Nota fondamentale qual è?

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sirlillo
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Nota fondamentale qual è?

Messaggio da sirlillo » 09 mar 2013, 18:35

Non capisco qual è la nota fondamentale in un accordo. Ad esempio nell'accordo LA ovvero LA + DO# + MI perchè il LA è fondamentale?

Ho letto questa spiegazione ma continuo a non capiere
"Due o più note che risuonano simultaneamente costituiscono un accordo.
La combinazione verticale di tre suoni, nota fondamentale, terza e quinta relative, ci dà un accordo noto come triade.
La nota di base su cui è costruita una triade , si chiama fondamentale."


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Re: Nota fondamentale qual è?

Messaggio da blacky123 » 09 mar 2013, 18:44

Perchè è la tonica della scala di cui quell'accordo è la sintesi.

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Re: Nota fondamentale qual è?

Messaggio da AleNovantotto » 09 mar 2013, 18:47

Presumo - a grandi line - che la nota fondamentale sia quella appunto la tonica che dà il nome all'accordo e quella dalla quale "prendo le misure" per individuare, ad intervalli predeterminati, le altre note che lo compongono.
Almeno questo è quello che immagino, non ci resta che sentire i maestri.

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Re: Nota fondamentale qual è?

Messaggio da odos » 09 mar 2013, 18:47

domanda che scava nelle radici del nostro sistema musicale. Di fatto il nostro sistema musicale è un sistema, e questo prevede un nome preciso per delle cose; ogni materiale grezzo come tre note a caso, le si fa rientrare lì dentro. Di fatto quando si deve dare un nome a qualcosa si predilige la spiegazione più semplice in riferimento a questo sistema musicale.

do# - mi - la sarebbe un do# minore 5 +
mi - la - do # sarebbe una roba tipo Mi sus 4/6
se le prendi aperte la situazione è simile

invece si vede la - do# - mi come triade maggiore con fondamentale LA e il resto come inversioni e il cuore trova pace :ciao:
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Re: Nota fondamentale qual è?

Messaggio da Frusciante » 09 mar 2013, 19:22

odos ha scritto:domanda che scava nelle radici del nostro sistema musicale. Di fatto il nostro sistema musicale è un sistema, e questo prevede un nome preciso per delle cose; ogni materiale grezzo come tre note a caso, le si fa rientrare lì dentro. Di fatto quando si deve dare un nome a qualcosa si predilige la spiegazione più semplice in riferimento a questo sistema musicale.

do# - mi - la sarebbe un do# minore 5 +
mi - la - do # sarebbe una roba tipo Mi sus 4/6
se le prendi aperte la situazione è simile

invece si vede la - do# - mi come triade maggiore con fondamentale LA e il resto come inversioni e il cuore trova pace :ciao:
:esatto:
un amico ha scritto:V. prima di uscire, deve chiedere il permesso alla chitarra.
un altro amico ha scritto:wa ma stai ancora suonando? sì e fierr! Pigliatell' na pausa.
http://24.media.tumblr.com/tumblr_lkl20 ... o1_400.gif :fumato:


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Re: Nota fondamentale qual è?

Messaggio da pianochitarrista94 » 10 mar 2013, 11:01

odos ha scritto:domanda che scava nelle radici del nostro sistema musicale. Di fatto il nostro sistema musicale è un sistema, e questo prevede un nome preciso per delle cose; ogni materiale grezzo come tre note a caso, le si fa rientrare lì dentro. Di fatto quando si deve dare un nome a qualcosa si predilige la spiegazione più semplice in riferimento a questo sistema musicale.

do# - mi - la sarebbe un do# minore 5 +
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se le prendi aperte la situazione è simile

invece si vede la - do# - mi come triade maggiore con fondamentale LA e il resto come inversioni e il cuore trova pace :ciao:
Aspetta, non dimenticarti che tu hai la quarta di mi maggiore nell'accordo, e poi hai la sesta. Ora, suonando l'accordo, è più probabile che ci si trovi davanti ad un rivolto di la che ad un mi sospeso sia sulla quarta che sulla sesta. Il nostro sistema è fatto benissimo: se ampliamo il discorso tonale con le modali possiamo guardare una progressione di accordi come sette cose diverse (ma sempre uniche dato il legame che c'è). Ad esempio, avendo una progressione do-fa-sol potremmo suonarci una ionica di do, facendo un solo rock abbastanza carino, oppure potremmo suonarci su una frigia considerandola come una atipica progressione di VI-II-III. La cosa ad immaginarmela sarebbe orribile! Quindi trasportando il concetto dalle scale agli accordi, il discorso che fai non è sbagliato, ma non è vero che il nostro sistema considera un accordo in modo univoco. Sono i musicisti che evidentemente preferiscono di gran lunga considerare mi la do# come un rivolto, vuoi perchè considerato come una triade bisospesa con la quarta e la sesta avrebbe ben poca ragione di esistere dato che del mi ha solamente il mi (nella mia modestissima opinione per definire un accordo abbiamo bisogno della nota fondamentale ed anche della quinta, altrimenti non si capisce più niente, ogni accordo è tutto e niente, cosa tra l'altro vera, e si arriverebbe a discussioni filosofiche che porterebbero la musica ad un livello tremendamente assurdo in senso negativo) mentre del la ha il la, il mi ed il do diesis (sicuramente la terza è più usata negli accordi di una sesta), vuoi perchè come MIsus4/6 non suona un granchè bene, dato che lascia tutto troppo sospeso quando il rivolto di la suona meglio, vuoi perchè nessuno ha mai avuto bisogno di considerarlo un sospeso di mi, vuoi per semplificazione.

Cos'ha il sistema che non va? Mica ti nega di considerarlo come ti pare quell'accordo! Evidentemente nel tuo inconscio, data la domanda, tendi anche tu a considerarlo come un rivolto, semplicemente perchè è più naturale! Un po' come aspettarsi che un sol7 ricaschi su un do maggiore, è una tendenza naturale che ti porta a considerare una soluzione piuttosto che un'altra :esatto:
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Re: Nota fondamentale qual è?

Messaggio da odos » 10 mar 2013, 11:40

pianochitarrista94 ha scritto:
Aspetta, non dimenticarti che tu hai la quarta di mi maggiore nell'accordo, e poi hai la sesta. Ora, suonando l'accordo, è più probabile che ci si trovi davanti ad un rivolto di la che ad un mi sospeso sia sulla quarta che sulla sesta. Il nostro sistema è fatto benissimo: se ampliamo il discorso tonale con le modali possiamo guardare una progressione di accordi come sette cose diverse (ma sempre uniche dato il legame che c'è). Ad esempio, avendo una progressione do-fa-sol potremmo suonarci una ionica di do, facendo un solo rock abbastanza carino, oppure potremmo suonarci su una frigia considerandola come una atipica progressione di VI-II-III. La cosa ad immaginarmela sarebbe orribile! Quindi trasportando il concetto dalle scale agli accordi, il discorso che fai non è sbagliato, ma non è vero che il nostro sistema considera un accordo in modo univoco. Sono i musicisti che evidentemente preferiscono di gran lunga considerare mi la do# come un rivolto, vuoi perchè considerato come una triade bisospesa con la quarta e la sesta avrebbe ben poca ragione di esistere dato che del mi ha solamente il mi (nella mia modestissima opinione per definire un accordo abbiamo bisogno della nota fondamentale ed anche della quinta, altrimenti non si capisce più niente, ogni accordo è tutto e niente, cosa tra l'altro vera, e si arriverebbe a discussioni filosofiche che porterebbero la musica ad un livello tremendamente assurdo in senso negativo) mentre del la ha il la, il mi ed il do diesis (sicuramente la terza è più usata negli accordi di una sesta), vuoi perchè come MIsus4/6 non suona un granchè bene, dato che lascia tutto troppo sospeso quando il rivolto di la suona meglio, vuoi perchè nessuno ha mai avuto bisogno di considerarlo un sospeso di mi, vuoi per semplificazione.

Cos'ha il sistema che non va? Mica ti nega di considerarlo come ti pare quell'accordo! Evidentemente nel tuo inconscio, data la domanda, tendi anche tu a considerarlo come un rivolto, semplicemente perchè è più naturale! Un po' come aspettarsi che un sol7 ricaschi su un do maggiore, è una tendenza naturale che ti porta a considerare una soluzione piuttosto che un'altra :esatto:
sai che non ho mica capito in che modo quello che dici dovrebbe essere diverso da quello che ho detto e qual è la tua spiegazione? :ciao:

le parti in neretto che ho sottlineato: il criterio che davo io è che si preferisce la spiegazione più semplice all'interno del nostro sistema, che come noto è particolare e non universale (e tanto meno naturale).

Per cui se ti trovi davanti a quelle note lì, hai già a disposizione i concetti di triadi e rivolto, e quelli si usano, identificando di conseguenza la fondamentale con il LA; e questo risponde alla domanda iniziale.


Piccolissima parentesi sulla "filosofia": puoi non domandarti niente e tutto rimane così; ma appena metti in catena un certo numero di "perchè" arrivi per forza ad una filosofia, cioè una spiegazione dei fondamenti di qualcosa. Questo non toglie niente alla spontaneità ed emotività del suonare, è una discussione nata da un'interrogazione e come tale va affrontata.
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Re: Nota fondamentale qual è?

Messaggio da sirlillo » 10 mar 2013, 12:25

odos ha scritto:domanda che scava nelle radici del nostro sistema musicale. Di fatto il nostro sistema musicale è un sistema, e questo prevede un nome preciso per delle cose; ogni materiale grezzo come tre note a caso, le si fa rientrare lì dentro. Di fatto quando si deve dare un nome a qualcosa si predilige la spiegazione più semplice in riferimento a questo sistema musicale.

do# - mi - la sarebbe un do# minore 5 +
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Adesso è più o meno chiaro. Grazie :ciauz:

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Re: Nota fondamentale qual è?

Messaggio da pianochitarrista94 » 10 mar 2013, 13:56

odos ha scritto:
pianochitarrista94 ha scritto:
Aspetta, non dimenticarti che tu hai la quarta di mi maggiore nell'accordo, e poi hai la sesta. Ora, suonando l'accordo, è più probabile che ci si trovi davanti ad un rivolto di la che ad un mi sospeso sia sulla quarta che sulla sesta. Il nostro sistema è fatto benissimo: se ampliamo il discorso tonale con le modali possiamo guardare una progressione di accordi come sette cose diverse (ma sempre uniche dato il legame che c'è). Ad esempio, avendo una progressione do-fa-sol potremmo suonarci una ionica di do, facendo un solo rock abbastanza carino, oppure potremmo suonarci su una frigia considerandola come una atipica progressione di VI-II-III. La cosa ad immaginarmela sarebbe orribile! Quindi trasportando il concetto dalle scale agli accordi, il discorso che fai non è sbagliato, ma non è vero che il nostro sistema considera un accordo in modo univoco. Sono i musicisti che evidentemente preferiscono di gran lunga considerare mi la do# come un rivolto, vuoi perchè considerato come una triade bisospesa con la quarta e la sesta avrebbe ben poca ragione di esistere dato che del mi ha solamente il mi (nella mia modestissima opinione per definire un accordo abbiamo bisogno della nota fondamentale ed anche della quinta, altrimenti non si capisce più niente, ogni accordo è tutto e niente, cosa tra l'altro vera, e si arriverebbe a discussioni filosofiche che porterebbero la musica ad un livello tremendamente assurdo in senso negativo) mentre del la ha il la, il mi ed il do diesis (sicuramente la terza è più usata negli accordi di una sesta), vuoi perchè come MIsus4/6 non suona un granchè bene, dato che lascia tutto troppo sospeso quando il rivolto di la suona meglio, vuoi perchè nessuno ha mai avuto bisogno di considerarlo un sospeso di mi, vuoi per semplificazione.

Cos'ha il sistema che non va? Mica ti nega di considerarlo come ti pare quell'accordo! Evidentemente nel tuo inconscio, data la domanda, tendi anche tu a considerarlo come un rivolto, semplicemente perchè è più naturale! Un po' come aspettarsi che un sol7 ricaschi su un do maggiore, è una tendenza naturale che ti porta a considerare una soluzione piuttosto che un'altra :esatto:
sai che non ho mica capito in che modo quello che dici dovrebbe essere diverso da quello che ho detto e qual è la tua spiegazione? :ciao:

le parti in neretto che ho sottlineato: il criterio che davo io è che si preferisce la spiegazione più semplice all'interno del nostro sistema, che come noto è particolare e non universale (e tanto meno naturale).

Per cui se ti trovi davanti a quelle note lì, hai già a disposizione i concetti di triadi e rivolto, e quelli si usano, identificando di conseguenza la fondamentale con il LA; e questo risponde alla domanda iniziale.


Piccolissima parentesi sulla "filosofia": puoi non domandarti niente e tutto rimane così; ma appena metti in catena un certo numero di "perchè" arrivi per forza ad una filosofia, cioè una spiegazione dei fondamenti di qualcosa. Questo non toglie niente alla spontaneità ed emotività del suonare, è una discussione nata da un'interrogazione e come tale va affrontata.
Se ho capito bene tu tendi ad incentrare il discorso sul sistema, io lo incentro sul chitarrista: ossia se tu dici che il sistema semplifica tutto considerando quel dato accordo come un rivolto di la invece che un sospeso di mi, io dico che il sistema non definisce o considera niente, ma lo fa il musicista, scegliendo tra le varie opzioni che il sistema gli dà. Per quanto riguarda l'ultima parte in neretto, tu parti dal presupposto che si definisca quell'accordo come un rivolto di la. Magari invece esiste un chitarrista che non aveva mai pensato che quello potesse essere un rivolto di la e lo aveva inteso sempre come un mi!

Poi per quanto riguarda la filosofia tranquillo, i miei perchè li ho e pure tanti, e quindi anche una mia "filosofia" (come se non bastasse la scuola ce ne mette altri). Dicevo solo che se si attua in musica un pensiero eccessivamente relativista e nichilista (questo accordo è questo, questo, e quest'altro e noi non sappiamo cos'è di preciso) senza fermarsi a pensare che quell'accordo in realtà è ciò che vuoi fargli essere tu, i risultati sarebbero certi orrori che ha portato il 900 con gente adorata col nome di "genio". (water walk di john cage)
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Re: Nota fondamentale qual è?

Messaggio da odos » 10 mar 2013, 14:18

discorso che ci porta un po' fuori e che annoierebbe in tanti (personalmente ci vado a nozze), ma visto che Sirlillo per ora è parzialmente soddisfatto, perchè non intraprenderlo? :Very Happy:


se un bambino chiama "pasta" tutto ciò che è da mangiare anche se ha davanti pollo o carote, perchè all'inizio "pasta" vuol dire "mangiare" (questo succede di fatto senza scomodare gli psicologi evoluzionisti :ciao: ), questo è un errore, perchè esistono altre parole più specifiche, che il bambino ignora.

Il musicista che chiama "Mi - Do diesis - La" Mi sus4/6 è come un bambino, gli mancano le categorie per capire qualcosa e quindi è in errore. La ragione per cui la fondamentale di quella triade non è Mi o Dodiesis è perchè esiste un sistema indipendente di conoscenze che ha sviluppato i concetti di triadi e rivolti, per cui per trovare la fondamentale mi appoggio a questi concetti; questo sistema definisce cosa è errore e cosa non lo è. Che questo sistema sia relativo (culturalmente) non inficia il fatto che è l'unico nel quale siamo inseriti, a meno di volerne fare rivuluzioni, come capita ed è già capitato (il blues, la dodecafonia ecc...), ma non è una cosa che si fa spostando a caso qualcosa qua e là o per idiosincrasie personali. :ciauz:
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Re: Nota fondamentale qual è?

Messaggio da pianochitarrista94 » 17 mar 2013, 10:25

Scusami solo ora ho visto la risposta!

Buono l'esempio del bambino, ma non è forse vero che questo bambino è cosciente di mangiare qualcosa di diverso? Cadrebbe in errore se pensasse di mangiare sempre la stessa cosa! Egli chiama il pollo pasta solo perché associa la parola pasta ad una categoria più generica di quella che designa propriamente il termine. Il musicista invece chiama quell'accordo in quel modo, datolo cosciente dei possibili altri nomi, con QUEL nome, semplicemente perché per lui ha più senso così
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Re: Nota fondamentale qual è?

Messaggio da odos » 17 mar 2013, 22:57

pianochitarrista94 ha scritto:Scusami solo ora ho visto la risposta!

Buono l'esempio del bambino, ma non è forse vero che questo bambino è cosciente di mangiare qualcosa di diverso? Cadrebbe in errore se pensasse di mangiare sempre la stessa cosa! Egli chiama il pollo pasta solo perché associa la parola pasta ad una categoria più generica di quella che designa propriamente il termine. Il musicista invece chiama quell'accordo in quel modo, datolo cosciente dei possibili altri nomi, con QUEL nome, semplicemente perché per lui ha più senso così
io non ho mai visto un musicista che chiami "sus 4/6" un rivolto di una triade, mai ma proprio mai, neanche uno come Mick Gooddrick lo farebbe mai, e non è uno che non rivolta come un guanto l'armonia. Quindi per me è molto più probabile che di fronte a casi del genere si tratti di ignoranza che di scelta cosciente.

A me piace molto il suono dei rivolti delle triadi aperte, perchè hanno un suono molto paticolare che non ricorda affatto le triadi come ce le si immagina quando si pensa ad una triade, ma li continuo a chiamare rivolti, non fosse altro che mi agevola enormemente la loro collocazione armonica nel contesto musicale; altrimenti vedresti mille accordi scollegati e senza senso, e saresti costretto a pensare modale complicandoti la vita per niente.
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