Concerti

Le leggi italiane sull'argomento musica: Diritti, Copyright, SIAE, etc.

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Concerti

Messaggio da Altro » 17 mag 2012, 10:06

Posto qui un mio articolo. Spero sia la sezione adatta. E spero sia gradito

“Quante persone mi porti al concerto?”
“A dire il vero pensavo che interessasse la musica, mica gli amici. Serve anche che le presenti la fidanzata?”
“Ma hai una lista di amici che chiami quando suoni in giro?”
“Sì, ma non ho idea se quella sera avranno voglia di farsi 50km per sentirmi suonare.”
“Vabbè, passa di qui che ci mettiamo d'accordo”
“Hanno inventato il telefono proprio per evitare alle persone di perdere tempo e spendere la tredicesima in autostrada e benzina.”
“Porta recensioni e un CD demo.”
“Tanto lo so che resteranno sullo scaffale sotto al bancone per settimane, e che tutta questa manfrina serve solo a farmi telefonare almeno altre 4-5 volte, giusto per sottolineare chi è lo schiavo e chi è il padrone.”
“Speriamo solo che la serata vada bene (cioè io venda molta birra, ndr)”
“Tranquillo: lo so già che se va male ci viene dato metà del compenso (forse) ma che se va benissimo non ci viene dato il doppio”

Non è una conversazione tratta da qualche pièce teatrale di S. Beckett o E. Jonesco ma il dialogo tipico che intercorre tra un gestore di pub (che d'ora in poi chiamerò il barbaro per brevità) dove si fa musica live ed un musicista che cerca di proporsi per un concerto. I rapporti musicisti-barbari vengono costantemente arricchiti da gustose scenette; il chitarrista sta per entrare nel locale quando il barbaro lo blocca apostrofandolo: “Non va mica bene sai? Non hanno prenotato neanche un tavolo i tuoi amici”. Oppure si entra e si vedono dei tavoli riservati. Il barbaro li ha riservati per i nostri amici, senza neanche chiedere. Gentile davvero.

Non è sempre stato così. Negli anni passati chi gestiva quei locali erano persone che amavano la musica almeno quanto lo spillare birra, se non di più. Sapevano distinguere musicisti improvvisati da quelli navigati e sapevano conseguentemente adattare preferenze e compensi.
Con quello che si prendeva trent'anni fa, complice anche il ragionevole costo dei trasporti, ci si poteva permettere l'acquisto di strumenti e amplificatori. Quando ci rubarono tutta la strumentazione dal posto dove provavamo, ad esempio, ci fu un'intensa attività di ricerca date che ci permise di ripagare tutto nel giro di pochi mesi. Semplicemente impensabile oggi.

Quasi quarant'anni dopo abbiamo a nostra disposizione della strumentazione costosa e siamo cresciuti musicalmente. Carichiamo l'auto con migliaia di euro di strumentazione, spendiamo una piccola fortuna in autostrada e benzina (obbligatorio offrire l'auto più capiente e limitare il carico per tentare di farci stare tutto su un'unica macchina, ma non sempre riesce), mettiamo a disposizione una vita di esperienza sul palco per divertirci e divertire e alla fine.....facciamo due conti. Si parte da casa alle 7 e si ritorna alle 2. Sette ore tonde. Tolte le spese, se tutto va bene, ci sono 50€ a testa. Fanno 7€ all'ora. Con migliaia di euro di strumentazione e quarant'anni di esperienza. Se fosse per i soldi sarebbe meglio scaricare casse di patate al mercato ortofrutticolo.

Per fortuna non lo facciamo per i soldi, anche se D'Alema all'epoca decise di mettere fine a questo sistema fai-da-te in cui musicisti e gestori si arrangiavano tra di loro. Nel nome della trasparenza il titolare di IkarusII, comprato con un mutuo concessogli da Fiorani, decretò che ogni musicista che facesse anche solo una data all'anno dovesse essere iscritto ad una qualche organizzazione tributaria. Maledetti evasori, i musicisti. Nascono così le cooperative musicali, dove gli iscritti sono autorizzati ad emettere quietanza. Di quei 50€ cui accennavo sopra non ne rimane neanche più l'ombra, perchè l'iscrizione a quelle cooperative costa. Le sanzioni sono terribili, si arriva anche alla confisca di tutta la strumentazione. Dopo avere bombardato l'ex Jugoslavia nel nome della pace, D'Alema bombarda con chirurgica precisione i testicoli dei musicisti. Nel nome della cultura, ovviamente.

Il progressivo impoverimento in atto rende sempre più difficile il rapporto dei musicisti con la loro passione artistica: oltre alla desertificazione di settore (e culturale in genere), ci sono da tenere presenti inutili balzelli e proliferazioni burocratiche made in SIAE. Al mio matrimonio ho voluto circondarmi di amici musicisti con cui fare una jam session dopo la torta rituale. Pur essendo iscritto SIAE e suonando brani di mia composizione sono stato costretto a sborsare 100€ di diritti di autore. Che ovviamente non mi sono mai stati restituiti, ma sono andati nel gran calderone che premia chi maggiormente vende. Chessò Gino Paoli. Così la SIAE per difendere i miei diritti mi ha fatto fare un bonifico di 100€ a Gino Paoli. Beato copyleft.
Aggiungiamoci pure che sui libri si applica l'IVA ridotta, mentre sugli strumenti musicali no. Come se un libro fosse uno strumento culturale ma una chitarra no.

Così va a finire che, pur di non intrattenere rapporti con i nuovi barbari (i gestori del dialogo sopra) si preferisce organizzare le serate noi. Il trentennale del gruppo, ad esempio. 1976-2006. Oppure un compleanno. Allora sì che invitiamo gli amici, ma non perchè si affoghino nella birra del barbaro di turno.
Una volta ho addirittura tentato di organizzare un Blues Festival nella mia città. Dopo mesi di contrattazioni durante le quali mi pareva di avere raggiunto un qualche risultato, l'illuminata amministrazione di sinistra finalmente metteva nero su bianco la propria disponibilità: un po' di sedie. Così, oltre a dovere organizzare tutto (l'avrei fatto gratis comunque) e a rischiare di mio dato che non c'era l'ombra di un centesimo nella generosa offerta dell'assessore alla cultura, avrei dovuto pagare anche 1200€ di occupazione di suolo pubblico. Per via delle sedie, proprio così.
Altro che evasione fiscale di baffino! Se devo tirare le somme degli ultimi anni devo dire che tra manutenzione, acquisti e spese varie posso solo considerare la musica come andare in vacanza: ci si diverte, ma si spende parecchio.


Sia come sia alla fine è rimasto solo dello spazio per chi fa musica gratis (o quasi) e si porta appresso orde di unni che tra una birra e l'altra ruttano a tempo di qualche brano di rock italiota (simpatica antinomia).
Unni e barbari si trovano bene assieme, pare. Stesso ceppo culturale.

Parlando di unni, una volta alle feste dell'Unità chiedevano se potevamo mica suonare “la cumparsita” o roba analoga. Data l'età avanzata ed il contesto, la cosa mi irritava ma tentavo di non badarci. Ben diverso è quando mi si avvicina al palco un unno di ultima generazione per domandarmi un brano di Vasco Rossi. La voglia di sferrare un calcio che mandi in frantumi una decina di denti è tanta e mi trattengo solo per evitare noiosi processi penali: la soddisfazione non vale le migliaia di euro dell'avvocato.

Insomma questa situazione incancrenita porta ad un avvitamento su sé stessa della dinamica di ascolto: i barbari chiamano gruppetti di poco conto perchè costano nulla e riempiono la sala di entusiasti consumatori, mentre gli spazi per musicisti navigati spariscono. Per carità: giustissimo dare opportunità ai nuovi arrivati di fare la gavetta (resterebbe solo da chiarire se sia sempre musica quella suonata dai gavettisti). Purtroppo c'è solo gavetta, e tutto il resto che c'era una volta in termini di varietà di offerte è sparito (salvo rare eccezioni e le imponenti tournée nei palasport).

Quindi il frequentatore di birrerie si abitua ad ascoltare musica di un certo tipo, cioè la stessa che ormai tutte le radio trasmettono, in ossequio alla dittatura delle chart che le major discografiche impongono. Sarà forse per questo che Finardi, sostenitore dantan delle “radio libere” adesso dichiara di volersene uscire dal business musicale (ma non dalla musica). Dice cioè di non volere più avere nulla a che fare con la barbarie. Stonata metamorfosi di “libero” in “commerciale”.

E' andata peggio a Lester Chambers dei Chambers Brothers, che dopo avere venduto milioni di dischi si ritrova a dover fare affidamento ad associazioni caritatevoli per sbarcare il lunario, e denuncia la desolante barbarie dell'industria discografica.[1]
Courtney Love mette sotto la lente di ingrandimento tutto il business musicale e nota come i barbari operino all'interno della cultura dei soldi facili ed evitino di premiare chi svolge effettivamente il lavoro. [2]
Sparito il sostegno ai potenziali nuovi geni musicali, si assiste all'infinita riproposta del conosciuto, ovvero alla generazione di replicanti: zombie senza futuro sostenuti da barbari per un pubblico di unni.

[1]http://www.vice.com/read/screwed-over-b ... r-chambers
[2]http://www.icrates.org/swimming-with-sh ... -industry/
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Messaggio di hereistay il Ago 11 2011, 15:39
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Re: Concerti

Messaggio da giorgiospugnesi » 17 mag 2012, 10:20

:applauso:
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Re: Concerti

Messaggio da Frusciante » 17 mag 2012, 11:04

Più che gradito, e quanta verità. E non vedo il modo di cambiare tutto ciò.
un amico ha scritto:V. prima di uscire, deve chiedere il permesso alla chitarra.
un altro amico ha scritto:wa ma stai ancora suonando? sì e fierr! Pigliatell' na pausa.
http://24.media.tumblr.com/tumblr_lkl20 ... o1_400.gif :fumato:

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Re: Concerti

Messaggio da Cosimino » 17 mag 2012, 12:10

La gente è menefreghista, lo vedo tutti i giorni, la stragrande maggioranza si diverte a partecipare a quel circo ridicolo che è stato messo su, quindi ne avremo ancora per un bel pò, ed effettivamente c'è poca luce all'orizzonte, anzi, la situazione peggiorerà, ci sono casi e non sono pochi in cui i gruppi per poter suonare oltre a dover affrontare tutte le spese devono anche pagare!
Guardate qua:

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1450 euro per mezz'ora! :senzasperanze:

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Re: Concerti

Messaggio da Giaguaro93 » 17 mag 2012, 14:15

D'accordo su tutto, però la parte che gli fanno pagare 100 euro al matrimonio mi sembra ridicola


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Re: Concerti

Messaggio da mamasa » 17 mag 2012, 14:31

Bello, inquietante ma bello. Anche il mio maestro scrive spesso articoli simili per delle testate locali. Credo che andreste d'accordo.
Tutti sanno dire "ti amo", ma pochi sanno dire "vuoi quei kiwi?".

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Re: Concerti

Messaggio da Altro » 17 mag 2012, 14:39

Giaguaro93 ha scritto:D'accordo su tutto, però la parte che gli fanno pagare 100 euro al matrimonio mi sembra ridicola
Era il MIO matrimonio e sono IO quello iscritto alla SIAE che sborsato i 100€. Tutto ridicolo? Prova ad organizzare un concerto e poi mi sai dire....
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Messaggio di hereistay il Ago 11 2011, 15:39
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Re: Concerti

Messaggio da Giaguaro93 » 17 mag 2012, 14:43

Non riesco a capire che motivazione ti abbiamo dato per farti pagare 100 euro per cantare TUE canzoni... e soprattutto è un matrimonio, cosa dovrebbe averci a che fare la SIAE?!?!?!? :dubbioso:

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Re: Concerti

Messaggio da Altro » 17 mag 2012, 14:45

Cosimino ha scritto: ci sono casi e non sono pochi in cui i gruppi per poter suonare oltre a dover affrontare tutte le spese devono anche pagare!

Senza tener conto che, nel caso di concorsi, il vincitore era già deciso a tavolino ben prima dell'esibizione. Non fa eccezione Arezzo Waves, secondo alcune fonti.
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Messaggio di hereistay il Ago 11 2011, 15:39
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Re: Concerti

Messaggio da Altro » 17 mag 2012, 14:47

Giaguaro93 ha scritto:Non riesco a capire che motivazione ti abbiamo dato per farti pagare 100 euro per cantare TUE canzoni... e soprattutto è un matrimonio, cosa dovrebbe averci a che fare la SIAE?!?!?!? :dubbioso:
Queste cose le devi chiedere alla SIAE, mica a me. Quando organizzi un cencerto DEVI PAGARE, indipendentemente dal fatto che suoni musica tua o meno, nè conta il DOVE.
Evidentemente non hai esperienza di organizzazione concerti. Prova ad informarti. Sorprese assicurate.
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Messaggio di hereistay il Ago 11 2011, 15:39
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Re: Concerti

Messaggio da Giaguaro93 » 17 mag 2012, 14:58

Che gran stronzata, cioè io non sono neanche libero di organizzare un concerto per cavoli miei senza fine lucrativo e sopratutto al MIO matrimonio... L'Italia non smette mai di stupirmi :Confuso:

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Re: Concerti

Messaggio da Altro » 17 mag 2012, 15:47

Giaguaro93 ha scritto:L'Italia non smette mai di stupirmi :Confuso:
Tu pensa che se hai un monitor per giocare con un PC devi pagare il canone RAI. E' il possesso che ti obbliga al pagamento
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Messaggio di hereistay il Ago 11 2011, 15:39
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Re: Concerti

Messaggio da giorgiospugnesi » 17 mag 2012, 16:14

Per anni ho organizzato concerti di musica classica e riguardo alla SIAE ne ho viste delle belle.
Senza contare che in quel campo l'altra tassa pazzesca è il noleggio delle parti orchestrali. Le due cose sono tra l'altro collegate da una specie di "segnalazione interna" per cui è difficile noleggiare le parti e fare in modo che la SIAE non lo sappia.
Io sono daccordo con la protezione del diritto di autore ma fino ad un certo punto. A volte mi sembra che siamo di fronte a dei balzelli!
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Re: Concerti

Messaggio da odos » 17 mag 2012, 16:26

giorgiospugnesi ha scritto: Io sono daccordo con la protezione del diritto di autore ma fino ad un certo punto. A volte mi sembra che siamo di fronte a dei balzelli!
ma la SIAE non protegge il diritto d'autore, ne gestisce solo gli introiti. Che poi la registrazione di un brano alla Siae valga come prova contro il plagio, questa è una convenzione tutta italiana che non sta in nessuna legge

più che altro per evitare la spiacevole situazione di doversi pagare le proprie canzoni, si dovrebbe almeno in teoria applicare licenze CC. Ma nel concreto non so come funziona...
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Re: Concerti

Messaggio da mamasa » 17 mag 2012, 18:06

odos ha scritto:più che altro per evitare la spiacevole situazione di doversi pagare le proprie canzoni, si dovrebbe almeno in teoria applicare licenze CC. Ma nel concreto non so come funziona...
Non so esattamente come sia la cosa, però, da quel che ho capito, le CC servono soprattutto per internet (e forse all'estero). In Italia, anche se si è sotto CC, si deve comunque pagare la SIAE. Anche se i pezzi suonati non sono depositati da nessuna parte. Per suonare si paga, punto. Anche per mettere musica paghi e non importa se i diritti d'autore sono scaduti o non esistono proprio. Addirittura, solo per il fatto che potresti registrarci sopra della musica, paghi la SIAE quando compri un CD audio vergine. Se poi quel CD lo vuoi regalare, teoricamente, devi apporci il bollino da 5 centesimi per le copie omaggio.
È un monopolio come quello del tabacco. Anche se non fumi Nazionali, in un modo o nell'altro, te le fanno pagare. E i soldi se li becca qualcuno di meritevole, tipo Raoul Casadei.
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