difficolta nel trovare gli accordi di una canzone

Discussione riguardo lo scambio di consigli sul suonare la chitarra
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daviz17
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Re: difficolta nel trovare gli accordi di una canzone

Messaggio da daviz17 » 20 feb 2012, 15:28

mamasa ha scritto: Ora è qualche anno che vado da un ottimo (veramente ottimo) insegnante e devo dire che è utilissimo. Non so se prendi lezioni, ma nel caso sappi che trovare un buon maestro è in assoluto la cosa più utile per imparare a suonare come si deve (IMHO).

Alla fin fine, il consiglio che posso darti (per quanto banale) è: se non ce l'hai ancora trova un buon insegnante e STUDIA CON COSTANZA E METODO, piuttosto 5 minuti al giorno purché con regolarità (teoria, pratica, educazione dell'orecchio e, se puoi, lettura).

(scusa, ho finito per farti una filippica interminabile!)
Abuso della tua disponibilità su questo punto..
Ho fatto 12 lezioni, ed è stato il periodo in cui suonavo meno e più malvolentieri..

Vorrei che mi dessi dei consigli per individuare un buon insegnante, per esempio nella tua esperienza che metodo usa, privato o in gruppo, libri o non, volte alla settimana e per quanto tempo...eccetera...
E' molto importante la tua esperienza, vorrei sapere quali sono i fattori che rendono ottimo il tuo insegnante e a che prezzo.

Ciao!
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Re: difficolta nel trovare gli accordi di una canzone

Messaggio da rhapsody » 20 feb 2012, 16:13

daviz17 ha scritto: Per il resto non sono completamente d'accordo..penso anche io che la teoria pura (leggere spartiti) non sia fondamentale, ma penso che sia molto utile capire quali note/ accordi stanno bene insieme. Capire nella musica ciò che funziona e ciò che non funziona.
Secondo me l'utilità principale dello studio teorico è proprio questa, ne è un esempio il jazz dove tutto si improvvisa, non si legge niente, però richiede delle conoscenze teoriche come forse nessun altro genere.
Tieni conto che l'esigenza dello scrivere e del leggere la musica è nata nei secoli passati quando non esistevano le registrazioni sonore e l'unico modo veramente efficace di tramandare la musica era quello di scrivere e leggere. L'unica alternativa era il contatto diretto fra musicisti ma così non si andava lontano. Con l'avvento della registrazione sonora, agli inizi del 900, le forme musicali non strettamente legate allo spartito ma anche all'improvvisazione hanno avuto un grande impulso.

Per quanto riguarda il maestro, io ho iniziato a suonare a 11 anni perché al mio paese venne un maestro di chitarra classica. Io non sapevo neanche cosa fosse la musica classica però mi piaceva la chitarra e ci andai. Le prime 3 lezioni furono di sola teoria. :paura: Io volevo abbandonare tutto. :lollol: Allora il maestro cambiò approccio, mi fece suonare molto e con la teoria andò a rilento, così fu tutta un altra cosa. :fumato: Poi la musica classica l'ho completamente abbandonata, però la teoria che ho imparato (non tantissima) mi è sempre stata molto utile, l'importante è che tutto ciò che si studia in teoria si applichi tantissimo nella pratica.

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Re: difficolta nel trovare gli accordi di una canzone

Messaggio da toniguitar » 20 feb 2012, 17:07

Per il resto non sono completamente d'accordo..penso anche io che la teoria pura (leggere spartiti) non sia fondamentale, ma penso che sia molto utile capire quali note/ accordi stanno bene insieme. Capire nella musica ciò che funziona e ciò che non funziona.

E' questo lo scopo dell'ear training? Oppure è solo capire la struttura/composizione delle canzoni senza dover ricorrere a tab?


la teoria teoria pura non e leggere la musica ma e capire cosa si sta facendo in un determinato contesto . saper scrivere la musica e di conseguenza saperla leggere fa parte del programma!!

certo lo deto anche io che e molto importante capire cio che si sta facendo inanzitutto perche aiuta anche a ricordare ,ma anche perche ti coinvolge di piu e ti permette di poter dire il tuo pensioro musicale. e come un ragazzo che gioca a carte con due amici.i due amici sanno le regole e lui no ....come fa a divertirsi?a studiare il modo per batterli?
ma puo essere anche che tutti e tre sanno le regole ma uno dei tre e miope .....come fa a giocare?

oviamente sono esempi estremi ma che comunque si collegano al nostro discorso....quello che t voglio dire e che l orecchio musicale e la cosa piu importante di tutte poi subito dopo viene la memoria musicale.secondo me due componenti fondamentali. se si hanno queste due abbastanza sviluppate poi si puo procedere per aprofondire il discorso teorico altrimenti sarebbe una cosa fine a se stessa che all inizio ti puo entusiasmare ma che poi ti annoia.
in pratica per afrontare certe cose ci vogliono le basi ! e per questo che ho fatto la discussione sull ear training.

l ear training non e altro che un esercizio /simulazione di cosa potrebbe capitarti in un contesto musicale. e ovvio che chi si avvicina all ear training e perche evidentemente cerca soluzioni a dei problemi l egati all orecchio.con questo non voglio dire che non senti bene ma che non e abbastanza sensibile per poter fare musica e quindi bisogna allenarlo.
io ad esempio ho iniziato a fare ear training da me nel senso che quando ancora non avevo internet e quindi non potevo informarmi facilmente cercavo soluzioni da me (tuttora lo faccio) .grazie ad un programma che simula i suoni GUITAR PRO mi facevo degli esercizzi per sviluppare il mio orecchio in base alle carenze che avevo.

ad esempio un mio problema principale era quello di riconoscere l accordo anche se suonato chiaramente.sembra una cosa stupida ma non lo e ,e se ci pensi bene questo problema ti capita se non riesci a tirarti fuori ad orecchio il giro armonico di un pezzo .chiedilo a un turnista se ci riesce ?

se ci pensi bene la teoria in questo cosa conta ben poco.......perche se io ti suono un la che ti importa sapere che e una triade formata da note poste ad intervalli di terza ecc? non ti serve a nulla .se ti suono un la tu devi essere capace con la chitarra di trovarlo .questo esempio non confondiamolo con l orecchio assoluto ,perche chi possiede quella dote nn ha bisogno di uno strumento per dirti che accordo o nota ho fatto perche i suoni ce li ha memorizzati nel cervello.

ear training ti serve per poter aver familiarita con i suoni e lo scopo principale sarebbe riuscire a trovare ogni suono che viene suonato tramite uno strumento.
non deve essere per forza chitarra!!!grazie all ear trainig oltre che a familiarizzare con ogni singola nota familiarizzi anche con la distanza tra una nota e l altra (INTERVALLO) quindi partendo da una nota di riferimento (la prima che senti) da la riesci a trovarti la seconda la terza ecc anche senza sapere effetivamente il nome dell note che andrai a suonare,non ce bisogno,quello che conta e il suono e la distanza. in questo caso puo essere utile studiarti che tipo di intervalli esistono(UNISINO SECONDA MAGGIORE SECONDA MINORE TERZA MAGGIORE TERZA MINORE QUARTA GIUSTA ECC).

non serve la teoria per capire se una cosa suona bene o male ,te ne devi acoorgere a orecchio.il discorso che fai tu vale per un compositore che vuole comporre la sua musica senza usare strumento.un esempio e steve vai !!!! o molti compositori di musica classica ,scrivono musica come se stanno svrivendo poesie.chiaramente li ci vuole conoscenza teorica ,devi avere le idee abbastanza chiare.

ma nel caso di musica composta utilizzando uno strumento t dovresti accorgere ad orecchio se un pezzo suona bene oppure no.
t faccio un esempio che in passato mi aveva spinto a studiare teoria musicale:
si s a che una canzone e composta da una tonalita .la tonalita sarebbe la scala che viene utilizzata per comporre il brano .una scala e composta da sette suoni (gradi della scala). ogni suono puo essere armonizato dandomi un accordo questo puo essere maggiore minore o diminuito (nel caso di accordi atre voci nel senso che nell accordo ci sono sempre tre suoni tonica terza maggiore/minore quinta giusta.
l armonizazione della scala maggiore e :I ACCORDO MAGGIORE II ACCORDO MINORE III ACCORDO MINORE IV ACCORDO ACCORDO MAGGIORE V ACCORDO MAGGIORE VI ACCORDO MINORE VIIACCORDO DIMINUITO.
da come puoi ben vedere in una scala maggiore ci sono solo TRE ACCORDI MAGGIORI nel I - IV-V.
ma nella pratica quando vai a tirarti giu un accompagnamento t e mai capitato di trovare canzoni formate da piu di tre accordi maggiori? a me si
guarda qui :
- http://www.impossibiledadimenticare.com ... artito.htm
- http://www.e-chords.com/chords/creedenc ... n-the-rain

in entrambi i casi ci sono piu di tre accordi maggiori pero le canzoni suonano bene lo stesso!!!! hai bisogno di teoria o di orecchio per sentire se suonano bene?secondo me dell orecchio !!!! la teoria ti serve per capire perche quattro a corde maggiori suonano bene lo stesso ( si chiama modulazione).

diciamo che l orecchio sviluppato t serve per trovare la musica e a stare in un contesto musicale ,la teoria serve per spiegarti perche certe cose succedono e per aprirti nuovi orizonti ma oviamente sempre con l ausilio di un buon orecchio!!!

ecco qui un esempio di un esercizio che io ho fatto e tuttora faccio:
ACCORDI MAGGIORI.gp5 - 0.01MB

e un file di guitar pro oviamente devi avere il programma per poterlo fare.
nell esercizio ci sono solo accordi maggiori in prima posizione.ho usato quelli perche sono quelli che principalmente si usano per fare un accompagnamento acustico. mentre il file fa gli accordi tra un accordo e l altro devi suonare la tonica dell accordo che hai appena sentito (o se vuoi anche l intero accordo) in modo tale da vedere se solamente ad orecchio riesci a capire quale accordo viene suonato. oviamente non devi mettere mai in pausa !! in teoria se hai un buon orecchio relativo non dovresti aver problemi !!
questo e un esempio di esercizio ma ce ne sono tanti.ci sono anche il sofware EAR MASTER ad esempio.

fammi sapere come sei andato ciaoo :rocken:

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Re: difficolta nel trovare gli accordi di una canzone

Messaggio da mamasa » 20 feb 2012, 17:41

Scusate, non avevo visto le ultime risposte.
daviz17 ha scritto:E' questo lo scopo dell'ear training? Oppure è solo capire la struttura/composizione delle canzoni senza dover ricorrere a tab?
Lo scopo dell'ear training è semplicemente allenare l'orecchio e, logicamente, comporta tutta una serie di benefici. Impari a riconoscere gli elementi di un pezzo; sai come le note suonano in relazione alle altre; riesci a imparare/arrangiare/comporre brani con molta più facilità; memorizzi accordi, fraseggi e scale molto più intuitivamente perché sai già come dovranno suonare e come fare per riuscirci. Insomma, è un grandissimo aiuto.

Detto questo faccio una considerazione. NULLA è davvero fondamentale: a Django Reinhardt mancavano le dita, Beethoven componeva da sordo e a New York ho visto un musicista di strada senza l'avambraccio destro che, con il plettro agganciato al moncherino, suonava come un drago di fuoco (tanto per capirci stava facendo "war" di Satriani).
Allo stesso tempo TUTTO è importante. Non sono il detentore della verità e non ho 50 anni di esperienza alle spalle, però sono convinto che non abbia senso perdersi per strada la teoria in nome della pratica o viceversa. Si devono portare avanti tutti gli aspetti dello studio musicale se si vogliono fare le cose per bene. Almeno, io la vedo così.
daviz17 ha scritto:Vorrei che mi dessi dei consigli per individuare un buon insegnante, per esempio nella tua esperienza che metodo usa, privato o in gruppo, libri o non, volte alla settimana e per quanto tempo...eccetera...
E' molto importante la tua esperienza, vorrei sapere quali sono i fattori che rendono ottimo il tuo insegnante e a che prezzo.
Faccio lezione in gruppo con altri due ragazzi e spendo circa 80€ al mese per 4/5 lezioni da un'ora e un quarto + 1 lezione di teoria musicale da 2 ore abbondanti.
Come libri usiamo dei volumi scritti da lui. Sono molto completi ma parecchio complicati da affrontare senza la sua supervisione, quindi non sono molto adatti all'autodidattica.
Il metodo generale, più o meno, è: si inizia un argomento (es. la scala diatonica maggiore), pian piano se ne affrontano i vari aspetti teorici (intervalli, armonizzazioni, eccetera) e pratici (arpeggi, giri armonici, improvvisazione, eccetera) nelle varie tonalità (stai un mese a suonare sul DO maggiore, poi sul SOL, poi sul RE, finché non hai affrontato tutte le tonalità principali). Una volta sviscerato l'argomento si passa al successivo (es. modo eolio) e si ricomincia (armonia, diteggiature, improvvisazione e quant'altro).
Di solito la lezione è fatta così: lettura dello spartito (ogni volta ne dà un paio da fare a casa e portare a lezione), spiegazione o "interrogazione" o ripasso di teoria, qualche esercizio di smanicamento e tecnica sulla scala che stiamo studiando, un giro armonico o un arpeggio formato da accordi costruiti sulla scala studiata, parecchia improvvisazione sul giro/arpeggio appena visto.
La lezione di teoria è un ripasso massiccio degli argomenti studiati, in più si fa analisi armonica e delle cadenze, dettato ritmico ed educazione dell'orecchio.
Ogni tanto dà, come esercizio aggiuntivo, da tirare giù un brano o costruire giri armonici e riff nella tonalità che si sta studiando.
Come atteggiamento diciamo che è uno che va bello spedito, quindi è quasi impossibile riuscire a stargli dietro, il che, all'inizio, può essere spiazzante. Poi pian piano prendi il ritmo e scopri che, se serve, ti ripete senza problemi le cose finché non le hai effettivamente capite e a quel punto ce le hai stampate nel cervello.

Personalmente mi ci trovo benissimo, però ci sono molti che con lui si sentono in soggezione o hanno difficoltà ad adeguarsi al suo ritmo. Ed è qui il centro del discorso. Secondo me un buon insegnante è tale solo se, oltre a saper spiegare e ad avere un buon metodo, ti ci trovi a tuo agio, altrimenti è una sofferenza inutile.
Poi dipende tanto anche dall'allievo. Io, alla fine, ho sempre visto due tipi di approccio efficace: il primo (il mio) è prendere l'insegnante come un esperto in materia che, senza giudicarti, semplicemente ti spiega dove sbagli, dove fai giusto e cosa fare per migliorarti; il secondo è far leva sul proprio senso del dovere ("mi ha dato questo esercizio, non posso permettermi di arrivare la prossima volta senza saperlo fare!").

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Re: difficolta nel trovare gli accordi di una canzone

Messaggio da toniguitar » 20 feb 2012, 19:32

ahahah adesso a saro piu breve.....secondo bisogna farsi un esame di coscenza ed essere anche un po autocritici.bisogna individuare il problema principale e cercare di risolvere. sono stato io ad aprire questa discussione perche l argomento m sta molto a cuore visto che anche io ho problemi di oreccio musicale e in passato ho cercato dirisolverlo con la teoria.ma e servito a ben poco perche piu o meno un po di teoria la so poi ovvio se non la usi la dimentichi.
quello che voglio dire io e che se si ha problemi nel tirare giu pezzi ad orecchio il problema dipende da uno scarso orecchio relativo e lo si puo solo migliorare facendo ear training in italiano esercizio per l orecchio.quindi la teoria centra ben poco se non il minimo indispensabile per afrontare il discorso quindi intervalli ecc.

se poi ci si ha problemi di altro tipo come uso delle scale per improvisare ecc beh allora e un altro discorso ma non centra nulla con la difficolta nel tirare il giro armonico della canzone ad orecchio,non facciamo confusione!
poi io non ho detto che la teoria non serve ,la teoria e molto utile per avere le idee chiare su cio che si fa ma che cmq ti aiuta relativamente poco se il tuo orecchio relativo non e abbastanza sufficiente. se non lo alleni puoi sapere tutta la teoria ma quel problema rimane e te lo troverai dietro ogni volta che vuoi afrontare un contesto musicale.parlo per esperienza peronale.tuttoggi non sono completamente in grado ti togliermi gli accordi di una canzone !!!!

vorrei dire un ultima cosa ,sapere la teoria musicale non significa sapere la teoria ,e un po come l italiano secondo voi tutti gli italiani che scrivono sanno la grammatica italiana ogni fanno caso al complemento oggetto ecc secondo me no e la stessa cosa puo succere per scrivere uno spartito.
per scrivere uno spartito non ce bisogno di conoscere bene la teoria ma solo i simboli edavere il senso del ritmo.
non ce bisogno di sapere cose il circolo delle quinte gli intervalli il sistema tonale modale triadi quadriadi ecc io conosco molti ragazi che si guitar pro scrivono spartiti sia di chitarra che di batteria senza sapere nulla.
questo per dirvi che saper scrivere e leggere uno spartito e una piccola parte e NON E la teoria musicale ! lateoria musicale spiega cosa succede in un contesto musicale.


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Re: difficolta nel trovare gli accordi di una canzone

Messaggio da mamasa » 20 feb 2012, 21:00

Guarda, ho capito perfettamente il tuo discorso e ribadisco: fai benissimo ad educare l'orecchio. Quello che dico io (ed è un opinione, non un dogma) è che studiare la teoria sia altrettanto importante, anche quando si tratta di tirare giù un pezzo a orecchio. La teoria è la codificazione di quello che l'orecchio sente e serve non solo a capire cosa si sta facendo, ma anche come farlo e perché. Facendo uno sforzo abnorme si può diventare ottimi musicisti procedendo solo a orecchio, ma è come darsi agli esercizi di matematica senza aver fatto le tabelline o iniziare a guidare senza conoscere i segnali stradali: a furia di schiantarti contromano e stirare vecchiette qualcosa impari, ma fai mille volte più fatica.
Discorso simile per la lettura/scrittura dello spartito. Conoscerla aiuta nello studio della teoria (essendone l'alfabeto) dal punto di vista sia melodico, sia armonico, sia ritmico. Inoltre, e non è una cosa da sottovalutare, è l'unico modo efficace di tramandare la musica.

Non vorrei passare per il bacchettone di turno :ciao: . Ognuno è liberissimo di fare come crede e non mi permetto certo di dire "no, stai sbagliando, ho ragione io". Semplicemente, il mio consiglio (basato esclusivamente sulla mia esperienza) è di non sottovalutare gli aspetti teorici della musica. Tutto qui.
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Re: difficolta nel trovare gli accordi di una canzone

Messaggio da silente » 20 feb 2012, 22:24

Io da principiante seguivo la linea del basso che in genere, sui pezzi con cui si cimentano i principianti, sul battere stanno sulla tonica dell'accordo che suona in quel punto. Da lì capire se è un accordo maggiore o minore è facile: basta provarli (ho consumato i tasti del mio radione a furia rew e play...ai tempi non c'erano i PC). Se non funziona può darsi che il basso stia su una quinta o una terza, ma è raro. Tuttora su passaggi particolarmente difficili che voglio snocciolare ad orecchio bado principalmente al basso e costruisco i passaggi armonici su di esso, cercando le altre due note che costituiscono la triade. :wink:
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Re: difficolta nel trovare gli accordi di una canzone

Messaggio da blacky123 » 21 feb 2012, 17:20

Anch'io (ad un livello molto più basso) facevo come Silente! :Very Happy: Mi pare il modo più semplice :ciauz:

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Re: difficolta nel trovare gli accordi di una canzone

Messaggio da Cherpitel » 08 apr 2012, 02:13

mamasa ha scritto:L'educazione dell'orecchio consiste, sostanzialmente, nell'imparare a riconoscere intervalli, armonia e cadenze.
Gli esercizi sono: sentire una successione di note per ricavarne il rapporto melodico; sentire più note contemporaneamente per ricavare l'accordo (o nei casi più semplici il bicordo) formato; sentire una successione di accordi e riconoscere la cadenza.
Le versioni avanzate sono sentire una successione sapendo qual è la prima nota e, in base all'intervallo, riconoscere la seconda; sentire una successione di accordi conoscendo il primo e dire quali sono gli altri.

Per fare questi esercizi o hai qualcuno che ti suona le note e gli accordi oppure usi dei programmi. Su internet dovresti trovarne un bel po' (anche gratuiti) ed esistono anche dei siti apposta tipo questo.

In teoria, e sottolineo in teoria, con l'esercizio si può arrivare ad ottenere l'orecchio assoluto (ma l'è proprio dura).
Mi intrometto anch'io.. Nel sito che hai indicato al livello principiante riesco a distinguere tutti i maggiori dai minori e viceversa, mentre per quanto riguarda gli intervalli semplici non riesco a capire cosa si intenda e non riesco a tradurre i termini dall'inglese all'italiano..

Molto interessante questo topic, io mi sto avventurando nella teoria e devo dire che è 1000^10000 volte più difficile che suonare!

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Re: difficolta nel trovare gli accordi di una canzone

Messaggio da rhapsody » 08 apr 2012, 11:23

silente ha scritto:(ho consumato i tasti del mio radione a furia rew e play...ai tempi non c'erano i PC)
Ma la cosa più bella era quando, a furia di cliccare, confondevi il tasto rec con il play e cancellavi qualche secondo di registrazione, rovinandola :Confuso: :lollol:

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Re: difficolta nel trovare gli accordi di una canzone

Messaggio da mamasa » 08 apr 2012, 12:38

Cherpitel ha scritto:per quanto riguarda gli intervalli semplici non riesco a capire cosa si intenda e non riesco a tradurre i termini dall'inglese all'italiano..
Gli intervalli sono, sostanzialmente, le distanze tonali tra due note. Ad esempio tra il Do e il Mi c'è un intervallo di terza maggiore (2 toni), tra il Re e il La di una quinta giusta (tre toni e mezzo) e così via. Si basano sul concetto di grado della scala quindi ti conviene darci un'occhiata.

I -> unisono (stessa nota), ottava (stessa nota un ottava sopra)
II -> maggiore (Do, Re), minore (Do, Reb)
III -> maggiore (Do, Mi), minore (Do, Mib)
IV -> giusta (Do, Fa), eccedente (Do, Fa#), diminuita (Do, Fab)
V -> giusta (Do, Sol), eccedente (Do, Sol#), diminuita (Do, Solb)
VI -> maggiore (Do, La), minore (Do, Lab)
VII -> maggiore/sensibile (Do, Si), minore (Do, Sib), diminuita (Do, Sibb)

In inglese:
I -> prime, octave
II -> major 2nd , minor 2nd
III -> major 3rd , minor 3rd
IV -> perfect 4th (la diminuita si considera III maggiore, l'eccedente "tritone")
V -> perfect 5th (diminuita si considera "tritone", l'eccedente VI minore)
VI -> major 6th, minor 6th
VII -> major 7th, minor 7th (la diminuita si considera VI maggiore)

Volendo ci sono anche gli intervalli di nona, undicesima e tredicesima che sono la II°, la IV° e la VI°un'ottava sopra.

Comunque l'importante è capire come suonano quindi la cosa migliore che puoi fare è imbracciare la chitarra e suonarti i vari intervalli (tutta la pappardella di prima serve solo a dargli un nome per poter fare l'esercizio).

Cherpitel ha scritto:Molto interessante questo topic, io mi sto avventurando nella teoria e devo dire che è 1000^10000 volte più difficile che suonare!
No, è che suonare è divertente e studiare è palloso :Very Happy: . In realtà la cosa difficile è suonare bene. La teoria, se affrontata con metodo, non è nulla di tremendo.
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