Chiarimenti generali sulle Scale M.

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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da darkfender » 19 dic 2008, 11:44

Ci sono mille modi di suonare e nessuno può dire che ce ne siano di sbagliati, ma per le basi di teoria tendo a consigliare una certa standarizzazione.

Il top per iniziare è imparare in 5 posizioni (sovrapponendoli) scale maggiori, scale minori, pentatoniche, accordi e arpeggi (<= sottovalutati ma importantissimi questi ultimi) che sono le basi teoriche per partire.....


Poi ovviamente sono concetti da superare una volta imparati perchè rendono i suoni troppo scolastici.
Però se tu già sai un po' improvvisare a orecchio, se non dimentichi questà tua capacità e ci metti sotto della teoria vedrai quanto poco tempo e sforzo ti serviranno per colmare quello che ti manca.

Tanto tutte queste cose servono per avere riferimenti fin quando non hai l'orecchio allenato talmente tanto da non aver più bisogno di riferimenti (salvo in passaggi veloci).


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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da Altro » 19 dic 2008, 23:44

darkfender ha scritto:no è che qualcuno che come sempre si sente superiore.....ha deciso di stravolgere quello che il 99,99% dei chitarristi bla bla bla
Tu e la tua netiquette, eh? E lascia stare le statistiche: ti ho già abbondantemente dimostrato che non sei in grado di usarle per dimostrazioni scientifiche.
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Messaggio di hereistay il Ago 11 2011, 15:39
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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da darkfender » 22 dic 2008, 09:30

fatti....non giochi di parole.
Apriamo un sondaggio su quanti qua su neesk hanno iniziato da scale alterate?
di sicuro io posso dimostrare che tu non perdi occasione per essere poco educato....

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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da Altro » 22 dic 2008, 10:03

Lezione di statistica N°2.
Se ogni chitarrista vale 1 voto, ne occorrono 10000 (DIECIMILA!!!) per formare la statistica del TUO 99,99%, dove 9999 hanno SEMPRE suonato le scale maggiori mentre UNO solo ha suonato solo scale pentatoniche. Quell'uno sono io. Adesso tira fuori gli altri 9999 , se vuoi restare incollato ai FATTI, e non alle vuote parole.
Poi se vuoi ti do nome e cognome di tutti quei chitarristi che sono venuti a lezione di tecniche di improvvisazione Blues-Rock da me, ce ne sono sicuramente alcune decine solo negli ultimi 10 anni.
Aspetto fiducioso..... :dance:
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Messaggio di hereistay il Ago 11 2011, 15:39
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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da darkfender » 22 dic 2008, 10:16

altro esempio di post ricco di contenuti utili, positivi e di alti concetti didattici proprio adatti alla sezione....
Qual'è il fine del tuo post?

Ora per abbassarmi al tuo livello portami le dichiarazioni di tutti i chitarristi del mondo per dimostrare che sbaglio?
tempo perso? si quanto questi tuoi post che potresti evitarti regalandoti più tempo per cose più utili che sicuramente avrai da fare.....


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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da Altro » 22 dic 2008, 10:47

darkfender ha scritto:
Ora per abbassarmi al tuo livello.

No, no, per carità Mr Netiquette. Restatene lì in alto nella tua torre d'avorio a sentenziare frasi di nessun valore matematico, mi raccomando!
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Messaggio di hereistay il Ago 11 2011, 15:39
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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da darkfender » 22 dic 2008, 11:37

i direi che
A) potresti darci un taglio
B) dovresti rispondere solo al topic evitando continui attacchi alle persone....

grazie.

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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da Altro » 22 dic 2008, 13:06

darkfender ha scritto:i direi che
A) potresti darci un taglio
B) dovresti rispondere solo al topic evitando continui attacchi alle persone....

grazie.

Chi ha scritto:
qualcuno che come sempre si sente superiore.....ha deciso di stravolgere quello che il 99,99% dei chitarristi e forse musicisti usano come percorso didattico.....
Devi dimostrare che
A) NON hai iniziato TU questa inutile (anzi dannosa) diatriba. Sto dicendo INIZIATO che, nel lunguaggio comune è l'esatto OPPOSTO di quello che chiedi, ovvero darci un taglio. Se predichi i tagli poi non inziare con flames varie, è una questione di correttezza.
B) questo NON era un attacco personale, Mr Netiquette.

Aspetto fiducioso le tue dimostrazioni, sperando abbiano valenza diversa da quella matematica (visto che ti rifiuti SEMPRE di giustificare le tue affermazioni statistiche) :dance:
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Messaggio di hereistay il Ago 11 2011, 15:39
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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da darkfender » 22 dic 2008, 13:27

Altro ha scritto:
darkfender ha scritto:
Il blues è uno dei tanti stili musicali non l'unico studiare in funzione del solo blues ha senso solo se si vuol seguire quella strada o strade analoghe (jazz etc).

Nel pop si usa la 7maj, nel rock idem, nel metal pure etc etc etc.......

No comment
Guarda il tuo comportamento è veramente al limite del civile.....continui solo a postare frecciatine prendendo quello che vuoi, alterandolo, facendo sempre giochi di parole il tutto perchè una volta ho contraddetto la tua parola e da allora continui.....

beh fa come vuoi significa che non hai di meglio da fare......basta partire dal primo post per vedere chi continua ogni volta che può con certi giochetti.

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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da Angus9046 » 22 dic 2008, 23:41

non saranno 9.999 su 10.000 i chitarristi che studiano nel modo standard, ma di sicuro questo standard è quello di NON partire da scale alterate... ci saranno tantissimi chitarristi negli ultimi 10 anni che sono venuti a studiare rock-blues da te, ma non credo che non sappiano applicare una scala maggiore sul manico della chitarra... poi forse tu hai i chip di matrix che riesci ad iniettare studi e comprensioni empiriche ai tuoi allievi nel giro di una frazione di secondo... ma normalmente bisogna cercare e ricercare, arrivarci e provare sul manico quello che si capisce con la testa.
Come per la matematica s'impara che un qualsiasi numero N fratto 0 è una forma impossibile e poi, anni dopo, s'impara che un numero N fratto 0 inteso come intorno chiuso circolare di 0 rende + o - infinito...
non per questo si comincia a parlare d'inifinito e di intorni circolari in seconda elementare... da questo cosa ne ricavo? per ogni disciplina bisogna partire dall'inizio, dalle cose più semplici ed immediate, dall'ABC, dal più orecchiabile, dalla SCALA MAGGIORE... che sia 80, 90 o 99,99%, è comunque un dato di fatto...

edito per aggiungere: l'accanimento si vede da questi fatti: in tutto il discorso di dark fender, l'unica cosa che non andava presa come reale ma come iperbolica era quella "statistica"... il fatto che hai cercato di arrampicarti su quella per far cadere un discorso che troverebbe la piena approvazione di molte persone tra cui, sono convinto, anche la maggior parte dei maestri (ma immagino che adesso sindacherai su questo "la maggior parte"), dimostra che non stai dando contro a quello che lui dice, ma proprio a lui che lo dice ;D
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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da Altro » 23 dic 2008, 15:05

Ritorniamo alla questione iniziale: un chitarrista (Madfsurfer) non sa quali esercizi siano più idonei per imparare a destreggiarsi nel mondo delle scale.
Darkfender (parafangoscuro) consiglia:
"lascia stare le scale modali.
Impegnati sulla Maggiore NATURALE e sulla Minore naturale."
Anche tu consigli lo stesso.
Io invece no, e scrivo:
"Sconsiglio di imparare le scale maggiori classiche (con la 7Maj). Avendo tutti gli strumentisti la memoria biologica (le dita vanno dove sono state abituate ad andare) quando ti troverai (o magari ti sati già trovando) ad affrontare le improvvisazioni Blues o Rock ti troverai con quella maledetta 7Maj sempre tra le palle."
E su questa falsariga anche Silente
"Normalmente un chitarrista rockettaro autodidatta inizia dalla pentatonica minore, cercando di impararne tutti i segreti. In genere è la chiave per imparare buona parte della musica esistente."
Insomma siamo ad un bel 50% fin qui.
Ora possiamo parlare fino alla fine dei nostri giorni su cosa sia utile o meno utile per diventare un bravo chitarrista, la cosa che conta è offrire delle soluzioni in base alle esigenze. Ed è quello che ho cercato di fare. Se Madsurfer ama Malmsteen va benissimo che si studi le scale maggiori, se invece ama Angus Young delle scale maggiori non se ne fa niente, anzi possono diventare un problema. Scrivo anche
"Chiaro che un musicista completo sa suonare tutto, ma qui stiamo parlando ad un musicista che sta iniziando, e non mi sentirei di fargli fare nessun tipo di scala PRIMA di sapere cosa voglia effettivamente suonare".
Mi sembra chiaro.
Invece no. Dici
"per ogni disciplina bisogna partire dall'inizio, dalle cose più semplici ed immediate, dall'ABC, dal più orecchiabile, dalla SCALA MAGGIORE... che sia 80, 90 o 99,99%, è comunque un dato di fatto..."

Un dato di fatto? In questo thread siamo in DUE CONTRO TRE (se aggiungiamo Odos che suona jazz, quindi scale maggiori in quantità). Due (forse tre) chitarristi dichiarano che bisogna partire dalle scale maggiori comunque, altri due dicono che si parte dalle pentatoniche si si vuole suonare rock. Quello che non capisco è che sembra esista un ORDINE SUPERIORE in base al quale si comicia così e solo così, magari giustificando tutto con delle improbabili statistiche. Perchè invece non potete accettare che esistono DIVERSE linee guida tra cui poter scegliere?
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Messaggio di hereistay il Ago 11 2011, 15:39
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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da darkfender » 23 dic 2008, 15:34

ma ti diverti?
leggi i post dall'inizio contare fino a 5 è facile per tutti.

Basta leggeri i Post NELL'ORDINE in cui son stati scritti per capire quanto questa tua risposta sia nuovamente in mala fede.

per me il thread si può chiudere.
O se vuoi rispondi a questa domanda:

prendendo LAMA, GIT e BERKLEY come scuole principali di musica contemporanea...
Quale scala affrontano per prima?
Quella maggiore o la misolidia?
Oppure la pentatonica?


E anche il perchè?



L'unica cosa che sottolineo è che l'imparare con le dita è un difetto di alcuni chitarristi.
Chi studia musica con metodo non si ritrova problemi perchè SUONARE le note meccanicamente con LE DITA è sbagliato!
Per questo occorre capire bene come suona una pentatonica (riduzione di una scala funzionale per accordi ottenuti dalla scala MAGGIORE naturale eliminandone gli intervalli di passaggio).
E come suona una misolidia (come scala ALTERATA che deve la sua particolarità proprio all'alterazione rispetto a........alla SCALA MAGGIORE NATURALE).

Premere dei tasti secondo uno schema, senza sapere che suoni aspettarsi invece non è affatto suonare.

Ho chiarito perchè è meglio partire dalla scala maggiore naturale?

*qualunque inteso come generalizzazione per standard.......possibile che qualcuno non lo faccia.

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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da Angus9046 » 23 dic 2008, 15:56

Altro ha scritto:Ritorniamo alla questione iniziale: un chitarrista (Madfsurfer) non sa quali esercizi siano più idonei per imparare a destreggiarsi nel mondo delle scale.
Darkfender (parafangoscuro) consiglia:
"lascia stare le scale modali.
Impegnati sulla Maggiore NATURALE e sulla Minore naturale."
Anche tu consigli lo stesso.
Io invece no, e scrivo:
"Sconsiglio di imparare le scale maggiori classiche (con la 7Maj). Avendo tutti gli strumentisti la memoria biologica (le dita vanno dove sono state abituate ad andare) quando ti troverai (o magari ti sati già trovando) ad affrontare le improvvisazioni Blues o Rock ti troverai con quella maledetta 7Maj sempre tra le palle."
E su questa falsariga anche Silente
"Normalmente un chitarrista rockettaro autodidatta inizia dalla pentatonica minore, cercando di impararne tutti i segreti. In genere è la chiave per imparare buona parte della musica esistente."
Insomma siamo ad un bel 50% fin qui.
Ora possiamo parlare fino alla fine dei nostri giorni su cosa sia utile o meno utile per diventare un bravo chitarrista, la cosa che conta è offrire delle soluzioni in base alle esigenze. Ed è quello che ho cercato di fare. Se Madsurfer ama Malmsteen va benissimo che si studi le scale maggiori, se invece ama Angus Young delle scale maggiori non se ne fa niente, anzi possono diventare un problema. Scrivo anche
"Chiaro che un musicista completo sa suonare tutto, ma qui stiamo parlando ad un musicista che sta iniziando, e non mi sentirei di fargli fare nessun tipo di scala PRIMA di sapere cosa voglia effettivamente suonare".
Mi sembra chiaro.
Invece no. Dici
"per ogni disciplina bisogna partire dall'inizio, dalle cose più semplici ed immediate, dall'ABC, dal più orecchiabile, dalla SCALA MAGGIORE... che sia 80, 90 o 99,99%, è comunque un dato di fatto..."

Un dato di fatto? In questo thread siamo in DUE CONTRO TRE (se aggiungiamo Odos che suona jazz, quindi scale maggiori in quantità). Due (forse tre) chitarristi dichiarano che bisogna partire dalle scale maggiori comunque, altri due dicono che si parte dalle pentatoniche si si vuole suonare rock. Quello che non capisco è che sembra esista un ORDINE SUPERIORE in base al quale si comicia così e solo così, magari giustificando tutto con delle improbabili statistiche. Perchè invece non potete accettare che esistono DIVERSE linee guida tra cui poter scegliere?
la risposta di darkfender appena qui sopra è più che sufficiente... aggiungo:
1) non si può far studiare a qualcuno solo in funzione di cosa vuole fare poi, un conto è decidere se studiare country o metal perchè lì sono proprio due inizi diversi, uno a chicken picking e l'altro a plettrata, però tanto per citarti un esempio io sono partito tutto convinto di studiare death metal e poi mi sono ritrovato a voler fare hard rock anni '80 sulla scia degli extreme.
2) anch'io ho iniziato dalla pentatonica, ma non sapevo che cazzo stavo suonando :) è questo che vuoi insegnare? credo che tutti partano a suonare dalla pentatonica, ma sanno solo che si chiama così: capiscono cos'è solo quando parlano di scale maggiori e minori...
qui non si tratta di uno che inizia a cazzeggiare, ma di uno che inizia a STUDIARE... la differenza sta nel fatto che cazzeggiare fa suonare a casaccio una scala che si sa solo che sta bene in una tonalità a prescindere dal grado che si sta suonando, consapevole che tanto CI STA. Studiare invece significa fare più o meno la stessa cosa ma con consapevolezza di cosa si può e si vuole ottenere... spiegare una pentatonica e POI una scala maggiore è come spiegare le moltiplicazioni prima delle addizioni.
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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da Altro » 24 dic 2008, 08:18

Angus9046 ha scritto: anch'io ho iniziato dalla pentatonica, ma non sapevo che cazzo stavo suonando :) è questo che vuoi insegnare?
Abbiamo trovato Mr Netiquette jr. Complimenti davvero! Esiste un meccanismo in psicologia che si chiama proiezione e che attribuisce ad altri gli errori propri. Dagli una letta con calma, ti può tornare utile
http://it.wikipedia.org/wiki/Proiezione_(psicologia)

Se non hai mai capito un caxxo della pentatonica non significa che nessuno ne possa capire un caxxo, sono solo problemi tuoi.
Per quello che mi riguarda cerco di imparare (e conseguentemente insegnare) le lezioni di BB King, un chitarrista che è un capolavoro vivente di pentatoniche. Pensa che anche su strutture armoniche moderne come Into the Night non sbaglia un colpo, eppure non usa nessuna scala maggiore classica come l'armonia del brano richiederebbe, un mare di bending, vibrati, glissati rovesci tipici suoi.
Oppure possiamo tirare in ballo Steve Ray Vaughan che ha suonato nel brano super pop "China Girl" di Bowie con la solita grinta e determinazione: sempre e solo pentatoniche. Vogliamo parlare di Hendrix adesso? Costruzioni armoniche bizzarre alle volte su cui ha scritto la storia del rock: sempre pentatoniche. Delle belle scale maggiori che ti piacciono tanto, quelle con terza rigorosamente maggiore e settima altrettanto rigorosamente maggiore, nessuna traccia. Ci sono solo delle imprecise terze che non si capisce se siano maggiori o minori e niente settime maggiori, solo minori. Roba da handicappati dirai, vero? Gente che non ne ha mai capito nulla, sicuramente.

Angus9046 ha scritto: qui non si tratta di uno che inizia a cazzeggiare, ma di uno che inizia a STUDIARE... la differenza sta nel fatto che cazzeggiare fa suonare a casaccio una scala che si sa solo che sta bene in una tonalità a prescindere dal grado che si sta suonando, consapevole che tanto CI STA. Studiare invece significa fare più o meno la stessa cosa ma con consapevolezza di cosa si può e si vuole ottenere....
Lo conosci Cartesio? E' quello del Cogito ergo sum (lo penso quindi esisto). le cose pensate non sono necessariamente vere, sono solo pensate ma evidentemente non sono bastati Epicuro e tutti i Sofisti ad ammonirlo. Le cose vere Cartesio se le è dovute subire a corte della regina Cristina di Svezia che gli chiedeva un sacrificio orrendo: abbandonare le sue pensate (Res Cogitans) mattutine che duravano fino a mezzogiorno nel tepore del letto e alzarsi all'alba per insegnarle filosofia (Res Extensa). Fu talmente vero e così poco studiato il fatto di doversi alzare all'alba ogni giorno che Cartesio ne morì. Poverino. Però ne aveva studiate, eh! Come pochi altri, pare. Mica cazzeggiava, aveva metodo, che diamine!

Invece io sono sicuro che un chitarrista bravo non è chi, come Cartesio, se le è studiate tutte ma chi se le è PROVATE tutte, e ha sentito quelle che funzionano, ha un database enorme e sa collegare le varie situazioni musicali a possibili soluzioni. B B King, per sua stessa ammissione, non ha mai studiato, al contrario di chessò Gianni Morandi diplomato in contrabbasso. Infatti da quando si è diplomato al conservatorio la differenza si è sentita. L'hai sentita, no?
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Messaggio di hereistay il Ago 11 2011, 15:39
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Re: Chiarimenti generali sulle Scale M.

Messaggio da Angus9046 » 24 dic 2008, 12:14

Altro ha scritto:
Angus9046 ha scritto: anch'io ho iniziato dalla pentatonica, ma non sapevo che cazzo stavo suonando :) è questo che vuoi insegnare?
Abbiamo trovato Mr Netiquette jr. Complimenti davvero! Esiste un meccanismo in psicologia che si chiama proiezione e che attribuisce ad altri gli errori propri. Dagli una letta con calma, ti può tornare utile
http://it.wikipedia.org/wiki/Proiezione_(psicologia)

Se non hai mai capito un caxxo della pentatonica non significa che nessuno ne possa capire un caxxo, sono solo problemi tuoi.
Per quello che mi riguarda cerco di imparare (e conseguentemente insegnare) le lezioni di BB King, un chitarrista che è un capolavoro vivente di pentatoniche. Pensa che anche su strutture armoniche moderne come Into the Night non sbaglia un colpo, eppure non usa nessuna scala maggiore classica come l'armonia del brano richiederebbe, un mare di bending, vibrati, glissati rovesci tipici suoi.
Oppure possiamo tirare in ballo Steve Ray Vaughan che ha suonato nel brano super pop "China Girl" di Bowie con la solita grinta e determinazione: sempre e solo pentatoniche. Vogliamo parlare di Hendrix adesso? Costruzioni armoniche bizzarre alle volte su cui ha scritto la storia del rock: sempre pentatoniche. Delle belle scale maggiori che ti piacciono tanto, quelle con terza rigorosamente maggiore e settima altrettanto rigorosamente maggiore, nessuna traccia. Ci sono solo delle imprecise terze che non si capisce se siano maggiori o minori e niente settime maggiori, solo minori. Roba da handicappati dirai, vero? Gente che non ne ha mai capito nulla, sicuramente.
1.Riesci ad avere una conversazione civile senza dare nomignoli che potrebbero infastidire? :) Io non ti ho ancora chiamato Testa di c***o, fino a prova contraria, quindi puoi evitare.
2.Dove avrei detto io che la pentatonica non serve a niente o è per chi non capisce niente? Dove ho mai detto che BB King o Steve Ray Vaughan non capiscono niente? Anche il solo di Sweet Child o' Mine è tutto in pentatonica, e rimane uno dei miei soli preferiti.
Io ho solo detto che per spiegare una pentatonica devi prima introdurre le scale minori o le maggiori... Come la spiegheresti tu una pentatonica maggiore/minore se non come alterazione della scala maggiore/minore?
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