Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

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Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da Ulver » 03 ott 2011, 17:25

Questo topic è creato esclusivamente per riprendere il discorso intrapreso in un Off-Topic capitato qui: post289442.html#p289442

Per comodità copio i post che hanno portato al dibattito:

Viene chiesto a inizio topic se può essere una valida alternativa addentrarsi al mondo del basso elettrico con un fretless.

Ulver:Sconsiglio di iniziare col Fretless: forse viene facile dire che è fattibile dopo qualche anno d'orecchio e pratica, ma all'inizio secondo me può solo creare delle crisi d'identità sia a livello d'approccio che di suono. Senza contare, anche se non so in che generi musicali sei indirizzato, che è uno strumento più dichiaratamente legato a generi di stampo Jazz/Fusion e che difficilmente riesce a uscire fuori con definizione e valorizzazione in ambiti più Pop/Rock a meno che uno proprio si voglia impuntare. Poi tranne qualche modesto caso di assemblaggi è quasi impossibile che si trovino dei fretless in quella fascia di prezzo

alexi_laiho: Link di "The Philosopher" dei Death, noto caso di basso fretless in ambito Death Metal.

Ulver:C'avrei scommesso che saltava fuori un Steve DiGiorgio, m'era venuta la pulce proprio oggi pomeriggio di fare le dovute parentesi!
E' chiaro che si tratta comunque di un caso piuttosto anomalo e voluto a livello di sound, scelta tutt'altro che naturale per quanto il risultato finale forse gli abbia permesso d'essere valorizzato più del classico basso inetto e impercettibile (magari anche distorto, peggio ancora) tipico del metal estremo. Senza contare che in quanto bassista tra i top in ambito metal ci sia arrivato dopo non poca esperienza...
Bisogna più che altro capire che cosa ha in mente come suond (o anche solo come genere musicale) il nostro Marasma per poter ipotizzare qualcosa di più definito a livello di basso, anche se come accennato prima il budget bassissimo limita la scelta solo a copie Precision e pochissime altre robette.

alexi_laiho: Ulteriore link esemplificativo: The Anticosmic Overload degli Obscura.
se vuoi vado avanti con gli esempi...

Ulver:Beh oddio, data l'originalità della scelta di DiGiorgio non c'è certo da stupirsi se dopo ci sono stai bassisti che han fatto manierismo del fretless nel metal estremo...Anzi meglio direi, dato il livello qualitativo del basso che nel Metal Estremo ha storicamente toccato picchi di trascurabilità/inettitudine visti solo nell' Hardcore/Punk e poc'altro.

alexi_laiho:ahahaha ma un pò di coerenza no? prima dici che è un caso isolato e poi parli di manierismo?? :Ok:
e......trascurabilità/inettitudine del basso nel metal? come si dice dalle mie parti "babbì o cugghiunii?" :paura:

Ulver:Si: Quello di Steve DiGiorgio di per sè fu un caso piuttosto anomalo ma che per l'appunto risale ai primi anni '90, ovvero gli anni di Individual Thought Patterns dei Death e giù di lì. Che poi da lì molti bassisti abbiano preso a cuore la simpatica trovata e nel Death tecnico si sia diffuso il fretless beh, ok, ma se vogliamo essere pignoli altro non ha fatto che introdurre in ambito Death una delle peculiarità tipiche di generi quali la Fusion in cui il Fretless è sicuramente più predominante, ed è chiaro che la Fusion è una dichiarata influenza che subentra in gruppi Death di nobile caratura quali anche Cynic/Atheist/Pestilence ecc...
E' risaputo che tali gurppi, Death inclusi, menzionino tale genere assieme al Progressive quando viene loro chiesto il tipo di influenze che hanno forgiato il loro sound: quindi i conti tornano, è uno strumento che è nato da quei generi e che quando fa capolino in generi anche improbabili è per merito di un tributo che il musicista sente di fare a quelle influenze musicali.
Ma del resto non è certo solo il basso Fusion ad essere subentrato nel Death Tecnico o come lo si voglia chiamare, bensì anche approcci armonici e scale tipiche del mondo Jazz/Modale.
Per il resto si: Thrash Metal, discreta parte dell'Heavy, Death e a livelli spudoratissimi nel Black...Il basso è spesso una presenza così marginale e quasi di dovere morale fine a sè che spesso si stenta a riconoscerlo nel muro sonoro. E non è questione di sensibilità ai suoni o chissà quale apologia verso il basso, peraltro teoricamente mio strumento primario, è proprio un genere in cui difficilmente può trovare valorizzazione se non con forzati giochi di dinamica e di volumi, cosa sulla quale ci sguazzano un po' gli stessi bassisti del genere che non stanno a farsi troppi problemi a portare avanti le loro note toniche sotto i Power chords a suon di sedicesimi, e poc'altro.
Le eccezioni ci saranno sempre, ma prima che arrivino a questioni esistenziali ce ne vuole.


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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da ma200360 » 03 ott 2011, 18:39

Ulver e Alexi, visto che avete fatto trenta, fate trentuno, cosa ne dite ? SENZA PRENDERVI PER I CAPELLI a causa di eventuali disparità di opinioni, tracciate un breve profilo di COS' E' il Death, una roba proprio essenziale, ma che faccia un po' capire come stanno le cose.

Abbiamo visto che molti gruppi di quel genere lì hanno avuto influenze Prog e Fusion: in cosa si palesano, secondo voi, queste influenze ?

Altra cosa, visto che parliamo di basso in questa sezione: da quel che mi par di capire, il ruolo del basso è assolutamente marginale, in quel genere. E' forse perché anche in questo genere si fa largo uso di chitarre con accordature abbassate o cose del genere ? E cosa fa il basso, a parte le toniche ? Perché, secondo voi, qualcuno (e non solo qualcuno, da quel che mi è parso di capire) ha fatto la scelta del fretless nonostante la pochissima esposizione del basso ?

E poi, tanto per farci capire un po', postate qualche video da Youtube o roba del genere, qualcosa in cui venga fuori quel che ci direte sul genere, le sue influenze e il ruolo del basso. L' unica cosa che racccomanderei è, almeno per cominciare, di non postare TROPPI video, altrimenti va a finire che chi, come me, non è addentro e non è nemmeno troppo appassionato a quelle cose lì, venga saturato da un' esposizione eccessiva alle influenze dell' oltretomba che immagino emanino da quei brani. :Very Happy: Direi, almeno per cominciare, che cinque video andrebbero bene.

La cosa migliore, secondo me, sarebbe che faceste una brevissima introduzione a ogni video, una cosa tipo "In questo video è possibile riscontrare [ad esempio] le influenze Prog, particolarmente al minuto...", oppure "In questo brano il basso lavora in questo modo, come dicevo..." o qualcosa del genere, tanto per agevolare la comprensione anche a chi "non ha le basi" come me, ok ? In pratica, dovete fare i professori ! :Very Happy: Cosa ne pensate ?
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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da Ulver » 03 ott 2011, 18:46

Ne approfitto per rispondere a Zio Ma:
ma200360 ha scritto:
Ulver ha scritto:...E' risaputo che tali gurppi, Death inclusi, menzionino tale genere assieme al Progressive quando viene loro chiesto il tipo di influenze che hanno forgiato il loro sound...
:paura: Fusion e Prog ?

Bisognerà proprio che vada a sentirmi un po' 'sto genere: lo conosco poco o niente. Avevo notato, in effetti, che tendono ad esserci cambi di "ambientazione" che, a pensarci, sono tipici del Prog, ma non avrei mai pensato che quei signori lì fossero stati influenzati da Genesis e ELP !

Che poi, è una belinata: ho sempre considerato la suite di Tarkus come un esempio di Heavy Metal fulgidissimo.

Ma lasciamo perdere questi discorsi, visto che non voglio arricchire l' OT: caso mai ne riparliamo nell' altro thread che ho visto hai opportunissimamente aperto. :applauso:
Oddio, forse non ho mai sentito in Tarkus (e lo conosco benone) esempi di Heavy Metal fulgidissimo anche per via dell'egemonia tastieristica, però posso eventualmente venirti incontro per qualche sfumatura per il primo omonimo degli Elp più beh, tutti quei più famigerati casi di Heavy-Psych tipo Blue Cheer/Mc5/Sir Lord Baltimore et similia!

Per quanto riguarda influenze dichiaratamente Fusion in ambito Death beh, ci sono certi gruppi su cui si può tranquillamente affermare ciò senza dubbi: è il caso ad esempio del primo dischino dei Cynic, "Focus", in cui si possono notare arpeggi e solismi tipici del mondo modale, oltre a più diffuse soluzioni di tempi che sono tipici del Progressive così come della Fusion, vedi i Mahavishnu Orchestra per avere un esempio il più ravvicinato possibile.
Mi viene ancor più clamorosamente in mente un dischino degli Atheist, "Elements", in cui v'è un brano (Samba Briza) in cui l'approccio strizza addirittura l'occhio al Latin Jazz. Una delle più clamorose prove di ecclettismo che mi sia mai capitato di sentire a pensarci.

Un' ascolto a uno di questi due album te lo consiglio in effetti, prendila come una curiosità. E' roba che ho tralasciato da un po' di anni così come il metal in generale, ma è giusto riconoscere a tale genere dei contenuti considerevoli al punto da trascendere i vincoli qualitativi del Metal stesso. Anche solo così per curiosità, lungi dal paragonare a opere Progressive (e ancor più Jazz/Fusion) di caratura ben più alta.

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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da Ulver » 03 ott 2011, 19:08

Parlando invece di Death Metal nello specifico, anche se critico l'approccio bassistico anche di altri generi nel Metal estremo, conviene inanzitutto accennare che nel tempo si sono radicati principalmente tre/quattro filoni:

- Death "Americano": Il genere più canonico e esasperato, caratterizzato da un'assoluta priorità all'impatto sonoro che spesso viene ottenuto attraverso la ripetitività dei riff e la monoliticità degli effetti e la batteria.
Non interpretate il termine "Americano" come geograficamente circoscritto in senso assoluto, ma come sorta di linea guida per via delle origini del genere. Qui il basso per quanto mi riguarda è assolutamente marginale, e mi sento di dirlo tranquillamente per i vari gruppi capostipiti del genere quali Morbid Angel, Obituary, Cannibal Corpse, Vader. Molti parlano poi di "Brutal Death Metal" in riferimento a versioni particolarmente esasperate e più affini al Grindcore, ma non ho voglia di complicarvi la vita con le mille pignolerie e seghe archivistiche tipiche dei Metallari: è il meno.

Sfido chiunque a non considerare il basso assolutamente subordinato e irrilevante.

- Death Tecnico: Un filone per vari aspetti derivato dall'americano, ma in cui si può constatare una maggiore valorizzazione della tecnica per via di più nobili influenze d'ambito Progressive, Neoclassico se non addirittura Jazz Fusion. Ciò si traduce in virtuosismi chitarristici in tapping/sweep nonchè l'uso di tempi dispari/composti e talvolta suoni più raffinati. Il basso fretless introdotto da Steve DiGiorgio è stata una trovata molto originale che ha permesso al basso di uscire dal muro sonoro, spesso invalicabile, di chitarre ultra-compresse e distorte. Qualche nome già citato: Atheist, Death, Cynic, Pestilence, Necrophagist.
Segue un video dei Cynic. Notate, oltre agli arpeggi puliti e il basso addirittura melodico in certi punti, anche l'uso del Vocoder, anch'esso per certi versi ricollegabile a altri generi (un Zawinul degli ultimi periodi lo usava spesso e volentieri, pensate che mostruoso divario):


- Death Melodico: Filone d'estrazione per lo più Scandinava o Nord-Europea, spesso affine al Black Metal. E' caratterizzato da inserti melodici spesso ad opera di archi sintetizzati e tastiere in generale ma non solo, anche talvolta intermezzi di chitarra pulita che però han più a cuore la melodia che strane tessiture non convenzionali. Troviamo, oltre in parte ai Children Of Bodom che sicuramente avrà a cuore alexi_laiho, anche In Flames, Dark Tranquillity o situazioni al confine col Black Metal come i Dissection.
Anche qui il basso non mi pare particolarmente valorizzato:


- Doom/Death Metal: Qui posso anche dilungarmi di meno; trattasi infatti di un genere a cavallo tra i due generi e se consideriamo l'assoluto minimalismo del Doom Metal in nome esclusivamente di muri sonori e un approccio molto statico e monolitico beh, sarebbe paradossale riscontrarci particolarità tecniche non solo a livello bassistico ma di tutti gli altri strumenti. V. Cathedral, Crowbar, My Dying Bride.

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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da James_ » 03 ott 2011, 20:48

Mi sembra che nei Cannibal Corpse il basso di Webster sia ben conoscibile, pulito e suonato con le dita. Non ho bene di preciso in mente quante corde abbia (penso 5 o 6) o se sia fretless o meno...
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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da alexi_laiho » 03 ott 2011, 21:39

al momento sono di corsa e non ho tempo x scrivere e postare qualcosa... ho risposto così mi rimane salvato il 3d e domani lo trovo subito x rispondere :wink:
lespaul ha scritto:
Frusciante ha scritto:stó imparando da questo forum...che é molto saggio evitare di mettersi contro dei metallari...soprattutto se in BRANCO. :lollol:

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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da odos » 03 ott 2011, 22:19

ho più difficoltà a capire cosa hanno in comune, che da cosa si differenziano. Perchè si chiamano tutti "death"? Sono i temi trattati a dargli il sovragenere o cos'altro? Il growl?
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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da ma200360 » 03 ott 2011, 22:24

Primo brano: inascoltabile per me (ma me l' aspettavo), se non mi aveste detto che c' è un basso lì sotto che suona, praticamente non me ne sarei accorto. Avevi ragione, Ulver, il basso è del tutto marginale, per non dire inutile. Le influenze Prog mi sembrano davvero molto sfumate; mi pare che si facciano sentire forse a livello ritmico, ma non c' è veramente ombra di dinamica, non si va oltre il muro di distorsioni e il cantato è monotonissimamente uguale in qualsiasi punto del brano. Tra l' altro, qui di tecnica mi pare ce ne sia davvero poca, a tutti i livelli, esecutivo e compositivo.

Secondo brano: ecco, qui il Prog c' è, forte e chiaro. Mi pare che le idee ci siano, e si sente uno sforzo per COMPORRE delle cose che abbiano un senso, pur restando nel campo della musica aggressiva. Il basso svolge il suo bravo ruolo di basso, e lo fa bene, direi, quel bassista lì. Mi è piaciuta parecchio la voce un po' alla Jon Anderson, ma il vocoder non l' ho sentito, e non sono riuscito a capire chi del gruppo facesse le parti della voce "bestiale".

Anche le influenze Fusion mi pare si facciano sentire nel solo di chitarra, che tra l' altro ha il non indifferente pregio di non essere l' elemento catalizzatore del brano. Interessante l' uso dei tempi dispari, così come del finale rallentato, che non si sente poi spesso, in ambito metal. Bella canzone, è piaciuta anche a me.

Terzo brano: conoscevo qualcosa, di quel genere lì. Non mi dispiace l' attenzione alla melodia generale della composizione, che però è molto, ma molto meno articolata rispetto al brano precedente. Qui l' atmosfera mi sembra molto più "leggera", mi sembra quasi di sentire Bon Jovi dopo aver ascoltato i Maiden di Rhyme of the Ancient Mariner. Il basso qui non manca davvero, anzi, è molto presente, anche se "fa" proprio poco. Simpatici, piacevoli, con un bel "tiro", ma non la catarsi del metal, direi.

Vediamo con cosa risponde Alexi. Meno male che mi ha lasciato il tempo di ascoltare intanto quei tre brani lì !
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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da ma200360 » 03 ott 2011, 23:17

Ulver ha scritto: Oddio, forse non ho mai sentito in Tarkus (e lo conosco benone) esempi di Heavy Metal fulgidissimo anche per via dell'egemonia tastieristica,
E perché mai l' egemonia dev' essere chitarristica ? C' è più violentissima potenza nelle armonizzazioni di Emerson che nella stragrande maggioranza delle chitarre distorte che ho sentito.
Ulver ha scritto: però posso eventualmente venirti incontro per qualche sfumatura per il primo omonimo degli Elp
E anche lì, qualcosa di protometal si avverte.
Ulver ha scritto: più beh, tutti quei più famigerati casi di Heavy-Psych tipo Blue Cheer/Mc5/Sir Lord Baltimore et similia!

Per quanto riguarda influenze dichiaratamente Fusion in ambito Death beh, ci sono certi gruppi su cui si può tranquillamente affermare ciò senza dubbi: è il caso ad esempio del primo dischino dei Cynic, "Focus", in cui si possono notare arpeggi e solismi tipici del mondo modale, oltre a più diffuse soluzioni di tempi che sono tipici del Progressive così come della Fusion, vedi i Mahavishnu Orchestra per avere un esempio il più ravvicinato possibile.
Mi viene ancor più clamorosamente in mente un dischino degli Atheist, "Elements", in cui v'è un brano (Samba Briza) in cui l'approccio strizza addirittura l'occhio al Latin Jazz. Una delle più clamorose prove di ecclettismo che mi sia mai capitato di sentire a pensarci.

Un' ascolto a uno di questi due album te lo consiglio in effetti, prendila come una curiosità. E' roba che ho tralasciato da un po' di anni così come il metal in generale, ma è giusto riconoscere a tale genere dei contenuti considerevoli al punto da trascendere i vincoli qualitativi del Metal stesso. Anche solo così per curiosità, lungi dal paragonare a opere Progressive (e ancor più Jazz/Fusion) di caratura ben più alta.
E perché no ? Il problema, mio caro, è il tempo: e chi ce l' ha ? Però il latin/metal mi incuriosisce non poco.
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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da ma200360 » 03 ott 2011, 23:18

odos ha scritto:ho più difficoltà a capire cosa hanno in comune, che da cosa si differenziano. Perchè si chiamano tutti "death"? Sono i temi trattati a dargli il sovragenere o cos'altro? Il growl?
Me lo chiedevo anch' io.
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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da Ulver » 04 ott 2011, 00:32

ma200360 ha scritto:
odos ha scritto:ho più difficoltà a capire cosa hanno in comune, che da cosa si differenziano. Perchè si chiamano tutti "death"? Sono i temi trattati a dargli il sovragenere o cos'altro? Il growl?
Me lo chiedevo anch' io.
Le differenze tra i vari sottogeneri Death le ho classificate solo a livello strumentale-stilistico, è assai raro che io dia attenzione ai testi in qualsiasi genere mi capiti d'ascoltare (tant'è che i generi che ascolto e mi piacciono meno sono il cantautoriale e il rap/hip hop).
Mi è piaciuta parecchio la voce un po' alla Jon Anderson, ma il vocoder non l' ho sentito, e non sono riuscito a capire chi del gruppo facesse le parti della voce "bestiale".
Strano, è la voce pulita ad averlo perennemente! Leggero, nulla ai livelli di quelle amenità che si sentono in ambito Dance o R 'n' B, ma c'è e di più nobile ispirazione.
Qui l' atmosfera mi sembra molto più "leggera", mi sembra quasi di sentire Bon Jovi dopo aver ascoltato i Maiden di Rhyme of the Ancient Mariner. Il basso qui non manca davvero, anzi, è molto presente, anche se "fa" proprio poco. Simpatici, piacevoli, con un bel "tiro", ma non la catarsi del metal, direi.
Lecita similitudine, non nego che ho sempre considerato in larga parte un po' pacchiano suddetto genere assieme a discreta parte del Gothic e del Power Metal.
Beh si, si sono degnati quantomeno di farlo uscire dal mixaggio, ma come da partenza del Topic volevo inanzitutto porre l'attenzione sull' "assenza" anche a livello compositivo/esecutivo. Se poi a ciò magari si somma la peggior trovata di aggiungere distorsione al basso beh, si fregano ancor di più quelle poche possibilità di uscire con un identità dal muro sonoro!

Per il resto considero anche il Metal Americano un genere mediocre, assolutamente sterile al di fuori della sua subcultura di invasati che fanno a gara a chi è più puritano secondo i canoni del genere. A vari anni di distanza da quando ascoltavo quasi esclusivamente Metal, anche se ciò è leggermente off-topic riguardo al tema più bassistico, mi rendo conto che l'unico di questi sottogeneri veramente interessante a livello musicale sia quello tecnico e pochi altri casi sparsi (mi sento di ricordare al volo Carcass, Morbid Angel, trasversalmente Fear Factory e Strapping Young Lad).

Ah, linko solo più per curiosità quel famigerato brano degli Atheist:

Così è decontestualizzato, ma rapportato al disco sentito interamente è veramente clamoroso da concepire.

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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da Altro » 04 ott 2011, 08:07

Basso estremo
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Senza quelle otturazioni non suonerebbe così death-grunge-metal-hardcore. Anche gli occhiali aiutano.
Il bonus è la strada di campagna. :ciauz:
A Vespa preferisco Lambretta,
e Biondina a Brunetta .

Messaggio di hereistay il Ago 11 2011, 15:39
Altro ma ci sei o ci fai? credo che gente come te faccia bene a cancellarsi dal forum

Se sei anche tu di questa opinione evita di farmi delle domande

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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da ma200360 » 04 ott 2011, 16:58

Altro ha scritto:Basso estremo
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Senza quelle otturazioni non suonerebbe così death-grunge-metal-hardcore. Anche gli occhiali aiutano.
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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da ma200360 » 04 ott 2011, 17:08

Ulver ha scritto:Le differenze tra i vari sottogeneri Death le ho classificate solo a livello strumentale-stilistico, è assai raro che io dia attenzione ai testi in qualsiasi genere mi capiti d'ascoltare (tant'è che i generi che ascolto e mi piacciono meno sono il cantautoriale e il rap/hip hop).
Totalmente d' accordo.
Ulver ha scritto: Strano, è la voce pulita ad averlo perennemente!
Ma allora è proprio leggero leggero, io non me n' ero nemmeno accorto !
Ulver ha scritto: Leggero, nulla ai livelli di quelle amenità che si sentono in ambito Dance o R 'n' B, ma c'è e di più nobile ispirazione.
Non mi trattare male il Rhythm and Blues, altrimenti mordo. :Very Happy: Sono un adepto di James Jamerson e adoro Motown e Stax.
Ulver ha scritto: Lecita similitudine, non nego che ho sempre considerato in larga parte un po' pacchiano suddetto genere assieme a discreta parte del Gothic e del Power Metal.
Beh si, si sono degnati quantomeno di farlo uscire dal mixaggio, ma come da partenza del Topic volevo inanzitutto porre l'attenzione sull' "assenza" anche a livello compositivo/esecutivo. Se poi a ciò magari si somma la peggior trovata di aggiungere distorsione al basso beh, si fregano ancor di più quelle poche possibilità di uscire con un identità dal muro sonoro!
Io non ho sentito distorsioni sul basso. Avrò sentito male.
Ulver ha scritto: Per il resto considero anche il Metal Americano un genere mediocre, assolutamente sterile al di fuori della sua subcultura di invasati che fanno a gara a chi è più puritano secondo i canoni del genere.
Atteggiamento tipicamente made in USA, direi.
Ulver ha scritto: A vari anni di distanza da quando ascoltavo quasi esclusivamente Metal, anche se ciò è leggermente off-topic riguardo al tema più bassistico, mi rendo conto che l'unico di questi sottogeneri veramente interessante a livello musicale sia quello tecnico e pochi altri casi sparsi (mi sento di ricordare al volo Carcass, Morbid Angel, trasversalmente Fear Factory e Strapping Young Lad).
Solo sentiti nominare, mai ascoltato nulla.
Ulver ha scritto: Ah, linko solo più per curiosità quel famigerato brano degli Atheist...
Stasera me lo vado a sentire senz' altro. Grazie !
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Re: Il Ruolo del Basso nel Metal Estremo, e influenze esterne

Messaggio da Ulver » 04 ott 2011, 22:26

Non mi trattare male il Rhythm and Blues, altrimenti mordo. Sono un adepto di James Jamerson e adoro Motown e Stax.
Beh, per quanto riguarda la Motown ho sempre preferito identificarla col Soul, sarà un mio errore di interpretazione ma il motivo per cui solitamente uso il termine "R 'n' B" come semi-dispregiativo è dovuto al fatto che lo collego a tutte le amenità degli ultimi decenni, spesso confinanti con il Rap/Hip Hop, tipico delle radio più blasonate.
Io non ho sentito distorsioni sul basso. Avrò sentito male.
In quel brano è clean, mi riferivo in generale! :wink:

Comunque beh, per quanto in ambito metal si riescano a trovare delle influenze che vanno ben oltre le potenzialità del genere preferisco precisare che si tratta comunque di un filone a sè stante quello del Death tecnico, peraltro non sempre così eccellente come nei casi che ho voluto illustrare: per gli altri tre sottogeneri, specie il Doom e "l'Americano", si ha a che fare con dei generi piuttosto sterili, canonici e che si sviluppano per lo più intorno alla subcultura e basta, come accade per altri vari generi. Insomma, nulla di così vitale per gli ultimi 50 anni di storia della musica.
Pertanto boh, una volta sentito un paio di dischini dal frangente più tecnico non pensare d'esserti perso chissà quali grandi cose in sottogeneri adiacenti! E mi prendo la presunzione del caso nel sentenziare ciò, chi se ne frega dei metallari che eventualmente insorgeranno.


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