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Alessandro Benvenuti e la Rock Fusion


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1-Maestro, ci dia una definizione storica, teorica e armonica dello stile Rock Fusion.

Non penso che esista una definizione precisa per questo genere. Soprattutto dal punto di vista armonico.

A mio modo di vedere, penso che il Rock Fusion sia il punto di incontro tra Jazz e Rock. All’energia del rock, si uniscono elementi del Jazz come cambi di tonalità e arrangiamenti più ricercati. Ovviamente è un genere in cui è molto importante l’improvvisazione, e la sperimentazione sia a livello compositivo che nel fraseggio.

2-Su cosa si basa la Sua didattica?

Cerco di capire quali sono le aspirazioni dell’allievo, e cerco di dargli i mezzi necessari per raggiungere i suoi obiettivi. Non credo che la stessa metodologia funzioni con ogni chitarrista, quindi a volte il percorso didattico è molto diverso.

3- Maestro Benvenuti, ci parli dei suoi anni da studente (la prima chitarra, il primo live, ecc..-

La mia prima chitarra è stata una Aria Pro2 Rosso metallizzato. Mi ricordo ancora quando mio fratello mi ha accompagnato al negozio per comprarla. Avevo 14 anni, e la guardavo e riguardavo per ore. Aveva un ponte Khaler che credo ora sia fuori produzione, ma a me piaceva molto. Ora è di un mio amico, e so che l’ha appesa su un muro di casa..ma penso che prima o poi gli chiederò di rivendermela.

Il mio primo live è stato al liceo, durante una festa scolastica con una band messa su il giorno prima. C’era l’intera scuola a guardarmi, e io suonavo pezzi degli Iron Maiden e degli Anthrax. Non siamo riusciti a concludere un pezzo..a metà della canzone andavamo ognuno per i fatti nostri. Bei tempi!!!

4- Un Consiglio: una lista di almeno cinque brani da studiare per l’aspirante “Guitar Virtuoso”.

Vediamo 5 pezzi da chitarrista…ci provo.

In ordine sparso:

Always With Me, Always With You (Joe Satriani-

Eruption (Van Halen-

Sultans Of Swing (Dire Straits-

Lenny (Steve Ray Vaughan-

Hotel California (Eagles-

4- Su che cosa si basa la Sua ricerca musicale?

La cosa che cerco di fare è scrivere belle melodie, evitando le banalità.

Non voglio che quello che faccio suoni scontato. Cerco di trarre aspirazione da quello che mi circonda, e dalle esperienze, e dalle persone.

Per quanto riguarda il fraseggio, molto spesso cerco di suonare “verso qualcosa”. Lo faccio in tante maniere diverse: inizio le frasi prima del beat, per dare più slancio alla frase, oppure su cambi di tonalità, anticipo il cambio di qualche beat, per creare tensione. Anche ritmicamente alcune frasi partono in crescendo.

5- Ci lasci un commento su ognuno dei suoi solo-albums

Il mio primo CD, Sonic_Design, è un disco del quale vado molto orgoglioso. Attraversavo un periodo particolare della mia vita, e penso che quella canzoni rispecchiano fedelmente quello che provavo. Ovviamente essendo il mio primo lavoro, il mio modo di suonare e comporre adesso penso si siano molto evoluti.

Ho avuto la fortuna di avere ospiti illustri come Frank Gambale, e Prashant Aswani, e penso che questo abbia aiutato molto a far conoscere questo lavoro, soprattutto all’estero. Ancora oggi è uno dei dischi più venduti sui più importanti siti specializzati in musica strumentale.

J.A.M. invece è un disco che nasce dalla collaborazione con altri due chitarristi che rispetto molto: Milan Polak e Joel Rivard. La Liquid Note Records, mi ha chiesto di partecipare a questo progetto, e io ho pensato che poteva essere una cosa interessante. Ovviamente è un disco che non considero totalmente mio, avendo scritto solo tre dei 9 pezzi presenti sul CD. Ho suonato su tutti e nove i pezzi, cercando di suonare alla mia maniera anche su canzoni lontane dal mio tipo di musica. Penso che si senta un qualcosa di diverso nel mio modo di suonare rispetto a Sonic_Design.

6- Una Sua opinione: cosa manca nella Musica, oggi?

Non penso manchi qualcosa. Sarà sempre possibile ascoltare qualcosa di nuovo e interessante. Basta cercare, e non avere preconcetti di nessun tipo. Raramente trovo qualcosa di interessante nella musica commerciale, ma ci sono band che lasciano trasparire la passione per quello che fanno, e penso che questo la gente lo percepisca. Con l’avvento di internet, è possibile ascoltare artisti indipendenti pieni di talento, e penso che questo sia una gran cosa.

5-Lei ha aperto i concerti di alcuni illustri colleghi d’oltreoceano ed ha suonato di recente con il grande Greg Howe, cosa le hanno lasciato queste esperienze?

Ho aperto un concerto per i musicisti che di solito suonano con Steve Vai: Tony Macalpine, Phillipe Bynoe, Virgil Donati, che fanno parte della Steve Vai Band.

Invece con Greg Howe ho potuto duettare durante un concerto che abbiamo fatto assieme a Roma. È stata un’esperienza che ricorderò sempre come una di quelle cose che non avrei mai sperato di realizzare. Ho imparato molto dai suoi dischi e dal suo modo di fraseggiare, e scambiare soli con lui sullo stesso palco, è stato uno dei momenti più emozionanti che abbia mai vissuto.

Ho anche avuto il piacere di suonare con Andy Timmons, l’anno scorso a Milano, e anche quella è stata un bella esperienza, visto che è uno dei chitarristi che mi piace di più.

6- Domanda obbligata: progetti per il futuro?

Attualmente sto registrando il CD della mia band: gli Alter Ego. Il genere è rock progressive. Le canzoni sono state scritte una diecina di anni fa, ma la band si era sciolta. Ora a distanza di tanti anni abbiamo deciso di registrare quei pezzi. Penso che prima che il CD sia finito dovremo cambiare nome, visto che ci sono troppe band che si chiamano Alter Ego!!! Poi vorrei registrare un nuovo CD strumentale, e sto componendo pezzi nuovi!

7- Maestro, si senta libero di “farsi una domanda e darsi una risposta” per tutti i fruitori di questa intervista.

Ma perché per tutta l’intervista mi hanno chiamato maestro??? Sono forse vecchio???

Ma no Ale! Tranquillo.. sei ancora un bambino!!!

Intervista Stefania Altomare.


 
 

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