatta sui cavi utilizzati dallo "Zio", gli Evidence. Mi ha lasciato subito perplessa la questione del cavo "orientato", cosa della quale neppure il mio responsabile "elettronico" mi ha saputo dare una spiegazione. I cavi coassiali hanno una loro capacità (misura tipica dei condensatori) che dipende dal conduttore,dal dielettrico e dalla schermatura che formano una sorta di filtro a T. Se ci pensate i condensatori sono usati, per esempio in un crossover, come filtro per separare/eliminare certe determinate frequenze. Allo stesso modo si comportano i cavi: se il cavo fosse a capacità Zero passerebbero tutte le frequenze, più alte sono le capacità maggiori sono le frequenze tagliate soprattutto sulla fascia alta. Abbiamo supposto (ma solo supposto) che nei cavi "orientati" siano risciti (tramite forature nello schermo :dubbioso: ) a trasformare il filtro a T in filtro ad L (dove la gambetta della elle fa presuppore un orentamento) ma è tutta una ipotesi. Lo scopo è comunque quello di abbassare la capacità e quindi il taglio delle ferquenze.
La cosa che mi ha lasciato perplesso su questo e su molti altri cavi blasonati e costosissimi (anche 12 euro al metro) è che non dichiarano questi parametri limitandosi a commerciali "il migliore", "il cavo che fa la differenza", "usato da XX"..... ma niente caratteristiche elettriche :nono:
Ad aumentare i dubbi è stata la serie HG (acronimo di High Gain)..... come se un cavo potesse avere guadagno.... al massimo bassa perdita......altrimenti avremmo risolto i problemi energetici del pianeta.
Quindi ho dato una occhiata ai cavi indicanti le caratteristiche ed a prezzi umani (visto che un buon coassiale fatto per TVCC con costa più di mezzo euro al metro). La mia scelta è caduta sul Klotz LaGrange a bassa capacità <70 pF/m e ad un prezzo di circa 1,80 euro/m.
Per i Jack ero orientato sui classici Neutrik ma quelli angolati sono un pò grossini e 3 euro abbondanti al pezzo per chi ne ha montati più di 100 cominciava a diventare oneroso....
Sono quindi caduto sugli ottimi Amphenol, di dimensioni più contenute e costo di circa la metà rispetto ai Neutrik.
Il risutato?..... le alte che erano a palla sull'ampli sono state riportate in posizione flat. Ho dovuto variare diverse equalizzazioni, ma adesso ho possibilità di scelta.
Tenete presente comunque che sul mio impianto ci sono quasi 50 mt di cavo e 100/120 Jack. :wink:

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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da Drinko » 05 nov 2009, 16:41

diegho59 ha scritto:Questa è una questione che riguarda tutti, anche quelli che di padali ne usano pochi o non ne usano affatto. E' un aspetto che avevo sottovalutato nella prima pedalboar dove più che altro avevo cercato tra piccole dimensione dei cavi e dei jack. Dovendo cablare il nuovo rack sono partito con l'idea di affrontare il problema con materiale di prima qualità. Premetto che ho una azienda che produce materiali per televisione a circuito chiuso e tempo fa facevo costruire dei cavi coassiali da una azienda di "qualità", quindi sono sempre stato attento ai parametri qualitativi del cavo per una applicazione che ha necessità di far passare sugli stessi bande passanti ben più "difficili" dell'audio. Essendo un fondamentalista Gilmouriano la prima valutazione è stata fatta sui cavi utilizzati dallo "Zio", gli Evidence. Mi ha lasciato subito perplessa la questione del cavo "orientato", cosa della quale neppure il mio responsabile "elettronico" mi ha saputo dare una spiegazione. I cavi coassiali hanno una loro capacità (misura tipica dei condensatori) che dipende dal conduttore,dal dielettrico e dalla schermatura che formano una sorta di filtro a T. Se ci pensate i condensatori sono usati, per esempio in un crossover, come filtro per separare/eliminare certe determinate frequenze. Allo stesso modo si comportano i cavi: se il cavo fosse a capacità Zero passerebbero tutte le frequenze, più alte sono le capacità maggiori sono le frequenze tagliate soprattutto sulla fascia alta. Abbiamo supposto (ma solo supposto) che nei cavi "orientati" siano risciti (tramite forature nello schermo :dubbioso: ) a trasformare il filtro a T in filtro ad L (dove la gambetta della elle fa presuppore un orentamento) ma è tutta una ipotesi. Lo scopo è comunque quello di abbassare la capacità e quindi il taglio delle ferquenze.
La cosa che mi ha lasciato perplesso su questo e su molti altri cavi blasonati e costosissimi (anche 12 euro al metro) è che non dichiarano questi parametri limitandosi a commerciali "il migliore", "il cavo che fa la differenza", "usato da XX"..... ma niente caratteristiche elettriche :nono:
Ad aumentare i dubbi è stata la serie HG (acronimo di High Gain)..... come se un cavo potesse avere guadagno.... al massimo bassa perdita......altrimenti avremmo risolto i problemi energetici del pianeta.
hahahah
diegho59 ha scritto: Quindi ho dato una occhiata ai cavi indicanti le caratteristiche ed a prezzi umani (visto che un buon coassiale fatto per TVCC con costa più di mezzo euro al metro). La mia scelta è caduta sul Klotz LaGrange a bassa capacità <70 pF/m e ad un prezzo di circa 1,80 euro/m.
mmm 70picofarad/m è proprio poco... 5 metri fanno un condensatore da 0.35nanoF... ma l'induttanza invece? non è misurabile/gestibile? perchè se non sbaglio (ricordi di un esame di fisica2) un filtro ha bisogno anche di questa
diegho59 ha scritto:
Per i Jack ero orientato sui classici Neutrik ma quelli angolati sono un pò grossini e 3 euro abbondanti al pezzo per chi ne ha montati più di 100 cominciava a diventare oneroso....
Sono quindi caduto sugli ottimi Amphenol, di dimensioni più contenute e costo di circa la metà rispetto ai Neutrik.
io ho comprato un 5 metri artigianale dal guru dell'elettronica musicale a roma: http://www.tabaccoamps.com/notavincenzo.html dichiara R massima 32 ohm/km ma non parla di capacità. certo che la differenza è enorme con uno dei miei vecchi proel, arriva molto più segnale e ci sono più alti e presence (5 metri li ho presi a 30 euro, ma c'è la versione coi contatti in d'oro che viene 35). sono i cavi più cicciotti che ho mai visto, il jack è neutrick. sto inniziando a considerarli come strumenti musicali veri e propri e come tali penso che andrebbero trattati (e qui razzolo malissimo...)
diegho59 ha scritto:
Il risutato?..... le alte che erano a palla sull'ampli sono state riportate in posizione flat. Ho dovuto variare diverse equalizzazioni, ma adesso ho possibilità di scelta.
Tenete presente comunque che sul mio impianto ci sono quasi 50 mt di cavo e 100/120 Jack. :wink:
:paura: sei impressionante diegho :paura: :risatona:
Com'è triste la prudenza!

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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da diegho59 » 05 nov 2009, 17:16

Anche il Klotz LaGrandge è un pò "cicciotto"...... per ficcarlo nel gommino del Jack bogna dargli una... leccatina.

Però è vero: i cavi sono molto, molto importanti. La cosa triste è che non è che alcuni sono fatti meglio..... è che gli altri sono fatti peggio!!!! ..... e non è una frase alla Marzullo.
Solito discorso: per risparmiare pochi centesimi (si parla di minuzie) si mettono in giro schifezze incredibili......
Per dirvi come influisce il cavo: appena arrivata la matassa ed i primi Jack ho fatto il primo cavo Chitarra-Pedaliera (3,5 mt).
Eravamo appena arrivati in saletta e stavamo riscaldando gli ampli... provo un fraseggio col vecchio cavo Proel, prendo il nuovo cavo, lo sostituisco e rifaccio lo stesso fraseggio. Il mio "socio" che era girato di spalle e che non sapeva neppure che stessi trafficando coi cavi si gira e mi chiede cosa avessi cambiato nelle EQ o se avevo inserito il GE-7...... ed era solo la prima tratta...
Ovviamente ha pure lui immediatamente cambiato Jack e cavi sulla sua pedalbord......

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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da Frusciante » 05 nov 2009, 17:38

e per quanto riguarda i famosi cavi elixir???
Cos'hai da dire?

I cavi nominati da te nn li conosco. :senzasperanze:
un amico ha scritto:V. prima di uscire, deve chiedere il permesso alla chitarra.
un altro amico ha scritto:wa ma stai ancora suonando? sì e fierr! Pigliatell' na pausa.
http://24.media.tumblr.com/tumblr_lkl20 ... o1_400.gif :fumato:

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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da diegho59 » 05 nov 2009, 17:50

Degli Elixir ho sentito un gran bene però mi risultano carucci.
E' vero che non bisogna lesinare sui cavi, ma ricordiamoci che stiamo comprando rame, non oro.

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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da Colo » 05 nov 2009, 17:55

Scusami diegho, il cavo può essere quello presente nel link?
http://funky-junk.it/db/prodotti/prodot ... Lingua=ITA
e per il jack Amphenol, mi sapresti dire il modello, sul sito che mi hai passato ne trvo molti, ma non so quale sia quelo giusto...!
http://it.farnell.com/jsp/search/browse ... id=1002909
Scusa l'ignoranza!
La miglior musica è il più total silenzio.

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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da diegho59 » 05 nov 2009, 18:16

Per i jack: Amphenol ACPM-GN (diritto) e ACPM RN (90°) il cavo che segnali è video non audio. Ho dato una occhiata al sito della Klotz ma non trovo più il LaGrange che credo sia stato sostituito dal AC110 disponibile nel sito di FunkyJunk ad 1,40

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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da Colo » 05 nov 2009, 18:20

diegho59 ha scritto:Per i jack: Amphenol ACPM-GN (diritto) e ACPM RN (90°) il cavo che segnali è video non audio. Ho dato una occhiata al sito della Klotz ma non trovo più il LaGrange che credo sia stato sostituito dal AC110 disponibile nel sito di FunkyJunk ad 1,40
Magico! :Very Happy:
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Re: Gestione effetti in sistemi complessi

Messaggio da pellecchia » 05 nov 2009, 19:06

diegho59 ha scritto: In partenza ho preso una Vinteck TB-10 convinto che i 10 loop a disposizione fossero sufficienti per coprire le mie esigenze.
Ciao Diegho,
scusa se riporto la discussione ad un livello iniziale, ma volevo sapere se esistono altre pedaliere più economiche della Vinteck TB-10 che possano controllare oltre ai loop di effetti contemporaneamente lo switch dei canali dell'ampli. Nel caso anche con meno loop, diciamo anche solo 3 o 4.
te lo chiedo perchè devo acquistare un nuovo ampli e non so se prenderne uno con un solo canale pulito e poi affidare ai pedalini anche la distorsione, o uno con anche un buon distorto. Per i pezzi che suono è infatti irrinunciabile per me passare da puliti con chorus a distorti senza effetti con una sola pressione di un pedale. E immagino che in teoria la distorsione di un valvolare da 100W sia superiore comunque a quella che si ottiene da un canale pulito dell'ampli più un pedalino. O no? Tu cosa consigli?
Perchè nel caso optassi per un ampli monocanale e poi affidassi tutto ai pedalini potrei anche cavarmela (scusa l'eresia, ma sono un neofita) con una Boss LS-2...
Se puoi illuminami, Grazie


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