Domanda importantissima sulle chitarre elettriche!!

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Re: Domanda importantissima sulle chitarre elettriche!!

Messaggio da Cosimino » 01 feb 2008, 12:18

:Very Happy: dico una cosa banalissima, ma se ti piace steve vai che c'è di meglio di una jem?? e con 1000 euro la porti a casa di sicuro... cmq prima di acquistare come ti hanno già consigliato provale un pò! :beer:


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Re: Domanda importantissima sulle chitarre elettriche!!

Messaggio da ma200360 » 01 feb 2008, 16:46

Cosimino ha scritto::Very Happy: dico una cosa banalissima, ma se ti piace steve vai che c'è di meglio di una jem?? e con 1000 euro la porti a casa di sicuro...
Con 1000 euro nuova ? Non so, mi sembra un po' poco... E poi, Vai va bene, ma Loureiro non mi sembra che abbia dei suoni da Jem !
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Re: Domanda importantissima sulle chitarre elettriche!!

Messaggio da Cosimino » 01 feb 2008, 21:26

Hai ragione, per una 555 forse ci vogliono 1-2 centoni in più, nuova, ma usate sene trovano e si va anche sotto i 1000! poi si naturalmente andrà poco bene per suonate non steve Vaiane... cmq sarei proprio curioso di provarla sta jem...

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Re: Domanda importantissima sulle chitarre elettriche!!

Messaggio da jin » 01 feb 2008, 22:19

In effetti per lourerio forse è meglio andare sulle jackson o meglio ancora ESP!!! Visto che le tagima non si trovano in italia!!!!!
In effetti, vado più su kiko!!!!

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Re: Domanda importantissima sulle chitarre elettriche!!

Messaggio da ma200360 » 01 feb 2008, 22:41

jin ha scritto:In effetti per lourerio forse è meglio andare sulle jackson o meglio ancora ESP!!! Visto che le tagima non si trovano in italia!!!!!
In effetti, vado più su kiko!!!!
Direi anch' io Jackson o ESP. Se il prezzo non fosse un problema, direi "vere" per entrambe...
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Re: Domanda importantissima sulle chitarre elettriche!!

Messaggio da Reziel » 04 feb 2008, 14:49

Piccolo OT

Ma,sbaglio o ti eri innamorato della cort x6?

Ne ho sentita una su you tube e sembra un ottima chitarra..e costa pochissimo!Sui 200 se non meno

Se ti capita provala Jin!il mio liutaio ne ha una esposta,appena posso devo andare a povarla!

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Re: Domanda importantissima sulle chitarre elettriche!!

Messaggio da ma200360 » 04 feb 2008, 17:15

Reziel ha scritto:Piccolo OT

Ma,sbaglio o ti eri innamorato della cort x6?

Ne ho sentita una su you tube e sembra un ottima chitarra..e costa pochissimo!Sui 200 se non meno

Se ti capita provala Jin!il mio liutaio ne ha una esposta,appena posso devo andare a povarla!

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Re: Domanda importantissima sulle chitarre elettriche!!

Messaggio da jin » 04 feb 2008, 20:29

Poi fammi sapere!!!!!Se poi vorresti acqiustarla fai riferimento a queste indicazioni:

-----------------------------COME VALUTARE LA QUALITà DELLA CHITARRA---------------------------------

Partendo dall’assunto che sia meglio analizzare le cose piuttosto che fare la figura dei fessi spendendo tanti soldi magari per una chitarra di marca nota, e poi trovarsi un “barcone in cartapesta”, è opportuno analizzare bene prima di ogni acquisto.

Non è vero l’assunto secondo cui le chitarre economiche fanno schifo così come non è vero che per avere qualità bisogna per forza spendere cifre da capogiro.
È invece molto vero che chitarre di marche stra-arci-note e iper-costose poi si dimostrino BUFALE.
Qualcuno difende a spada tratta la sua posizione asserendo che certe marche vengano usate dai DIVI, non pensando che è solo per Endorsement ( la casa madre paga l’artista/il gruppo/il management degli stessi, a titolo di propria sponsorizzazione ) e SCORDATEVI ripeto SCORDATEVI che la tal chitarra della tal marca, magari serie SIGNATURE, sia identica a quella che ha il divo di cui alla “signature” stessa. Il DIVO in oggetto, ha una chitarra fatta da quella casa, ma con materiali e con rifiniture TOTALMENTE DIVERSE da quelle che potreste mai avere voi !!! In quanto appunto se la fa fare su misura. Un qualcosa che a voi costerebbe un patrimonio.
Smitizzato questo punto, visto che ci cascano tutti come pere cotte, veniamo al dunque: come capire la bontà di una chitarra.
Rimanendo fermamente convinto che farsi fare una chitarra in liuteria sia qualitativamente più conveniente ed anche economicamente ( una chitarra SERIA fatta in liuteria secondo le vostre specifiche, NON SUPERA i 2 000 euro ! ), passo ad illustrare come invece testare le chitarre “da negozio”.
Quando andate in un negozio, non portatevi interferometri laser per misurare le chitarre … basta la TESTA ( se non l’avete è un problema in quanto non ho trovato in nessun motore di ricerca: dove acquistarne una . ). Portatevi un metro flessibile e magari il vostro accordatore. E chiedete al negoziante di poter usare anche IL SUO accordatore in modo da fare controlli incrociati.
Partiamo dalla cosa più semplice: le rifiniture. Non devono vedersi sbavature di alcun tipo né di colle né di vernici. In nessuna parte della struttura. Si osservi specialmente l’attacco del manico al body. Ma non solo quello. Si osservi come è rifinito il body attorno al ponte ( specie se è mobile come un Floyd Rose o un Wilkinsons ).
Poi la si prende in mano a “pancia in su”, si appoggia il body all’altezza del nostro naso con il manico rivolto verso l’esterno davanti a voi. Si osservi a raso i tasti. NESSUN tasto deve emergere più di un altro così come nessun tasto deve essere più basso di un altro.
Si osservi il manico. DEVE essere dritto e non ritorto sul suo asse ( warping ). Tutti i tasti se osservati a raso, devono essere in linea con il ponte e le sellette sul ponte seguire la curvatura dei tasti stessi ( ma in questo caso si può intervenire tarando l’altezza delle sellette ).
Poi si metta la chitarra in costa, ma sempre all’altezza del naso e si osservi che il manico sia DRITTO, non curvato a banana. Una minima curvatura la deve avere ma non la vedete in questo modo. In questa maniera il manico deve risultare DRITTO. Se vi mettete in controluce, la luce stessa vi può aiutare.
È importante in quanto un difetto nel truss-rod, o nel legno utilizzato, può incurvare irrimediabilmente il manico. La chitarra “friggerebbe” su diversi tasti e non sarebbe gestibile ed il manico deve essere sostituito.
Controllare il gioco delle chiavi. Non devono “ballare” devono essere lineari nell’allentare o tirare le corde.
Eseguito tutto ciò si controllino bene da vicino tutti i tasti. La base di essi DEVE essere attaccata al manico. Nessun tasto deve avere qualche distanza tra la propria base ed la tastiera. Niente del genere.
Controllate che il capotasto sia messo DRITTO e non storto in qualche maniera o con residui di colla. Un capotasto deve essere preferibilmente molto rigido ( ottimi quelli in grafite che costano POCHI euro ! ) e preferibilmente SENZA scanalatura per le corde. In questo modo le lascia vibrare, ed hanno maggiore sustain.
Se invece la chitarra ha un ponte tipo Floyd Rose, ha meccaniche auto-bloccanti ( come nel caso di Carvin ) oppure ha il blocca corde ( Jackson, Fender, ed altre ). Controllate che sia installato correttamente e non storti in qualche punto.
Misurate ora dal bordo del ponte al bordo interno ossia rivolto verso il ponte dell’ultimo tasto sul manico ( quello vicino al pick-up al manico ) al mi-cantino e misurate dal bordo del ponte al bordo interno sempre dello stesso tasto al mi-grave. La misura deve essere IDENTICA. Eseguite questo anche al 12mo tasto tanto per avere una conferma e se volete, fatelo su tutti i tasti. Non devono esserci tolleranze.
Non è una perdita di tempo. È una misura utile in quanto se anche uno dei tasti non è parallelo al ponte ed agli altri tasti, potete lasciare lo strumento dove si trova e passare ad un altro.
Il Body. Il materiale preferibilmente Mogano od Ontano. Questi legni, se il Body è fatto in monoblocco, risuonano bene e VIBRANO, li sentite nel petto. Allora provate a suonare corda per corda lo strumento SENZA collegarlo ad alcun ampli ( chitarra spenta ) e avvertite se il body vibra.
Se non vibra specie sui bassi in quanto le vibrazioni sono più ampie, significa che c’è qualche menzogna sul body stesso ( compensato/laminato al posto di body in monoblocco od altre simili amenità ) oppure ha su tonnellate di lacca. In tal caso lasciate la chitarra dove si trova. Cambiate strumento. Una chitarra è uno strumento, non una “cucina Scavolini” .
In teoria basterebbe bussare con le nocche delle dita sul body per capire se è "fuffa" o meno, ma o si ha esperienza in tal senso ( allora l’intero documento che ho scritto per voi è inutile ) oppure lasciate stare e procedete come qui descritto.
Supponiamo che ora tutto vada bene, accordate la chitarra con l’accordatore. Non connettete l’amplificatore, non serve. Accordatela e perdete tempo ( è un investimento ) nell’intonarla. Se al 12° tasto risulta intonata su tutte le sei corde ( se non lo è: procedete a tararla ), suonate ogni corda tasto per tasto. Sul vostro accordatore e su quello che il negoziante vi darà, le indicazioni devono rimanere LE STESSE.
Ossia supponendo che entrambi gli accordatori siano ok, e quando la corda è intonata suonando la nota si accenda la luce verde, su OGNI tasto la luce verde deve essere accesa.
Se su uno o più tasti non accade, significa che le tolleranze con cui i tasti sono stati montati: SONO ECCESSIVE e lo strumento è da paragonarsi ad un giocattolino. Anche se costa quattromila euro !
Lasciatelo lì. Passate ad un altro strumento ma in questo caso anche ad un’altra marca. Questi dati rappresentano la cura con cui le finiture e la realizzazione sono state fatte.
Se una certa marca ha questi difetti su chitarre a partire dagli 800-900 euro in su: lasciate perdere la marca.
Forse inevitabilmente qualche tasto nonostante tutto “friggerà”. Ciò a causa della taratura del trussrod nel manico ( barra di torsione ). Per controllarla è semplicissimo: si prema la corda al primo tasto ed all’ultimo tasto ( per esempio il mi-grave). Al centro della medesima deve esserci una piccolissima distanza tra: la parte superiore dei tasti e la corda. Questa distanza NON deve essere superiore o inferiore allo spessore di un CD e di una carta di credito sovrapposti. Se non è così: il truss-rod è da tarare. Poco male, l’operazione la si può fare anche a casa. Ma non pensiate che richieda 5 minuti.
Il legno, per ogni quarto di giro di vite del truss-rod, va lasciato DUE ORE a riposo in modo che si assesti, prima di provare ancora e di vedere se la taratura ha avuto effetto o se c’è bisogno di un’altra ritoccatina.
Arriva ora l’action ( azione, ossia spazio in cui la corda agisce ). La distanza cioè tra le corde e la parte superiore dei tasti. Un action scorrevole non deve superare i 2.5-3 mm tra la base della corda ( non si dimentichi che la corda è un cilindro orizzontale ) e la parte superiore dei tasti.
Ma dove misurare l’action ?
Lo si misura tra le corde ( in genere mi cantino e mi grave ) e la parte superiore dell’ultimo tasto sul body.
Se è troppo alto lo fate abbassare e lo si tara su tutte le corde.
Ovviamente dovrà essere ritoccato lievemente anche truss-rod. Bene lo fate fare e passate il giorno dopo a terminare le prove. Come già detto si deve lasciare il tempo al legno di assestarsi.
Non abbandonate una chitarra solo perché ha un action alto. È una scemenza assurda. L’action si può tarare agevolmente.
Se la chitarra monta ponti mobili, provate ad usarli pesantemente. Un Floyd Rose ad esempio o un Wilkinson od un tremolo Fender. Questo per verificare che l’accordatura tenga.
Ponete attenzione ad un particolare: di norma ( non sempre ) le corde della chitarra in negozio sono vecchie e comunque non di alta qualità. Sono montate giusto per tenere in tensione la struttura ma andrebbero cambiate subito dopo l’acquisto. Sapendo ciò, ASPETTATEVI che nell’uso del ponte mobile, si perda qualche percentuale sull’intonazione e che, una volta rilasciata la leva, non torni esattamente nella posizione di riposo. Questo in quanto le corde hanno perso ormai la loro elasticità.
Quello che conta è che TUTTE le corde, perdano in egual MISURA l’accordatura ( seppur di pochi punti percentuali ). Differenze implicano che vi sia stata una torsione del manico e che quindi le deformazioni elastiche che ha e che deve avere: non sono uniformi. Pertanto in tal caso: lasciate la chitarra dove si trova e passate ad un altro modello. È infatti possibile che quella chitarra abbia subito qualche grave shock durante la sua breve esistenza, e vi sia qualche danno a livello di fibre nel manico stesso.
Ora collegatela finalmente ad un amplificatore. Questo NON per sentire il suono. Una chitarra suona come una chitarra, mai come una tromba o un flauto. E nemmeno per sentire la timbrica, poiché dovete tenere in considerazione quanto segue: la timbrica è funzione di pick-up e corde E BASTA. Il sistema body/manico apporta miglioramenti notevoli solo nel sustain. La trasmissione di informazioni timbriche dei legni, in una chitarra elettrica laddove i pick-ups sono montati ma in modo lasco onde allontanare l’innesco dell’effetto Larsen ( feedback, fischio, o come dir si voglia ) ha un’influenza sul sound che è sotto di oltre 40 dB rispetto al suono primario delle corde. Ergo: è praticamente inavvertibile SPECIE se poi si iniziano ad usare distorsioni.
Inoltre considerate che gli ampli per chitarra, anche se dovessero essere lineari, non riproducono fedelmente. Gli altoparlanti limitano a 5 kHz la risposta in frequenza e tipicamente i diffusori COLORISCONO MOLTO il sound. Quindi la prova con l’ampli serve SOLO per testare la parte elettrica se funziona e COME funziona.
La collegate e provate se il commutatore dei pick-ups lavora in tutte le posizioni e se introduce oppure no: rumore di commutazione. Tutte le prove vanno fatte rigorosamente in CLEAN.
Se vi è ronzio, è molto probabile che il vano elettrico non sia schermato. Purtroppo poche case provvedono a questo. Tra esse vi sono: Jackson e Carvin, ma Fender ed altre non schermano convenientemente. Chiedete al negoziante/liutaio di provvedere successivamente, nel caso di acquisto, alla realizzazione della schermatura.
A questo punto passate al controllo dei potenziometri per vedere se fanno rumore nel ruotarli ( "gracchiamenti" vari, fruscii vari ). Nel caso lo facessero: chiedetene la sostituzione. Consiglio di NON risparmiare su questi pezzi. Usate potenziometri di altissima qualità: ALPS o PENNY & GILES. Vi durano un’eternità in qualsiasi condizione.
Inoltre SE POTETE, comprate una chitarra con elettronica attiva. Vi toglierete “di dosso“ un sacco di problemi ( come adattamenti di impedenza, problemi di ronzii, efficacia nel controllo dei potenziometri etc etc etc ).
Ora potete suonare qualche vostro preferito "riff". Nel frattempo, con le mani, avrete scaldato il legno del manico ed avete scaldato la verniciatura. Proverete quindi a verificare che la mano scorra sul manico ( anche senza toccare le corde ) senza che si attacchi ad esso, si appiccichi in qualche maniera. Se dovesse farlo è perché le vernici sono di scarsissima qualità. Ma se tutto il resto nella chitarra è ad ok, dubito che la casa trascuri un particolare come la verniciatura. Provare, in ogni caso, è un dovere. Se la timbrica non piace non preoccupatevi in quanto esso cambia al volo non appena cambiate le corde. Diversi tipi di corde danno diversi tipi di timbrica. Inoltre se continua a non piacervi, non è la chitarra ma sono i pick-ups. Poco male: questi basta sostituirli con altri modelli ed altri tipi. L’importante è che il resto della chitarra sia in ordine. La timbrica di un pickup può piacere a voi ma non ad altri e viceversa. Pertanto non è un difetto né una caratteristica della chitarra, ma è una caratteristica del connubbio tra pick-up e corde.



---------------------------------DIVERSI TIPI DI LEGNO-------------------------

Palissandro, frassino, ontano e via dicendo: ogni chitarra ha il suo legno, che influisce più di quanto si pensi sul suono finale.
Nelle chitarre acustiche e classiche il suono proviene dalla cassa acustica ed è quindi direttamente generato dalle vibrazioni del legno che la compone. Facile insomma capire che la qualità del legno (nonchè la forma) influisce in modo drastico sul carattere finale della chitarra.
Però la chitarra elettrica solid body non ha nessuna cassa di risonanza: il suono è generato dai pickup. Proprio questo ci porta a pensare che il tipo di legno usato non intervenga in alcun modo sul suono: sbagliato! Ovviamente legni diversi non portano alle grandi differenze che invece riscontriamo sulle chitarre dotate di cassa acustica, però in ogni caso i pickup e le corde sono fissati al corpo ed esso vibrando può dare impronte diverse allo strumento.
Se la forma del body è poco influente (notiamo infatti chitarre elettriche di qualunque forma) e consente quindi di cercare anche una certa ergonomia, la scelta dei legni resta importantissima. Materiali diversi hanno infatti diverse proprietà: ciascun legno possiede una sua particolare 'rigidità' e densità, dunque 'vibra' in modo diverso. Legni più rigidi, come mogano, palissandro e certi tipi di frassino, favoriscono i suoni più acuti, mentre i legni 'morbidi' esaltano i suoni bassi.
In realtà è difficile decidere così facilmente come il legno influisca sul suono: oltre alla densità, infatti, altri fattori come il peso effettivo del legno, la sua rigidità e la tecnica costruttiva dello strumento possono concorrere a generare un particolare suono.
Ciò è dovuto, come già detto, alle vibrazioni che il corpo riceve dalle corde e trasmette ai pickup, che dunque non sono esattamente immobili sotto le corde, determinando modifiche fondamentali nelle prestazioni dello strumento. Questo discorso ci aiuta anche a capire come sia importante un buon fissaggio dei pickup allo strumento: se bastano queste impercettibili vibrazioni intrinseche al materiale a modificare il carattere dello strumento, figuriamoci quelle generate da una vite lenta!
Inoltre il body è il supporto anche per meccaniche e ponte, ossia i punti di ancoraggio delle corde: facile insomma rendersi conto che i fenomeni vibrazionali del legno vanno a incidere anche sulla vibrazione delle corde.
Alla luce di tutto ciò possiamo anche capire perchè chitarre di materiali diversi siano tutto sommato poco diffuse, pur comportando spesso grandi vantaggi in termini di costi, lavorazione e robustezza: non tutti i materiali possiedono le caratteristiche giuste per garantire una buona prestazione sonora allo strumento.
Naturalmente si tratta globalmente di fenomeni microscopici. Tornando alla premessa iniziale, la vibrazione del legno è caratteristica fondamentale per una chitarra classica o acustica, ma si fa sentire ben poco sulla chitarra elettrica: genera differenze di suono quasi impercettibili, quindi non è il caso di correre a verificare la natura del legno che compone la nostra chitarra per valutare se cambiarla o meno. Semplicemente, siamo consapevoli di un altro fattore che influenza il suono finale del nostro strumento: il legno.


-------------------------CURVATURA DEL MANICO---------------------

Regolare la curvatura del manico: un parametro che si considera poco nella cura e nel settaggio dello strumento, ma che influisce notevolmente sulle prestazioni.
I manici delle nostre chitarre sono fondamentalmente dritti, anche se in molti casi presentano lievissime curvature rientranti o uscenti. Tuttavia molti elementi possono modificare accidentalmente la corretta curvatura del manico: condizioni di eccessiva umidità, lunghi periodi senza corde montate e urti fisici sono i fattori che più di tutti alterano la curvatura.
Per ovviare agli eventuali problemi che derivano da una curvatura del manico troppo accentuata vi è (su quasi tutte le chitarre) un registro di regolazione: si tratta di una vite posta dietro il capotasto (a volte nascosta sotto un coperchietto) e che agisce direttamente sulla barra di torsione (truss-rod), un'asta metallica che percorre il manico in tutta la sua lunghezza. Agendo sulla vite noi possiamo tendere la truss-rod e modificare così la curvatura del manico.
Prima di tutto però è necessario capire se il nostro manico è davvero troppo curvo: per fare ciò ci basta premere contemporaneamente la prima corda (E, mi basso) al I e XXIV (o XXII) tasto. Osservando i tasti centrali dovremmo notare uno spazio tra corda e tastiera: tale spazio dev'essere circa 1/2mm. Uno spazio maggiore significa un manico curvo verso l'esterno, che deve essere quindi allentato, viceversa una distanza minore tra corda e tasto vuol dire che il manico è curvo verso l'interno e la barra di torsione andrà serrata.
A questo punto l'operazione da svolgere è semplice: dopo aver rimosso l'eventuale coperchietto che si trova dietro il capotasto, sulla paletta, possiamo accedere al dado (o vite, dipende dai modelli) di regolazione della barra di torsione. Stiamo bene attenti a serrare (o allargare) la vite in modo molto progressivo, effettuando nuove misurazioni ad ogni serraggio: solo in questo modo possiamo essere sicuri di trovare la curvatura giusta.
Inoltre, se dobbiamo allentare la vite, ossia correggere una curvatura verso l'esterno, conviene smollare di un po' la vite fino a superare la giusta curvatura e poi procedere a serraggi progressivi: questo metodo ci consente alla fine di ottenere una regolazione più stabile. In pratica, se abbiamo un manico curvo verso l'esterno, lo allarghiamo fino a farlo diventare curvo verso l'interno, per poi stringerlo al punto giusto.
Teniamo comunque sempre presente che la barra di torsione deve fondamentalmente flettere il legno del manico: è un assestamento che richiede diverse ore, quindi dopo aver serrato e prima di effettuare la verifica lasciamo al legno il tempo di deformarsi.
Gli effetti di una corretta regolazione sono molteplici: innanzitutto se il manico è troppo curvo verso l'esterno le corde saranno troppo lontane dai tasti per assicurare una buona suonabilità e la regolazione dell'action non sarà fedele. Al contrario, un manico curvo verso l'interno farà 'friggere' le corde sui tasti metallici e ridurrà drasticamente l'action ed il sustain.

Mi raccomando, fammi sapere tutto di sta cort!!Fatti dare dei consigli sinceri dal tuo liutaio!!!A presto


:beer:

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Re: Domanda importantissima sulle chitarre elettriche!!

Messaggio da Reziel » 04 feb 2008, 20:50

Molto utile l'articolo!Bravo Jin ;)

Non appena avrò un po di tempo andrò a provarla con piacere!anche se spero che non mi piaccia..perchè non ho soldi per prenderla e se me ne innamoro sono fregato :pianto: :pianto: :Very Happy:

Scherzi a parte,mi interesserebbe alquanto sapere con che legni è costruita e sopratutto se è upgradabile!Certo,probabilmente suona bene gia così(a come ne parlate in molti ^^ ) ma col tempo qualche miglioramento è,se non inevitabile,quantomeno possibile

Avrei potenziato la mia prima chitarra(la mia adorata yamaha rgx220dz :ciao: )ma ahimè ho scoperto che ha il body rigato(quantomeno la vernice..dovrei smontare il manico ma non ho tempo),o meglio spaccato accanto al tacco del manico... :pianto: :pianto:

OT a parte se anche tu hai l'opportunità di provarla facci sapere che te ne pare !

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Re: Domanda importantissima sulle chitarre elettriche!!

Messaggio da jin » 04 feb 2008, 22:32

Certamente....Spero!!!!Se il tuo liutaio te la consiglia ancora meglio...chi meglio di lui....!!!! :rocken:

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Re: Domanda importantissima sulle chitarre elettriche!!

Messaggio da ma200360 » 04 feb 2008, 22:57

Reziel ha scritto:Molto utile l'articolo!Bravo Jin ;)

Non appena avrò un po di tempo andrò a provarla con piacere!anche se spero che non mi piaccia..perchè non ho soldi per prenderla e se me ne innamoro sono fregato :pianto: :pianto: :Very Happy:

Scherzi a parte,mi interesserebbe alquanto sapere con che legni è costruita e sopratutto se è upgradabile!Certo,probabilmente suona bene gia così(a come ne parlate in molti ^^ ) ma col tempo qualche miglioramento è,se non inevitabile,quantomeno possibile
Manico in acero scarf-neck e corpo in tiglio. Upgradabilissima, secondo me !
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