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Massimo Varini e la Rock Fusion


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1- Massimo, lo stile Rock Fusion gode di notevoli consensi a livello internazionale mentre in Italia, benché praticata da Grandi della Chitarra è ancora poco diffusa .Perchè ?

Il perchè esatto ovviamente non lo conosco ma posso provare a dare una mia interpretazione… L’Italia è un mercato decisamente piccolo in termini di fruitori di musica e di numero di persone abitanti.

I mass media quali le radio, che sono i maggiori “divulgatori” di musica rispecchiano un po’ il nostro carattere di “italiani tuttofare”: le radio trasmettono un po’ di tutto senza entrare nei specifici generi musicali; le cosidette Hit-radio poi puntano la programmazione su alcuni brani particolarmente forti nel periodo e su questo viene costruito il palinsesto; negli States , per esempio, ci sono moltissime radio tematiche che hanno ciascuna un indirizzo molto preciso e hanno una diffusione e dati di ascolto confortanti!… questo preambolo per dire che un genere musicale (sempre che sia corretto definirlo in questi termini- per essere conosciuto, e quindi scelto da una grande massa di persone e non uno sparuto gruppo di appassionati, ha bisogno di arrivare a molte persone. Abbiamo grandi musicisti ma dal reparto dirigenziale delle case discografiche in poi manca la fiducia in questo tipo di musica.

2- Vorrebbe darci una definizione teorica, armonica e anche qualche cenno storico dello stile Rock Fusion ?

Per come vedo io la Fusion , quando non cade in virtuosismi eccessivamente appariscenti, è veramente una “fusione” interessantissima… non a caso i miei primi due dischi da solista portano i titoli Progetto Fusione e Progetto Fusione II-la vendemmia…

Quando un solido tessuto armonico di chiara ispirazione jazzistica ha incontrato ritmiche funk o anche rock-funk sono iniziate le contaminazioni più interessanti… il basso elettrico ha sostituito il contrabbasso tipicamente jazz, anche utilizzando tecniche molto in voga anni fa quali il pop-slap etc , il pianista si è “contaminato” con suoni di fender rhodes e synth , i chitarristi hanno iniziato a mettere effetti sulle chitarre… e non si può certo dimenticare la musica definita negli anni ‘80 “easy listening ” suonata spesso con sax (mi viene in mente Kenny G- che ha dato per un periodo un po’ di diffusione alla fusion … ma forse il termine Fusion ormai non ha più tanto senso… e ripeto forse!

3- Su che cosa si basa la sua ricerca musicale?

In questo momento, mentre sono impegnato oltre che al mio lavoro principale di turnista e produttore musicale/arrangiatore, sono molto preso dall’avventura didattica che seguo con passione, amore e trasporto… e il pubblico me ne sta dando atto: i miei manuali e dvd sono in cima alle classifiche di vendita e i “miei allievi virtuali” mi mandano ottimi feedback via internet!

La mia ricerca è iniziata insieme alla passione per la musica… sono sempre alla ricerca di qualcosa… a volte nemmeno so che cosa cerco ma … cerco! Cerco sonorità, cerco un fraseggio diverso dal solito, cerco “il suono” nel suo concetto più ampio che va da un insieme di aspetti che definisco ” CosaSuono-ComeLoSuono-ConCheSuono-Perchè ” fino alla costruzione di voicing cordali … insomma appena posso acquisto metodi e mi metto a studiarli!

4- Vuole raccontarci del suo primo approccio con la composizione?

Molto banale… imparai il giro di Do e scrissi immediatamente una canzone su quei 4 accordi… poi imparai il Mi maggiore e… ecco scritto lo “special”… Per come vedo io la musica, il mio approccio alla composizione è nato con la passione stessa.

5- Ogni chitarrista ha i suoi mostri sacri: quali sono stati i suoi primi “Grandi”?

Ho iniziato a suonare nel 1982, poi ho smesso per un po’ e mi ci sono messo seriamente nel 1984… i miei primi amori sono stati Hank Marvin degli Shadows , poi un balzo a Van Halen , poi è arrivato il periodo neo-classico con Malmsteen , poi Steve Vai , Satriani , Verheyen , Holdsworth , Stern , Gambale, e tantissimi altri! Poi mi sono rivolto anche alla musica italiana e quindi i vari Portera , Solieri , Mussida , Battaglia etc. etc.

6- UN CONSIGLIO : una lista di almeno cinque brani da studiare per l’aspirante Guitar Virtuoso!

… domanda da un milione di dollari! Il primo della lista si intitola: ” cercadinonessereunguitarvirtuoso ma – solo – unmusicista “. Credo di più in uno studio fatto di tecnica e quando si suona, si suona e si comunica… ma per non deviare del tutto la domanda direi:

moto perpetuo – Paganini

capriccio n. 5 – Paganini – rivisitazione nel film Mississippi Adventures da Steve Vai

volo del calabrone – Rimsky-Korsakov

monster lick – Frank Gambale nel suo video didattico

un brano a scelta tra quelli di Malmsteen …

7- Nonostante il Suo impegno come turnista, Lei si occupa instancabilmente di didattica: quali sono i principi fondamentali su cui essa si basa?

Co-mu-ni-ca-zio-ne .

In questo momento la mia didattica si è espressa in 4 manuali (con relativi supporti cd o cd rom-, 4 dvd (collana i suoni della chitarra-, 3 vhs (uno sul fraseggio e 2 per la collana suonare nello stile di…- e ho in programma altro materiale che uscirà nell’arco dei prossimi 3-4 anni.

In tutta la mia didattica oltre che ovviamente i contenuti ho cercato di curare la comunicazione, per esempio nel linguaggio uso la seconda persona singolare “tu”… i miei video sono una chiacchierata tra me e il mio “allievo”… quando approccio la scrittura della stesura di un manuale, libro o video, impiego anche più di un anno per costruire il “flusso didattico” che sintetizzo nell’indice. Quando l’indice è pronto e secondo me funziona lo metto sul mio sito per chiedere pareri ai frequentatori del mio sito (ci chiamiamo i PELLEVERDE-… loro mi danno consigli, fanno aggiunte o richieste particolari… poi io valuto il tutto e inizio a lavorarci sopra.

Quello che mi piace dare sono una serie di risposte che l’allievo potrebbe non essere in grado di trovare ma soprattutto voglio lasciare un sacco di “domande possibili”… se come didatta non lascio domande alle quali l’allievo debba rispondere nel suo intimo ricercando personalmente le risposte… mi sento di aver fatto un buco nell’acqua!

8- Il suo contributo alla chitarra Le ha richiesto anche la collaborazione con grandi case produttrici di strumenti musicali .Vuole parlarci delle caratteristiche dei suoi prodotti e di quali tipi di problemi essi possano risolvere al chitarrista moderno?

Beh… ho iniziato a fare il “dimostratore” nelle fiere per delle grandi case nel 1991 e quindi ho un buon rapporto con distributori, case produttrici etc. etc …. anche perchè il mio rapporto è sempre stato basato sull’assoluta serietà professionale! Nei primi anni ho “avuto” meno di altri colleghi che hanno “spremuto” quando il mercato andava bene ma posso garantire che ora ottengo molto di più proprio perchè la stragrande maggioranza delle persone con le quali ho lavorato mi rispetta e mi stima (non dovrei essere io a dirlo, sembro un po’ sbruffone ma… grazie a Dio il clima intorno è questo!-…

Per quanto riguarda i prodotti che uso ci vorrebbe una sorta di trattato! Come ho detto prima sono sempre alla continua ricerca di suono, suoni, sonorità etc. e quindi il mio “parco macchine” in termini di amplificatori, casse, effetti, pedali, chitarre, interfacce, computer etc. etc. è molto ampio!

La ricerca e la conoscenza delle macchine per i chitarristi è secondo me importante e non è indispensabile acquistare il tutto quanto il capire, informarsi etc. etc …. ma vedo dai forum del mio sito che in molti la pensano come me.

In questo momento sono impaziente di vedere la mia prima chitarra Signature che la PRS Paul Reed Smith sta costruendo! Già il fatto che una delle più grandi e prestigiose case al mondo costruisca una signature model per me… sembra un piccolo sogno realizzarsi!

9- Massimo, domanda di rito : PROGETTI PER IL FUTURO?

A proposito di ricerca… sto lavorando al nuovo disco mio ma … sto cercando un diverso fraseggio e un modo diverso di comunicazione… spero di arrivare da “qualche parte” a breve!!!

10- Prima Di salutarci, si senta libero di “farsi una domanda e darsi una risposta”!

“salve, si ritiene ottimista per il futuro della musica in Italia o crede che il processo degenerativo dato dalla musica commerciale sia inarrestabile?”

… sono ottimista! Bisogna essere ottimisti… qualsiasi cosa dipende in larga parte da noi e dobbiamo fare di tutto per cercare di migliorare l’ambiente (musicale e non- intorno a noi!

Grazie!

Ciao Stefania, grazie a te!

Intervista di Stefania Altomare


 
 

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