Suoni, sogni e realtà

Tutte le discussioni fuori contesto
Rispondi
Avatar utente
Cristiano
Esperto
Esperto
Messaggi: 423
Iscritto il: 05 mar 2007, 10:30
Località: Friuli

Suoni, sogni e realtà

Messaggio da Cristiano » 20 lug 2009, 11:07

Ovvero: di come i suoni invogliano i sogni e di come la realtà sia diversa da essi.

Antefatto: adoro Michael Hedges e l'ascolto dei suoi brani specialmente quelli solisti mi ha a lungo motivato nello studio e nel miglioramento della mia tecnica, nell'idea che suonare suoi pezzi fosse un obiettivo raggiungibile.
Il fatto: ho letto il libro "Rhythm, sonority and silence" di Hedges e Stropes, che contiene una bio di Hedges, una sua auto-analisi del processo compositivo, una sua discussione sulle strumentazioni e sulle amplificazioni e ovviamente le accurate tabs di alcuni dei suoi soli più significativi.
La reazione: ho scoperto che quello che ritenevo un suono naturale, e cioè quello della Martin D28 suonata da Hedges in quasi tutti i suoi soli in studio, in realtà di naturale ha solo una parte. In effetti da quel che dice Hedges stesso il suono viene ripreso in almeno tre modi: mic a condensatore, transducer interno e pickup magnetico alla buca. Il transducer interno rileva i movimenti del ponte e non è un piezo, è una specie di accelerometro, ed è impostato per catturare i cantini. Il magnetico rileva le vibrazioni delle corde (in particolare le basse), che Hedges montava in nichel perchè il bronzo poco risponde sui magnetici. Il tutto passa attraverso un equalizzatore digitale, che taglia le frequenze troppo basse, per evitare che i suoni percussivi disturbino troppo. A questo in cascata vengono aggiunti effetti e questo è l'aspetto meno sorprendente.
Tutto ciò per dire che io non otterrò mai un suono simile e questo mi fa dubitare del mio cammino di miglioramento, che era molto orientato proprio dalle sonorità di quel genere musicale, caratterizzato da bassi profondi e accordature con la sesta anche sotto al do. A questo si aggiunga che ultimamente ho preso una sbandata blues, che la mia acustica sembra preferire, visto che ha un suono piuttosto "medioso" e che non regala grandi bassi. Quasi quasi mi metto a sperimentare accordature aperte e bottle neck... magari ci tiro fuori qualcosa.

La conclusione: certi suoni ci fanno sognare e ci fanno prendere certe direzioni, ma la realtà dei NOSTRI suoni può portarci altrove. Un viaggio nella musica è come un viaggio a vela: si può partire in una certa direzione ma bisogna avere rispetto dei venti che ci possono portare verso altri porti. Alla fine l'importante è trarre gioia da quel che si suona.

Ciao, Cristiano
Life requires square shoulders. I'd rather prefer the slope ones of a j45


Avatar utente
Bellbottom
Maestro
Maestro
Messaggi: 3595
Iscritto il: 22 nov 2007, 10:02
Località: padova

Re: Suoni, sogni e realtà

Messaggio da Bellbottom » 20 lug 2009, 11:29

Cristiano ha scritto:
La conclusione: certi suoni ci fanno sognare e ci fanno prendere certe direzioni, ma la realtà dei NOSTRI suoni può portarci altrove. Un viaggio nella musica è come un viaggio a vela: si può partire in una certa direzione ma bisogna avere rispetto dei venti che ci possono portare verso altri porti. Alla fine l'importante è trarre gioia da quel che si suona.
:capo:

Avatar utente
ma200360
Maestro
Maestro
Messaggi: 28447
Iscritto il: 19 dic 2006, 20:53

Re: Suoni, sogni e realtà

Messaggio da ma200360 » 20 lug 2009, 22:34

Cristiano ha scritto:...
La conclusione: certi suoni ci fanno sognare e ci fanno prendere certe direzioni, ma la realtà dei NOSTRI suoni può portarci altrove. Un viaggio nella musica è come un viaggio a vela: si può partire in una certa direzione ma bisogna avere rispetto dei venti che ci possono portare verso altri porti. Alla fine l'importante è trarre gioia da quel che si suona.
...
Quanto hai ragione... Ed è la considerazione di chi comincia ad avere un percorso di "navigazione" piuttosto lungo. Io l' ho imparato dopo molto, molto tempo che avevo la chitarra in mano, e devo dire la verità, sono molto felice di essere riuscito a trarre grande soddisfazione da quel che faccio, sia pure nella sua estrema limitatezza.

Attenzione, però: esiste un' obiezione. "Ma così facendo perdi il gusto dela sfida con te stesso, perdi la motivazione per il miglioramento, per il raggiungimento di nuovi traguardi", e anche questo non è un discorso privo di senso.

Io penso di essere riuscito a trovare una strada per conciliare le cose, ma forse è semplicemente una risposta che ognuno può trovare esclusivamente entro sé stesso.
"Five strings, three chords, two fingers, one asshole !"

Keith Richards

"We needed to free the bass player from the big doghouse, the acoustic bass."

Leo Fender

Immagine

La funzione "Cerca" è tua amica !!

http://www.steelydan.com/gas.html

Avatar utente
Dark Angel
Maestro
Maestro
Messaggi: 2724
Iscritto il: 09 ago 2007, 22:52

Re: Suoni, sogni e realtà

Messaggio da Dark Angel » 21 lug 2009, 02:12

Io non mi pongo questi obbiettivi, non cerco di suonare come qualcun altro.
Prendo spunto, cerco di imitare, ma poi cambio tutto alla mia maniera; metto gli slide a posto dei bending e i bending a posto degli slide, suono senza plettro le parti che sarebbero da fare con il plettro ecc...
Faccio uguale con i suoni, anzi, con questi mi prendo maggiore libertà (anche perchè non ho effetti a parte quelli dell'ampli :Very Happy: ); cerco solamente ti trovare dei suoni che mi piacciano, è quello che conta per me.

Non so quanto sia giusto, ma è una questione di libertà. Quando suono qualcosa di qualcun altro, lo faccio a modo mio, nel bene....e soprattutto nel male!
Tired of lying in the sunshine staying home to watch the rain
You are young and life is long and there is time to kill today
And then the one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun

And you run and you run to catch up with the sun, but it's sinking
And racing around to come up behind you again
The sun is the same in the relative way, but you're older
And shorter of breath and one day closer to death

Avatar utente
Cristiano
Esperto
Esperto
Messaggi: 423
Iscritto il: 05 mar 2007, 10:30
Località: Friuli

Re: Suoni, sogni e realtà

Messaggio da Cristiano » 21 lug 2009, 09:25

Solo per puntualizzare: non è che non suonerò come hedges perchè so che mi fermerò prima, ma perchè sto prendendo una direzione diversa, che comunque mi dà piacere. E ancora dirò che non è che non suonerò come hedges perchè mi accontento di meno, ma perchè mi sto muovendo in una direzione che punta su altri suoni e generi. Il tutto con eguale mia gioia.
Più che altro volevo sottolineare che spesso i nostri desideri non bastano a dare una direzione a quel che facciamo e dobbiamo avere la coerenza e il coraggio e anche l'umiltà di perseguire una direzione diversa, quando è più consona a noi. Per questo io trovo la gioia in quel che faccio (mi sento un po' predicatore televisivo :dubbioso: ).

Ciao, Cristiano
Life requires square shoulders. I'd rather prefer the slope ones of a j45


Avatar utente
silente
Maestro
Maestro
Messaggi: 5493
Iscritto il: 23 apr 2007, 09:53

Re: Suoni, sogni e realtà

Messaggio da silente » 21 lug 2009, 09:45

Ho scritto questa cosa in un quarto d'ora, e adesso che vedo che nel frattempo hai scritto un'altra cosa, la metto lo stesso... :Confuso:
___________________________________________________________________________
Nel mio percorso di formazione chitarristica, che bada bene va da principiante a semi-principiante, non ho mai dato un importanza così indispensabile al suono dello strumento. L'ho sempre considerato un qualcosa in più che si può ottenere nella maniera più facile del mondo: spendendo soldi. Naturalmente obietterai che questo vale per chi ne ha, ma spesso chi può neppure merita o ignora il privilegio che si ha nel poter tenere in mano certi strumenti. Ciò che non si compra è l'esercizio che un appassionato può dedicare alla chitarra nell' attesa che arrivi per lui il grande giorno dell' acquisto di uno strumento superbo (j45? :Very Happy: ).
Dire che realizzando di non poter ottenere un certo suono ti faccia dubitare del tuo cammino di miglioramento è un affermazione che sminuisce il pensiero musicale e la tecnica dell' autore che hai citato. C'è così tanto da imparare dalle composizioni e dalla tecnica di Hedges, che il suo suono è l'ultima cosa che io sento quando lo ascolto suonare. Per imparare la sua tecnica sono sufficienti una acustica da 150€ e tanta, tanta, tantissima voglia di studiare (lui in più ha il talento, ma questo è un altro discorso e del resto se fosse un requisito essenziale per suonare la chitarra, ci sarebbe un crollo del mercato dell'usato). Sono anche convinto che se io sapessi suonare come lui, anche con una semplice d28 amplificata con un condensatore vicino alla buca, la gente mi celebrerebbe come noi facciamo con lui. :ciao:
ImmagineIl Cantagallo Podcast

Avatar utente
Cristiano
Esperto
Esperto
Messaggi: 423
Iscritto il: 05 mar 2007, 10:30
Località: Friuli

Re: Suoni, sogni e realtà

Messaggio da Cristiano » 21 lug 2009, 12:01

Silente: Mi rendo conto leggendoti che c'è un altro malinteso per come mi sono espresso. Sembra quasi che io affermi che Hedges è Hedges per la sua amplificazione... sarebbe blasfema una simile affermazione. Vediamo se riesco a spiegarmi meglio.

Io sento Hedges, leggo le sue trascrizioni e comprendo la complessità delle sue composizioni e della loro esecuzione, so che posso imitare le sue tecniche se mi dedico allo studio delle sue composizioni, ma so che quel che otterrei sarebbe molto diverso, quindi non è da quello che devo partire e non è detto che lì debba arrivare.
Ora mi sto concentrando su studi diversi dai quali ottengo altrettanta soddisfazione, sia nell'eseguire, che nell'ascoltare altri esecutori dei medesimi pezzi. In questo momento sento che questa strada mi porterà da qualche parte, e forse lontano dal genere che suonava Hedges, ma se non proseguo non lo scoprirò. Domani poi potrei anche riportare indietro il nastro ed esplorare un'altra strada.

Comunque in questo momento lo strumento è relativo e anche una J45 (sì sarebbe uno strumento superbo :Very Happy: ) mi spingerebbe nella stessa direzione attuale.

Ciao, Cristiano
Life requires square shoulders. I'd rather prefer the slope ones of a j45

Avatar utente
silente
Maestro
Maestro
Messaggi: 5493
Iscritto il: 23 apr 2007, 09:53

Re: Suoni, sogni e realtà

Messaggio da silente » 21 lug 2009, 12:17

Non c'era malinteso, forse io mi sono spiegato così e così, anzi sicuramente. :ciao:
Volevo dire, in altre parole, che nessuno studiando un autore deve avere paura che alla fine verrà qualcosa di diverso. Perché assolutamente sarà così. Ciò che possiamo fare è affinare l'abilità con lo studio, e una volta acquisita la capacità di eseguire i brani di qualche nostro beniamino, avremo creato qualcosa di nuovo, e cioè il nostro personalissimo modo di interpretarlo. Altro non possiamo fare, neppure nella ricerca del suono.
Per il resto sono d'accordo con te, io poi sembro un pazzo: faccio un mese di bossa, poi due di jazz, poi mi ri-infiammo per il blues, poi il rock, ecc...attualmente sto suonando solo la chitarra classica. Per me ci sono pochi porti e tanto tanto vento, quasi burrasca. :Very Happy:
ImmagineIl Cantagallo Podcast

Avatar utente
Cristiano
Esperto
Esperto
Messaggi: 423
Iscritto il: 05 mar 2007, 10:30
Località: Friuli

Re: Suoni, sogni e realtà

Messaggio da Cristiano » 21 lug 2009, 13:23

Cito (più o meno) Daniele Bazzani in un suo metodo per chitarra fingerstyle blues: Forse non suonerete come Robert Johnson, ma nemmeno Robert Johnson suonerebbe come voi.

CIao Cristiano
Life requires square shoulders. I'd rather prefer the slope ones of a j45


Rispondi
  • Argomenti simili
    Risposte
    Visite
    Ultimo messaggio

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti