Improvvisare su accordi M7

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chevy1979
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Improvvisare su accordi M7

Messaggio da chevy1979 » 12 feb 2010, 13:29

Ciao,ho un dubbio,ma per improvvisare su accordi M7,maggiori con la settima minore,voi che scale usate,oltre alla minore relativa alla tonalità a cui appartiene l'accordo.
Es:
Sol7--->oltre lam7(pentatonica o blues) cosa usate?

:ciauz:


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Re: Improvvisare su accordi M7

Messaggio da odos » 12 feb 2010, 13:50

innanzitutto su un Sol7 improvvisi o con la pentatonica maggiore di Sol o con la pentatonica maggiore di Lab (cioè la pentatonica minore di Sol).


Per il resto dipende dal genere che suoni.
Sostanzialmente con un misolodio (su un sol7 è una scala maggiore di Do o minore di La) in generi tipo blues, pop, rock ecc...

mentre per jazz e fusion, jazz/rock, Funk ecc..c'è un'infinità di roba: in ordine crescente di tensioni ci sono misolida, lidia dominante (quarto modo delle minore melodica), dorian b9, misolida b13 (5 modo della minore melodica), misolidia b9 b13 (5 modo delle minore armonica), esatonale, superlocria (7 modo minore melodica), semitono-tono e tante altre belle cose (tipo le pentatoniche sovraimposte).

e questo per quello che riguarda le scale, che non per forza sono il primo riferimento per improvvisare.

a te che genere interessa, che se vuoi approfondiamo? :ciao:
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Re: Improvvisare su accordi M7

Messaggio da chevy1979 » 12 feb 2010, 16:31

odos ha scritto: con la pentatonica maggiore di Lab (cioè la pentatonica minore di Sol).
Non ho capito,perchè la pentatonica maggiore di lab è la pentatonica minore di sol?La pentatonica minore di Sol non è il Mi Eolio,VI grado della scala di Sol?

Su una progressione I7,IV7,V7 cosa usi?(blues)
E su II V I?(jazz)

Sto studiando l'improvvisazione tonale,o almeno ci provo,con la suddivisione degli accordi di TONICA,(I,III,VI),SOTTODOMINANTE,(II,IV),E DOMINANTE(V),sono ancora un po confuso... :paura:

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Re: Improvvisare su accordi M7

Messaggio da odos » 12 feb 2010, 17:01

chevy1979 ha scritto:
odos ha scritto: con la pentatonica maggiore di Lab (cioè la pentatonica minore di Sol).
Non ho capito,perchè la pentatonica maggiore di lab è la pentatonica minore di sol?
se poi mi ci metto pure io a confondere.....scusa, volevo dire Sib. La pentatonica maggiore di Sib è la pentatonica minore di Sol (relativa minore).


chevy1979 ha scritto: La pentatonica minore di Sol non è il Mi Eolio,VI grado della scala di Sol?
non credo di aver capito: la pentatonica ha 5 note, l'eolio ne ha 7. Non possono essere la stessa cosa...
chevy1979 ha scritto: Su una progressione I7,IV7,V7 cosa usi?(blues)
se parli di blues tradizionale, di solito ci si muove su ciò che hai già elencato: pentatonica maggiore, pentatonica minore, scala blues, misolidio (di solito pensandolo come scala minore).

Se ti riferisci al blues jazz la questione cambia, e purtroppo non è possibile darti una risposta, perchè si può usare qualsiasi cosa. Nel jazz si comincia studiando i blues e si muore studiando i blues.

Ad ogni modo, in via del tutto propedeutica, si comincia di solito, come scale, con un misolidio per ogni accordo (prima scelta) e misolidio bebop (molto efficace all'inizio), oltre alle pentatoniche. In un blues semplice come quello di cui parli tu, il passo successivo è cominciare ad alterare le dominanti prima del cambio di accordo.
Tutto il grosso comunque al di là delle scale, che costituiscono solo il "campo d'azione", sta nel approcciare cromaticamente le note dell'accordo, e/o suonare arpeggi di altri accordi sopra gli accordi in questione (ad esempio prova a suonare un arpeggio di Re semidiminuito su un Bb7 che è un classico).


chevy1979 ha scritto: E su II V I?(jazz)
anche qui purtroppo vale la regola "si comincia suonando II V I e si muore suonando II V I". Quindi posso dirti solo qual è l'approccio classico all'inizio. Siamo d'accordo che suonando la maggiore del primo grado su tutti gli accordi, stai suonando tutti i modi degli accordi in questione, cioè stai suonando dorico sul II, misolidio sul V, e ionico sul I. Il passo successivo è quello di suonare l'arpeggio di ogni accordo. Dopo quello di memorizzare il passaggio di terze e settime tra un accordo e l'altro e infine quello di suonare frasi di arpeggi e scala connettendo le terze e le settime, che sono i "pilastri" della tua cadenza, cioè ciò che la fa sentire, e sui quali ti puoi riposare (risolvere).
Fatto ciò si tratta di passare una vita intera a riempire di colori tutta la cadenza, in particolare sugli accordi di dominante (sul V) con l'elenco che ti ho fatto sopra.

Comunque è più facile a farsi che a dirsi. Lo scoglio iniziale è duro, ma poi diventa solo puro stupore ogni volta che scopri una nuova possibilità.
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Re: Improvvisare su accordi M7

Messaggio da alexi_laiho » 12 feb 2010, 17:06

è esattamente x questo che ho smesso di prendere lezioni di musica... quando il maestro mi introdusse le scale modali e tutte ste robe capii che non erano cose x me... :Very Happy:
lespaul ha scritto:
Frusciante ha scritto:stó imparando da questo forum...che é molto saggio evitare di mettersi contro dei metallari...soprattutto se in BRANCO. :lollol:

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Re: Improvvisare su accordi M7

Messaggio da odos » 12 feb 2010, 17:17

alexi_laiho ha scritto:è esattamente x questo che ho smesso di prendere lezioni di musica... quando il maestro mi introdusse le scale modali e tutte ste robe capii che non erano cose x me... :Very Happy:
ma il più non è capirle, ma metterle nelle mani per non pensarci quando improvvisi. Comunque considera che ogni parola detta o scritta nei testi è anche qualcosa che ha un suono, quindi è meno complicato di quello che pensi. Se poi ti piace il jazz o la fusion è ancora meno complicato, perchè sei stimolato dallo scoprire come si suonano quelle cose che hai sempre sentito. Per questo secondo me il presupposto per studiare queste cose è avere un'intenzione e un interesse preciso dietro, se no sembra tutta aria fritta.
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Re: Improvvisare su accordi M7

Messaggio da chevy1979 » 13 feb 2010, 12:58

Grazie odos,ancora un paio di domande :angelo:
utilizzando una scala modale per ogni accordo,che note escludi dalla scala per ogni rispettivo accordo?
quindi che note escludi sul I,sul II e sul V grado?
e come faccio ad alterare le dominati?

grazieeeee :beer:

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Re: Improvvisare su accordi M7

Messaggio da odos » 13 feb 2010, 13:27

chevy1979 ha scritto:Grazie odos,ancora un paio di domande :angelo:
utilizzando una scala modale per ogni accordo,che note escludi dalla scala per ogni rispettivo accordo?
quindi che note escludi sul I,sul II e sul V grado?
più che dirti le note da evitare forse l'approccio migliore e più semplice è quello di cercare di risolvere sempre sulle note dell'accordo, e in particolare terze e settime. Così il fraseggio ha sempre senso, a prescindere da cosa suoni prima. Questo è il "trucco" anche quando alteri per essere sempre musicali.

Per questo l'approccio a "scale" è molto rischioso, rischia sempre di essere inefficace se non risolve sulle note giuste. E' una cosa che osservo molto spesso in aspiranti jazzisti: suonano scale senza dare una gerarchia alle note. Se vedi i fiati invece, loro studiano prima di tutto le guide notes e le chord tones, per questo sono sempre più efficaci di noi smanettoni chitarristi.

Comunque a scanso di equivoci, non pensare la cadenza II V I come dorico, misolidio e ionico perchè non ha senso. I modi hanno senso su accordi fuori tonalità, quando ci sono diverse possibilità.

chevy1979 ha scritto: e come faccio ad alterare le dominati?

grazieeeee :beer:
il più usato è senz'altro il superlocrio. Non è semplicissimo da usare all'inizio. Io ho fatto così: innanzitutto ho imparato le diteggiature in relazione alla fondamentale dell'accordo di dominante. Anche qui, pensarlo come una minore melodica mezzo tono sopra secondo me è controproducente. Bisogna impararlo come scala alterata rispetto ad un accordo di dominante.
Quindi mi sono messo una bella base di II V I per ogni tonalità (utilizzando il circolo delle quinte) e ho suonato in modo quasi meccanico rimanendo fermo su porzioni di manico rispettivamente dorico, superlocrio e ionico. Questo per avere le forme nelle mani.

Il lavoro più grosso però è farlo suonare bene, non tutte le note suonano bene, e non tutte le frasi risolvono facilmente sulle note dell'accordo. Io non ho fatto altro che andare a vedere come lo suonavano i grandi, quindi tonnellatte di licks per vedere come alteravano loro con il superlocrio. Il risultato è che dopo un po' vai a prendere solo alcune note del superlocrio, quelle che sai che risolvono bene.

Il concetto fondamentale comunque resta sempre che la priorità nel fraseggio ce l'hanno le note dell'accordo e poi la scala. E questo è da tenere bene a mente soprattutto quando alteri, se vuoi essere efficace.

Comunque sul blues comincia ad alterare alla 4 misura, è un buon inizio.

ciao :rocken:
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