Sovrapposizione di due note

TEORIA: Discuti con gli utenti su basi e sviluppi della teoria musicale

Moderatori: David, forons, avanzo, lespaul

Rispondi
Avatar utente
Mirko
Maestro
Maestro
Messaggi: 1242
Iscritto il: 08 nov 2006, 22:35

Sovrapposizione di due note

Messaggio da Mirko » 08 nov 2006, 22:45

Ciao a tutti volevo chiedervi una cosa:
esiste un principio che "giustifica" la sovrapposizione di due note nella composizione di una melodia o di un'assolo? Oppure è solo questione di orecchio?
Mi riferisco ad esempio:

e|-----------------|
B|-----------------|
G|--12---------12--|
D|--12p14--14------|
A|-----------------|
E|-----------------|

oppure:

e|-----------------------0------0-------|-0---0-0-----------12------------|
B|------0--5--3--5------(3/2)-3-3-----|-2p0-2-2--------12----15^(17)----|
G|---------4-----4----------------------|------------/14-----------------0|
D|---------------------------------------|---------------------------------|
A|---------------------------------------|---------------------------------|
E|---------------------------------------|---------------------------------|



Complimenti per il sito!!


Avatar utente
David
Amministratore
Amministratore
Messaggi: 5942
Iscritto il: 07 apr 2006, 22:11
Località: Villafrati (Pa)

Messaggio da David » 09 nov 2006, 11:46

Ciao Mirko e Benvenuto al Forum di Neesk :D
Grazie per i complimenti.
Si, il tuo ragionamento è fondato, esiste un principio, ed è quello che due note vengono accostate assieme ed avranno una Consonanza quando accosti una nota assieme alla sua quinta o alla sua ottava, ad esempio.

Per consonanza, considera un suono "facile" all'orecchio.

Ovviamente puoi accostare due note di intervalli diversi, tipo una nota e la sua seconda o la sua settima, in quel caso avrai una Dissonaza, un suo quindi non "immediato" all'orecchio. :wink:
Ultima modifica di David il 10 nov 2006, 20:49, modificato 1 volta in totale.

Avatar utente
David
Amministratore
Amministratore
Messaggi: 5942
Iscritto il: 07 apr 2006, 22:11
Località: Villafrati (Pa)

Messaggio da David » 09 nov 2006, 11:46

Sposto in "Teoria" :wink:

Avatar utente
Mirko
Maestro
Maestro
Messaggi: 1242
Iscritto il: 08 nov 2006, 22:35

Messaggio da Mirko » 09 nov 2006, 23:58

Ciao David grazie della disponibilità :P

Ma secondo le regole dell'armonia, posso unire due note qualsiasi di una tonalità, consonanti o dissonanti che siano? (dita permettendo)

Quali sono le note consonanti e dissonanti rispetto alla fondamentale di una qualunque scala?

Se una triade è composta da 3 note consonanti a distanza di intervalli di terza, perchè se accosto ad una nota solo la sua terza, ottengo una dissonanza?

Per quanto riguarda la settima invece, è considerata dissonante perchè "fuori" dalla triade? (sto pensando ad una quadriade)

Scusa l'ignoranza abissale...ma ho studiato classica per qualche mese da bambino, e non ho più toccato la chitarra fino a quando sono passato all'elettrica, da poco più di un anno (autodidatta naturalmente)....

Avatar utente
Enriquez
Maestro
Maestro
Messaggi: 2290
Iscritto il: 28 giu 2006, 03:05
Località: L'Aquila

Messaggio da Enriquez » 10 nov 2006, 09:58

di solito le armonie vengono fatte o per terze o per quinte, ma nulla ti vieta di utilizzare qualsiasi altro intervallo...
(ricorda tutto è possibile in musica, il giudice ultimo resta l'orecchio)
a proposito delle armonie va ricordato anche il contrappunto, dove in pratica due melodie diverse per ritmo o/e per intervalli suonano contemporaneamente(ma in questo caso è assai improbabile riuscire a suonarle contemporaneamente...).


Avatar utente
David
Amministratore
Amministratore
Messaggi: 5942
Iscritto il: 07 apr 2006, 22:11
Località: Villafrati (Pa)

Messaggio da David » 10 nov 2006, 14:41

Quoto il giusto discorso di Enriquez ed aggiungo che Teoricamente vengono fatte dei modelli, che poi col tempo diventano "naturali" all'orecchio, questo ci porta a dire dissonante o consonante.

:wink:

Avatar utente
Mirko
Maestro
Maestro
Messaggi: 1242
Iscritto il: 08 nov 2006, 22:35

Messaggio da Mirko » 10 nov 2006, 18:53

Ok piano piano (molto piano) comincio a capire...grazie ad entrambi.
Cercando in rete comunque ho trovato qualcosina su questi argomenti (http://www.attikmusic.com):

Secondo una teoria elaborata nel secolo XIX da H. Helmholtz un intevallo è consonante quando le due note che lo formano hanno in comune uno o piu armonici ( vedi anche timbro). Più sono gli armonici in comune piu l'intervallo risulta consonante. Quella della consonanza e della dissonanza, invero, è questione assai dibattuta. Nel corso della storia musicale infatti alcuni intervalli che un tempo venivano considerati dissonanti sono poi stati classificati nell'ambito di quelli consonanti. La valutazione della consonanza e della dissonanza in realtà riguarda la singola persona; nonostante ciò la teoria musicale occidentale considera intervalli consonanti l'ottava, la quarta e la quinta giusta, la terza maggiore e minore, e la sesta maggiore e minore, mentre dissonanti gli intervalli di seconda, settima, nona, ecc...

Avatar utente
Lucifer Sam
Apprendista
Apprendista
Messaggi: 57
Iscritto il: 02 feb 2007, 16:44
Località: Firenze
Contatta:

Messaggio da Lucifer Sam » 05 apr 2007, 00:58

Bellissimo lo studio degli intervalli . La base del responso sonoro secondo me...

Lo studio delle frequenze delle note è parallelo a questo no? Va tutto in base ai rapporti matematici fra le frequenze . il passaggio dalla Fisica alla Teoria Musicale :Very Happy:

Avatar utente
David
Amministratore
Amministratore
Messaggi: 5942
Iscritto il: 07 apr 2006, 22:11
Località: Villafrati (Pa)

Messaggio da David » 05 apr 2007, 12:06

Lucifer Sam ha scritto:Bellissimo lo studio degli intervalli . La base del responso sonoro secondo me...

Lo studio delle frequenze delle note è parallelo a questo no? Va tutto in base ai rapporti matematici fra le frequenze . il passaggio dalla Fisica alla Teoria Musicale :Very Happy:
Certamente si :ciauz:

Avatar utente
Cristiano
Esperto
Esperto
Messaggi: 423
Iscritto il: 05 mar 2007, 10:30
Località: Friuli

Messaggio da Cristiano » 07 mag 2007, 12:01

Lucifer Sam ha scritto:Bellissimo lo studio degli intervalli . La base del responso sonoro secondo me...

Lo studio delle frequenze delle note è parallelo a questo no? Va tutto in base ai rapporti matematici fra le frequenze . il passaggio dalla Fisica alla Teoria Musicale
Non solo. Purtroppo o per fortuna c'è anche il gusto, la soggettività. In effetti gli armonici "matematici" cioè derivanti dalla suddivisione in frazioni esatte non ci suonano tutti piacevoli. Ad esempio il 4° armonico lo sentiamo calante. Questo perchè noi occidentali da secoli utilizziamo una scala temperata in modo equabile, e cioè "aggiustata" in modo che il rapporto di frequenza di un semitono (per capirci tra un fret e il successivo) sia fisso ad ogni livello della scala. Questo rapporto è dato dalla radice dodicesima di due, cioè NON una frazione esatta. In questo modo gli intervalli suoneranno sempre "allo stesso modo" da qualsiasi nota si parta, a qualsiasi altezza della scala ci si trovi. Inoltre in questo modo si può suonare in qualsiasi tonalità, senza dover rifare l'accordatura dello strumento. Quest'ultimo aspetto potrebbe non essere problematico con una 6-corde, ma diventa un po' sensibile con un pianoforte che di corde ne ha oltre 200.
Però c'è un però: se si suona con strumenti a fiato, ottoni o legni, diventa problematico trovare una accordatura versatile, in quanto questi strumenti funzionano con armonici "matematici" per loro stessa natura, quindi non equabili.
Scusate il divagare, ma volevo solo dare uno spunto.

Tornando un po' all'argomento di partenza, direi che è vero che ci sono intervalli consonanti e dissonanti, ma secondo me ci vuole un giusto mix di questi e quelli per dare maggiore "colore" a qualsiasi melodia, altrimenti si può scivolare sulla buccia del banale.
:-D

Ciao, Cristiano
Life requires square shoulders. I'd rather prefer the slope ones of a j45


Rispondi
  • Argomenti simili
    Risposte
    Visite
    Ultimo messaggio

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite