A proposito di chitarre "Jazz"

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Dogat
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A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da Dogat » 10 dic 2008, 06:55

Un saluto da parte mia a tutti quanti voi,

ho sempre letto con molto interesse, nel più vario mondo virtuale, le argomentazioni riguardanti il mondo delle chitarre Jazz/semiacustiche, perchè interessato da sempre alle opinioni, dalle positive alle negative per quello che concerne la strumentazione presente sul mercato.

In modo particolare e specifico proprio per quello che riguarda una particolare marca ed una serie particolare, massacrata a dovere nella maggioranza dei casi e dei vari forum dispersi nel panorama mediatico, si tratta poche parole della "Ibanez serie Artcore".
Devo dire che per mia fortuna o sfortuna, questo non lo si può mai dire, non ascolto mai i consigli di nessuno riguardo alla scelta di uno strumento musicale, fuorchè seguire alla lettera tutti gli insegnamenti ricevuti, venticinque anni fà, da un carissimo amico, chitarrista jazz, liutaio, che purtroppo è venuto a mancare lo scorso anno per un male incurabile.

Infatti nel corso del tempo ho acquistato una AG-75 poi una AF-75 TDG, stò attendendo la AK-95, una domanda che potrebbe sorgere sarebbe ma che cosa te ne fai di queste chiatarre uguali?

Ognuna è differente per la combinazione o la totalità dei legni(Sicomoro-Acero in laminatura) il sicomoro è l'acero di montagna che non è uguale all'acero, stessa famiglia, ma non uguale....infatti possiamo tranquillamente dire che un italiano è simile ad un norvegese ma non sia uguale...risultato due differenti sonorità, rese più vive dal procedimento a cui sottopongo ogni chitarra, regolazione del truss-rod, action, poi inevitabile il cambio dei pickup con combinazioni, anche di differenti marche fra loro(manico-ponte) che provo fino ad ottenere la sonorità desiderata da quella chitarra, per sfruttare al meglio sia la conformazione della cassa come pure la "fattura" lignea della stessa....sulla AG-75 al "manico" ottimo un SH2 ("siamo-io-ed-il-cane" come li chiamo io in forma scherzosa ovvero i Seymour-Duncan), per la AF-75, sempre al manico, divertenti e molto validi i poco considerati "Gypson"costano meno degli altri e vanno proprio bene, per la AK-95 che è fatta totalmente in sicomoro penso che mi orienterò su qualche Di-Marzio, anche qui sempre deciderò di testa mia, senza "conformizzarmi" al conformismo, scusatemi il giro di parole, dove quasi si "impone" per forza questo al posto dell'altro, bisogna sempre chiedersi che suono voglio ovvero se "cotonato" oppure "aperto", poi saprete benissimo che l'azione sulla regolazione dei toni è fondamentale, ma ci sono sensori che lavorano meglio quando usiamo toni "smorzati" e sensori che sono più indicati per sonorità medio-aperte.

Questo mio piccolo articolo vuole solo dire una piccola cosa che l'importante è scrutare a fondo ogni strumento musicale, provarlo, metterci tutto il tempo possibile prima di deciderne l'acquisto ricordandosi una cosa sempre, che se si ha la possibilità di avere a realtivo "basso costo" un ottimo strumento di liuteria-industriale, anche se fatto in Cina dalla Ibanez stessa, non è detto che sia una schifezza, anzi confermo invece l'esatto l'opposto, spero mi scuseranno i detrattori di questa serie di chitarre.

Per maggior aggiunta vi posso dire che la mia prima chitarra è stata ed è ancora la Gypson 175, da ventisei anni che "suona", ora con le nuove adepte, fra le mie dita, con quei suoi pkup "nichelati" che hanno fatto nel tempo una leggera "velatura di ossido", proprio perchè nichelati e non cromati, che non cambierei per nessuna moderna 175 "resuscitata o rinvivita", come fregia di nome la Gypson moderna e vi dico che se Nashville fosse a due passi andrei dal "Signor Gypson" a spaccargliele in testa le "resuscitate 175 moderne"....proprio perchè di resuscitato hanno solo la foggia ed il marchio...a buon intenditore...meglio la Epiphone 175 "copia" cambiando i pickup, ne ho avuto sottomano in quest'ultimo periodo ben tre, provate riassettate e restituite ai legittimi proprietari, ascoltate poi in "live", molto, ma molto divertenti.

Molti potranno obiettare, in questa serie di chitarre "low-cost" sul fattore "tasti" ovvero asserendo che alle estremità spesso il metallo parrebbe semi-tagliente, per il taglio di "rifinitura "a spigolo vivo che viene dato allo stesso, poi per chi ha le dita un pò meno lunghe il "fastidio" lo può sentire, al contario del sottoscritto, bene se non siete sicuri delle modifiche da farsi,comprese pure action, truss-rod e quindi tasti stessi con delle micro-lime da metallo, andate da un mastro-luitaio, che con poca spesa vi porterà la chitarra definibile "low-cost" agli stessi livelli delle blasonate moderne "hight-cost" dove per l'appunto di "hight" c'è solo il prezzo d'acquisto.

Senza dubbio sò che mi attirerò addosso le "ire funeste dei pelidi achilli difensori, come decenni fà pure io ero, dei solo più, oggigiorno, grandi nomi, ma di minor qualità", ma ci sono abituato e questo non mi spaventa per nulla, d'altronde il bello della vita è essere se stessi, scegliere con la propria testa e non essere mai "gli altri"...d'altronde il Jazz insegna proprio quello perchè è sempre migliore e più appagante "Non suonare quello che c'è, ma suonare quello che non c'è"


Buone note musicali a tutti quanti voi e grazie per avermi letto e visto che siamo nelle vicinanze un felice Natale per un migliore Anno Nuovo.

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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da ma200360 » 10 dic 2008, 08:31

:welcome:

Concordo su molte cose, in particolare sulle Artcore.
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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da MkMouss » 10 dic 2008, 09:49

:welcome:

Ciao...
io, come puoi vedere dalla mia firma, posseggo una Gibson ES335..
non suono Jazz.

La penso come te sotto taaaantissimi versi...
Le ibanez semiacustiche sono davvero delle belle chitarre come d'altronde le Epiphone..

Quello che non capisco onestamente è quest'accanimento verso i marchi + blasonati...

Chi compra una Gibson decide di spendere migliaia di euri sopra un pezzo di legno (e che pezzo!!! :Very Happy: )
secondo voi un qualsiasi essere umano che non può permettersi di pagare sull'unghia tanti soldi, non s'immagina quanti di quei soldi vanno nelle tasche del sig Fender (nuovo proprietario della Gibson) solo per il fatto di mettere quei 5 grammi di madreperla in cima alla paletta della chitarra???

C'è da dire che anche se la differenza di qualità non giustifica la grandissima differenza di prezzo, il prodotto Gibson rimane di qualità superiore e quello lo paghi.. in parte paghi anche la rivendibilità stessa dello strumento e la sua originalità che ti garantiscie una certa rivalutazione nel tempo!

è un pò il discorso Ferrari - porsche ... alla fine fanno 360 tutte e due... solo che la ferrari tra 30 anni ti vale di più e le rifiniture sono migliori...
ma, in effetti, fra le due non ci corre poi così tanta differenza, se non per il prezzo!
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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da David » 10 dic 2008, 10:49

Dogat ha scritto:Un saluto da parte mia a tutti quanti voi,
Ciao e Benvenuto al Forum di Neesk :Very Happy:

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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da Dogat » 10 dic 2008, 11:29

Ciao a voi!

Grazie per il benvenuto rivoltomi da parte vostra e per l'attenzione rivolta al mio articolo, venti anni fà non era così e toccava pagare profumatamente ciò che oggi si riesce ad ottenere in egual misura, però con tutti gli accorgimenti necessari, un ottimo risultato...speriamo che alla Ibanez non se ne accorgano di questi loro "piccoli grandi gioielli serie Artcore", sennò finisce la pacchia per molti, perchè dal prezzo di acquisto basta aggiungere un centinaio massimo centocinquanta euro e ti ritrovi con un vero gioiello fra le dita, in aggiunta anche la differenza delle corde crea "l'atmosfera giusta", rigorosamente "flat" per il sottoscritto e con sonorità diversificanti a seconda della marca, stessa scalatura intendasi, le ho provate tutte quante, come le sigarette ai tempi, mi manca solo di montare le Fender Flat, ultimo acquisto "di curiosità" e poi anche lì il panorama corde ha una mia personale classifica, divertenti, ironizzando sull'origine delle stesse ovvero le "Austro-Ungariche" Tomastic sia 011 che 012, sustain valido.


Un saluto a voi tutti e piacere di conoscervi virtualmente!


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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da ma200360 » 10 dic 2008, 12:03

Dogat ha scritto:Ciao a voi!

Grazie per il benvenuto rivoltomi da parte vostra e per l'attenzione rivolta al mio articolo, venti anni fà non era così e toccava pagare profumatamente ciò che oggi si riesce ad ottenere in egual misura, però con tutti gli accorgimenti necessari, un ottimo risultato...speriamo che alla Ibanez non se ne accorgano di questi loro "piccoli grandi gioielli serie Artcore", sennò finisce la pacchia per molti, perchè dal prezzo di acquisto basta aggiungere un centinaio massimo centocinquanta euro e ti ritrovi con un vero gioiello fra le dita, in aggiunta anche la differenza delle corde crea "l'atmosfera giusta", rigorosamente "flat" per il sottoscritto e con sonorità diversificanti a seconda della marca, stessa scalatura intendasi, le ho provate tutte quante, come le sigarette ai tempi, mi manca solo di montare le Fender Flat, ultimo acquisto "di curiosità" e poi anche lì il panorama corde ha una mia personale classifica, divertenti, ironizzando sull'origine delle stesse ovvero le "Austro-Ungariche" Tomastic sia 011 che 012, sustain valido.


Un saluto a voi tutti e piacere di conoscervi virtualmente!


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E cosa ne dici delle "storiche" Dogal lisce, quelle con l' etichetta azzurra ?
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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da Frusciante » 10 dic 2008, 12:50

:welcome:
Che bello, si iscrivono sempre più persone competenti ed esperte che possono tramandarci i loro consigli su questo vasto mondo chitarresco.
:welcome:
un amico ha scritto:V. prima di uscire, deve chiedere il permesso alla chitarra.
un altro amico ha scritto:wa ma stai ancora suonando? sì e fierr! Pigliatell' na pausa.
http://24.media.tumblr.com/tumblr_lkl20 ... o1_400.gif :fumato:

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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da Dogat » 10 dic 2008, 13:21

E cosa ne dici delle "storiche" Dogal lisce, quelle con l' etichetta azzurra ?[/quote]


Altrochè, proprio 25 anni fà, etichetta azzurra, marchio rosso, inutile dire che il mio nick, con una lieve modifica lascia intendere dove vado a parare, ma sempre con occhio di riguardo a tutto quello che d'attorno capita, inutile aggiungere che proprio quella serie di corde della Dogal, incredibili e stupende, abbiano anche il "SI" rivestito, uniche nel loro genere, perchè le altre fabbriche, o chi per esse trafila, porta il rivestimento flat solo alla corda "SOL".

Sono ancora oggi le più care, vera fucilata, ma obbligatorie se usate su humb Gypson per "quel suono unico caldo e basta" Gypson per l'appunto, l'abbinata vincente, ottime poi le D'Addario, Tomastic, come pure, le spesso e sovente bistrattate, Galli che specialmente nella serie nuova, ovvero quelle con la confezione grigia scatolata, "mordono" a giusto punto in combinazione con "Siamo io e il cane al manico"(Seymor-Duncan SH-2) specialmente nella scaltura 012...io vado un pò di "grosso" ovvero monto "fildiferro da vigna" arrivando anche al 013(Galli per l'appunto) su una chitarra(ho veramente i solchi sui polpastrelli) per ottenere una particolare sonorità e sustain correlato in combinazione all'effettistica che uso(multi-effettistica) il non sò se anche qui famoso Digitech RP-80( stereo fondamentale questa caratteristica per me) che vista proprio "la schifezza di suoni"(ho letto cose del genere in giro per il mondo mediatico ma non su questo sito) che riesco a tirare fuori, ho acquistato anni fà e dovrebbe arrivarmi fra giorni l' RP-90 ovvero l'ultimo uscito che ha pure l'USB dimodchè posso "pastrocchiarci" pure con il mio Pc, simulando oltre ai già presenti pure ampli e relative combinazioni d'effetti, creati appositamente da me, cosa non di poco conto per quello che riguardano le combinazioni di patch ed elaborazioni a tavolino che posso farci, come pure nel progenitore ho fatto "a mano" senza che più nulla di originale della casa rimanesse dentro alla scatola magica.

Come detto già in precedenza, oggi non c'è più bisogno di spendere migliaia di euro per avere splendidi risultati, ma solo aver molta pazienza, sperimentare, pure con le delusioni incredibili e demoralizzanti che ne derivano a seguito(quante sono state!) ma solo così si arriva ad essere noi la musica e la relativa espressione di noi stessi e mai l'inverso, come pure mai e poi mai l'imitazione di chichessia.


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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da ma200360 » 10 dic 2008, 16:26

Dogat ha scritto: Altrochè, proprio 25 anni fà, etichetta azzurra, marchio rosso, inutile dire che il mio nick, con una lieve modifica lascia intendere dove vado a parare, ma sempre con occhio di riguardo a tutto quello che d'attorno capita, inutile aggiungere che proprio quella serie di corde della Dogal, incredibili e stupende, abbiano anche il "SI" rivestito, uniche nel loro genere, perchè le altre fabbriche, o chi per esse trafila, porta il rivestimento flat solo alla corda "SOL"...
Mamma mia, sapessi quanto le ho odiate, quelle corde lì... Erano le uniche corde da elettrica che si trovavano nella mia città e zone limitrofe, quando ho iniziato a suonare, nel '73; noi tutti giovanissimi chitarristi volevamo suonare il rock, ed era praticamente impossibile, con le Dogal lisce, ma altre non ce n' erano, per cui... Mi pare che le corde rigate non siano diventate disponibili, dalle mie parti, fino al '75-'76, per cui vedi un po' quanto abbiamo sofferto !
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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da Dogat » 11 dic 2008, 07:32

ma200360 ha scritto:
Dogat ha scritto: Altrochè, proprio 25 anni fà, etichetta azzurra, marchio rosso, inutile dire che il mio nick, con una lieve modifica lascia intendere dove vado a parare, ma sempre con occhio di riguardo a tutto quello che d'attorno capita, inutile aggiungere che proprio quella serie di corde della Dogal, incredibili e stupende, abbiano anche il "SI" rivestito, uniche nel loro genere, perchè le altre fabbriche, o chi per esse trafila, porta il rivestimento flat solo alla corda "SOL"...
Mamma mia, sapessi quanto le ho odiate, quelle corde lì... Erano le uniche corde da elettrica che si trovavano nella mia città e zone limitrofe, quando ho iniziato a suonare, nel '73; noi tutti giovanissimi chitarristi volevamo suonare il rock, ed era praticamente impossibile, con le Dogal lisce, ma altre non ce n' erano, per cui... Mi pare che le corde rigate non siano diventate disponibili, dalle mie parti, fino al '75-'76, per cui vedi un po' quanto abbiamo sofferto !


Immagino l'odio rivolto verso quella tipologia di corde per chitarra che per il genere che iniziavi a fare poco ben avevano da "dire"...mute come dei pesci immaginiamoci un Blackmore Dogal-Fenderizzato....inimmaginabile come binomio, anche se poi nel corso del tempo, la Fender, come mia meraviglia di questi giorni, fà le corde flat, non le ho ancora provate poi vedrò come vanno...

Su questo argomento adesso mi viene in mente una cosa e divagherò proprio sulla questione, scusandome in anticipo per la mia prolissicità, ma come dire nella testa ci sono un'insieme di "valvole" e quando se ne accende una poi partono anche le altre.
All'epoca(inizi anni '70) chi utilizzava corde "flat", benche ci fossero anche quelle "normali", quindi in controtendenza, sulle proprie chitarre erano dei gruppi che, il nazional-popolar-casadeismo, abituato a pane e romagna mia( mi scusino se presenti gli amici emilian-romagnoli non voglio essere offensivo, ma è solo una definizione di uno specifico standard musicale) definiva "strambi" ovvero gruppi come:
"Il Balletto di Bronzo ed il Rovescio della Medaglia", magari a molti questi nomi "suonaneranno come sconosciuti".
Nello stesso periodo anche un'altro gruppo fece capolino e poi divenne famoso, per il purtroppo "commercialmente masticabile", ovvero "Le Orme", ma il bello è invece ascoltare Le Orme prima maniera, che assieme a questi due gruppi rappresentavano, per l'epoca, proprio la "triade" della "musica sperimentale", gli unici che facevano da rimbalzo a questi nostri ragazzi erano Emerson e the Nice e con ben diverso successo negli Stati Uniti, mentre da noi erano solo dei "capelloni che si permettevano di prendere in giro la musica classica inserendoci strumentazioni assordanti elettriche per scompaginare la bellezza della partitura classica d'origine..."
Queste più o meno simili parole furono dette anche per quello che riguarda un altro gruppo italiano, poi divenuto famoso ovvero i "New Trolls, ai tempi di "Concerto Grosso", uno spettacolo anche quest'opera di De Scalzo&C ...infatti questi signori "puristi dei conservatori di pomodori", che affermavano simili castronerie, avendo pure potere sulle etichette nazionali discografiche, hanno immobilizzato in Italia, per decenni, il senso della musica che non è una divisione a "compartimenti stagni" ma l'esatto opposto, ma questo come ben saprai a me personalmente lo ha insegnato l'ambito jazz, dove a volte in base alle improvvisazioni, sulla base armonica presente, mi è capitato di inserire un fraseggio di brani famosi, proprio perchè i "compartimenti stagni" almeno per me non esistono.
Io ho gli lp proprio di questi gruppi, di una mia vecchia collezione, dalla quale ho fatto i cd e ogni tanto quando riascolto certi brani particolari si sente proprio in anticipo, nel 1970 quindi, quello che poi sarebbe venuto dopo come armonizzazioni nel genere rock contemporaneo.


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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da Dogat » 11 dic 2008, 07:36

Frusciante ha scritto::welcome:
Che bello, si iscrivono sempre più persone competenti ed esperte che possono tramandarci i loro consigli su questo vasto mondo chitarresco.
:welcome:

Ciao e grazie del benvenuto!

E' vero comincia la mia fase di "tramandare", come ai tempi fecero con me....ma porca miseria è già passato tutto questo tempo e io non me ne sono proprio accorto...



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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da ma200360 » 11 dic 2008, 08:37

Dogat ha scritto: Immagino l'odio rivolto verso quella tipologia di corde per chitarra che per il genere che iniziavi a fare poco ben avevano da "dire"...mute come dei pesci immaginiamoci un Blackmore Dogal-Fenderizzato....inimmaginabile come binomio, anche se poi nel corso del tempo, la Fender, come mia meraviglia di questi giorni, fà le corde flat, non le ho ancora provate poi vedrò come vanno...
"Fenderizzato" ? MEAZZIzzato, GALANTIzzato, EKOizzato, altro che Fender !

Le corde lisce le ha sempre fatte, la Fender, ma non si trovano facilmente, mi pare.
Dogat ha scritto: Su questo argomento adesso mi viene in mente una cosa e divagherò proprio sulla questione, scusandome in anticipo per la mia prolissicità, ma come dire nella testa ci sono un'insieme di "valvole" e quando se ne accende una poi partono anche le altre.
All'epoca(inizi anni '70) chi utilizzava corde "flat", benche ci fossero anche quelle "normali", quindi in controtendenza, sulle proprie chitarre erano dei gruppi che, il nazional-popolar-casadeismo, abituato a pane e romagna mia( mi scusino se presenti gli amici emilian-romagnoli non voglio essere offensivo, ma è solo una definizione di uno specifico standard musicale) definiva "strambi" ovvero gruppi come:
"Il Balletto di Bronzo ed il Rovescio della Medaglia", magari a molti questi nomi "suonaneranno come sconosciuti".
Nello stesso periodo anche un'altro gruppo fece capolino e poi divenne famoso, per il purtroppo "commercialmente masticabile", ovvero "Le Orme", ma il bello è invece ascoltare Le Orme prima maniera, che assieme a questi due gruppi rappresentavano, per l'epoca, proprio la "triade" della "musica sperimentale", gli unici che facevano da rimbalzo a questi nostri ragazzi erano Emerson e the Nice e con ben diverso successo negli Stati Uniti, mentre da noi erano solo dei "capelloni che si permettevano di prendere in giro la musica classica inserendoci strumentazioni assordanti elettriche per scompaginare la bellezza della partitura classica d'origine..."
Queste più o meno simili parole furono dette anche per quello che riguarda un altro gruppo italiano, poi divenuto famoso ovvero i "New Trolls, ai tempi di "Concerto Grosso", uno spettacolo anche quest'opera di De Scalzo&C ...infatti questi signori "puristi dei conservatori di pomodori", che affermavano simili castronerie, avendo pure potere sulle etichette nazionali discografiche, hanno immobilizzato in Italia, per decenni, il senso della musica che non è una divisione a "compartimenti stagni" ma l'esatto opposto, ma questo come ben saprai a me personalmente lo ha insegnato l'ambito jazz, dove a volte in base alle improvvisazioni, sulla base armonica presente, mi è capitato di inserire un fraseggio di brani famosi, proprio perchè i "compartimenti stagni" almeno per me non esistono.
Io ho gli lp proprio di questi gruppi, di una mia vecchia collezione, dalla quale ho fatto i cd e ogni tanto quando riascolto certi brani particolari si sente proprio in anticipo, nel 1970 quindi, quello che poi sarebbe venuto dopo come armonizzazioni nel genere rock contemporaneo.


Dogat.
Amo tuttora Le Orme, proprio da poco mi sono passato due o tre LP su MP3. Ricordo bene un loro concerto nella mia città, mi pare fosse il '75 o qualcosa del genere.

Occhio, io sono un vecchio progster, quei gruppi lì li conosco da sempre !
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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da Dogat » 11 dic 2008, 09:12

Ciao Ma,


il discorso di divagazione che facevo non era indirizzato a te specificatamente ma una divagazione generica da parte mia, a titolo di lettura generale su chiunque posi attenzione all'articolo come le successive repliche.
Non avevo dubbi che tu conoscessi i gruppi che ho citato, infatti spesso con qualche amico musicista "di ormai capello bianco" capita ancora oggi di parlarne e riascoltare brani e questo mettiamoci pure con un velo di nostalgia...il tempo passa purtroppo.

Inutile dire che fra Meazzi, Davoli ecc... come hai scritto ancora maggiori riaffiorano i vecchi ricordi miei con un scassatissimo impianto, che affittavamo, con casse "Semprini" e mixer Davoli che aveva l'eco a nastro, con il rischio sempre della folgorazione, specialmente per il cantante, vista la dispersione che c'era sullo chassis di metallo, come pure sul mic, dove la massa sia per la fabbrica come pure per noi era solo quella di Carrara...che tempi!

Per quello che riguarda le corde Fender flat io le ho trovate in Piemonte hanno una differenza rispetto a tutte quelle che conosco, concedimi una licenza poetico-anglofona la "flattatura" sta nel mezzo fra una corda normale per chitarra elettrica e quelle per una chitarra jazz è questo che mi ha incuriosito abbastanza per poi sentire il risultato in particolari brani musicali.


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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da AnkTheDevil » 11 dic 2008, 09:18

ma200360 ha scritto::welcome:

Concordo su molte cose, in particolare sulle Artcore.
felice possessore di ben 4 ibanez di cui 2 semiacustiche, una AF75T quella a cassa stretta con bigsby, e di una AS83, concordo sulla buona fattura delle ARTCORE ma anche di altre ibba,tipo le altre che posseggo, la ARC 300 e la RGA321..(l'RG a ponte fisso con corpo in mogano e top di acero) diciamo che in effetti solo la serie 75 AF, AS, AG, mi lascia un pò perplesso per la sonorità, direi che l'acero con cui sono fatte è un pelino poco stagionato, e le chitarre in molti casi risultano un pò mute, migliorano decisamente con il tempo, un collega di suonate, possiede una AF75 molto anzianotta, che suona decisamente bene, la mia AF75T in effetti all'inizio suonava molto peggio di quanto suoni oggi, ed è comunque la chitarra, che ha la maggior variazione di intonazione a seconda della temperatura esterna, colpa probabilmente anche del bigsby e del corpo completamente cavo nonostante la cassa stretta, l'AS83 invece è uno spettacolo, sia di colore, un violin sunbrust spettacolare, che di sonorità.... :Very Happy:

Prossimo acquisto, quando le finanze lo permetteranno, una bella AF105 da jazz cassa alta e con il solo PU al manico ( a bhe oggi si chiama PM35).... :Very Happy: ...in alternativa, anche io sarei per una bella AK95.... :rocken:
ZIO MA : Ank, io sono messo bene, a chitarre, ma tu stai diventando un' antologia !

Ibanez AFS 75 T pu coppia SD 59
Ibanez RGA 121 VLF pu SD JAZZ, JB
Ibanez ARC 300 pu GIBSON 490R/498T
Ibanez AS 83 VSB pu GIBSON 57/57plus
Bach telecaster pu SD hot for tele manico/ ponte SD SH11
Ampli PEAVEY CLASSIC 30
Ampli FENDER HOT ROAD

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Re: A proposito di chitarre "Jazz"

Messaggio da ma200360 » 11 dic 2008, 17:29

Dogat ha scritto:...
Inutile dire che fra Meazzi, Davoli ecc... come hai scritto ancora maggiori riaffiorano i vecchi ricordi miei con un scassatissimo impianto, che affittavamo, con casse "Semprini" e mixer Davoli che aveva l'eco a nastro, con il rischio sempre della folgorazione, specialmente per il cantante, vista la dispersione che c'era sullo chassis di metallo, come pure sul mic, dove la massa sia per la fabbrica come pure per noi era solo quella di Carrara...che tempi!
E voi eravate fortunati, ad avere un impianto: noi non avevamo neanche quello, le Semprini ce le sognavamo ! Con l' eco, poi...
Dogat ha scritto: Per quello che riguarda le corde Fender flat io le ho trovate in Piemonte hanno una differenza rispetto a tutte quelle che conosco, concedimi una licenza poetico-anglofona la "flattatura" sta nel mezzo fra una corda normale per chitarra elettrica e quelle per una chitarra jazz è questo che mi ha incuriosito abbastanza per poi sentire il risultato in particolari brani musicali.
E in effetti sono le uniche corde flat che non mi dispiacciono, o meglio, dispiacevano, visto che non le monto più da almeno 25 anni e sì e no ricordo che suono hanno. Sono un po' diverse dalle solite corde "da jazz", in effetti, che hanno quel suono cupo, "chiuso", che piace proprio solo a voi jazzisti... Ma come fa a piacervi ? :Very Happy: Scherzo, naturalmente, nel vostro genere sono più che adatte, ma io non mi ci trovo proprio, con quelle corde lì :senzasperanze:

Intendiamoci: è anche l' invidia che mi fa parlare così, siamo onesti; probabilmente, se avessi le capacità necessarie per suonare quelle cose lì, le suonerei, e userei anch' io le corde lisce, chissà. Peccato che "quelle cose lì" non mi piacciano proprio...
"Five strings, three chords, two fingers, one asshole !"

Keith Richards

"We needed to free the bass player from the big doghouse, the acoustic bass."

Leo Fender

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