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	<title>Neesk - Chitarra On line</title>
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	<description>Chitarra On line</description>
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		<title>Regolazione truss-rod</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 14:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neesk.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riparazione e Manutenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[A cosa serve l&#8217;anima o truss-rod? Le corde applicano una forza tra meccaniche e punto di aggancio. Tale forza è responsabile della curvatura del manico. Chitarre senza rinforzi adeguati soffrono di problemi seri di curvatura eccessiva del manico, che causa un&#8217;action esagerata e suonabilità  limitata (le corde friggono).
Per ovviare a questi problemi furono introdotte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A cosa serve l&#8217;anima o truss-rod? Le corde applicano una forza tra meccaniche e punto di aggancio. Tale forza è responsabile della curvatura del manico. Chitarre senza rinforzi adeguati soffrono di problemi seri di curvatura eccessiva del manico, che causa un&#8217;action esagerata e suonabilità  limitata (le corde friggono).<br />
Per ovviare a questi problemi furono introdotte le anime nei manici. Le prime anime erano fisse, barre di ebano o metallo inserite sotto la tastiera per irrigidire la struttura. Poi furono introdotte le anime regolabili, che avevano la funzione di contrapporre una spinta contraria a quella generata dalle corde. Se le corde fanno piegare il manico in un senso l&#8217;anima lo fa piegare in senso opposto. </p>
<p>Ecco come si fa a regolare l&#8217;anima di una chitarra (o truss-rod).<br />
Occorrente: una riga da meccanico di acciaio da 50cm (costo circa una decina di euro), set di brugole a passo metrico e/o americano oppure chiave a tubo a seconda del tipo di anima da regolare.<br />
Si posiziona la riga sopra ai tasti a fianco del mi grosso. Ci devono essere alcuni decimi di aria attorno al tasto 5-7 che vanno via via riducendosi tanto verso i tasti superiori che quelli inferiori. Fate particolare caso al tasto 12: non ci deve quasi essere aria, se ce n&#8217;è tanta (o poco meno) quanta è presente attorno ai tasti 5-7 è un pessimo segno.<br />
Posizionate adesso la riga a fianco del mi cantino: c&#8217;è lo stesso andamento del mi grosso?  E&#8217; facile che la risposta sia no, in qual caso abbiamo un problema in più: la tastiera è asimmetrica.<br />
A questo punto dobbiamo individuare la regolazione dell&#8217;anima. Sulle Gibson, Ibanez, Yamaha, Rickenbacker etc.. bisogna svitare il coperchio sulla paletta (1, 2 o 3 viti a croce) per avere accesso alla brugola. Le Fender invece hanno un Dio tutto loro: la regolazione può essere tanto sulla paletta che alla fine del manico, può essere tanto a brugola che a cacciavite, sulla paletta ci può essere il foro entro cui bisogna infilare la brugola corretta oppure ci può essere il bullet cromato che ne esce. Le Blade alla fine della tastiera hanno un coperchietto tenuto fermo da due viti: tolto il coperchio si ha accesso ad un perno forato che regola l&#8217;anima. Similmente alcune chitarre degli anni &#8216;60 (Galanti ed alcune Eko ad es) hanno la regolazione tramite rotella forata posizionata alla fine della tastiera. In questi casi non si usa la brugola o il cacciavite, ma occorre un perno apposta. In sostituzione si può usare un punteruolo.<br />
 Di tutti questi sistemi il più rognoso è quello Fender vintage (regolazione sulla testa del manico). Per effettuare la regolazione bisogna infatti smontare il manico. Alcuni pretendono di regolare la vite a croce non smontando il manico: così facendo si rovina il battiplettro di sicuro e ci sono seri rischi di rovinare anche la vite di regolazione ed il legno circostante, magari spaccando nel contempo il cacciavite. Da evitare!</p>
<p> Esistono anime a doppia azione e anime a singola azione. Nel 99% dei casi sono a singola azione, ovvero il mettere in tiro l&#8217;anima corrisponde solo ad una “spinta” dei tasti 5-7 verso le corde. Con le anime a doppia azione si possono tanto avvicinare quanto allontanare quei tasti dalle corde. Certi bassi Warwick hanno la doppia azione e, disgraziatamente, funzionano in modo ROVESCIO alle anime tradizionali, quindi avvitando si ALLONTANANO i tasti. Poi ci sono le doppie anime. Chitarre e bassi Rickenbacker hanno due anime con cui si può regolare anche l&#8217;effetto elica della tastiera (o almeno ci si può provare&#8230;) Ogni anima ha quindi bisogno di una chiave idonea per essere regolata. Le Gibson hanno un dado e richiedono una chiave a tubo da 8mm, alcune Ibanez invece una chiave a tubo da 7mm. Le Rickenbacker vogliono una chiave a tubo di passo americano (non usare chiave a tubo con passo metrico). Le Blade e alcune vecchie chitarre necessitano un perno apposta (un punteruolo in sostituzione). Le Fender vintage un cacciavite con taglio a croce. Tutte le altre una brugola.<br />
ATTENZIONE! Non sempre le viti all&#8217;interno dello scavo sono di passo metrico, spesso richiedono una brugola a passo americano (in pollici). Usare una brugola metrica su queste anime può significare spanarne la testa, con conseguente impossibilità di regolazione. La brugola si deve inserire in modo preciso e non deve avere troppi laschi. Non deve ruotare liberamente per alcuni gradi senza girare contemporaneamente la vite su cui è inserita. Adesso si può provare a tendere e allentare l&#8217;anima. Prendete nota dell&#8217;aria esistente tra il tasto 5 e la corda. Se lo strumento è dotato di anima ad azione singola girate in senso orario (se ad azione doppia in senso antiorario) per diminuire la curvatura del manico. Si tratta di fare un ottavo di giro alla volta CON LA CHIAVE IDONEA E SENZA MAI METTERE TROPPA FORZA.<br />
Se trovate difficoltà a girare può essere che l&#8217;anima sia arrivata a fine corsa oppure che la testa/dado si sia grippata. Nel qual caso vedere più giù.<br />
L&#8217;aria tra il tasto 5 e la corda deve diminuire. Se non diminuisce fate un altro ottavo di giro. Lasciate almeno un paio di ore che le tensioni si assestino (meglio sarebbe una notte intera) e ricontrollate.<br />
Adesso provate a fare l&#8217;operazione inversa, ovvero girate la vite in senso antiorario (sempre un ottavo di giro alla volta) e annotate la differenza tra tasto 5 e corda. Nel caso ripetete, lasciate un po&#8217; di tempo e guardate come procede.<br />
 Se non riuscite a girare la testa dell&#8217;anima può essere chi siate arrivati a fine corsa oppure che si sia grippato tutto. Come si fa a sapere quale dei due? Bisogna togliere del tutto il dado/testa e lubrificare adeguatamente l&#8217;area interessata. Può essere sufficiente anche ingrassare la parte della testa che è a contatto con l&#8217;anima. Personalmente uso un lubrificante spray. Poi si prende nota dello spazio esistente tra tasto 5 e corda, e si avvita (o si svita, anima ad azione doppia) fino a trovare i valori desiderati.<br />
Capita molto raramente che l&#8217;anima non svolga la funzione per cui è stata progettata, e che non curvi il manico. In quel caso non c&#8217;è molto da fare: è impensabile porre rimedi fai-da-te.<br />
In tutti gli altri casi si passa da uno spazio &#8220;molto ampio&#8221; tra tasto 5 e corda ad uno sempre minore via via che si tende l&#8217;anima (avvitando sempre in senso orario).<br />
IN NESSUN CASO APPLICATE UNA FORZA ECCESSIVA SULLO STRUMENTO CHE REGOLA L&#8217;ANIMA: POTRESTE SPEZZARE LA STESSA OPPURE SPANARE LA TESTA.<br />
Ogni anima lavora a modo suo, ci sono anime che reagiscono istantaneamente, altre che sono invece più lente. Alcune hanno un&#8217;azione progressiva a partire dai tasti 5-7 altre invece fanno dei &#8220;buchi&#8221; o &#8220;dossi&#8221; da qualche parte della tastiera. In nessun caso l&#8217;anima regola il manico verso la fine, ma sempre e solo nella parte centrale. </p>
<p>Da cosa si distingue un manico tarato da uno starato? La prova va fatta con corde nuove o usate pochissimo e setup corretto (in modo particolare single coil sufficientemente lontani dalle corde e action adeguata): le note non devono frustare in nessuna posizione.<br />
 In caso contrario possiamo identificare diversi problemi:<br />
Caso 1-le corde suonano bene nelle prime posizioni ma frustano e le note si smorzano dal 12° tasto in poi.<br />
Caso 2-le corde suonano bene alla fine della tastiera ma frustano e le note si smorzano sui primi tasti.<br />
 Caso 3-le corde suonano in maniera poco soddisfacente lungo tutta la tastiera.<br />
 In ogni caso le note smorzate ci stanno a indicare dove sta il problema.<br />
 Il caso 1 è tipico di un&#8217;anima troppo lasca: l&#8217;aria tra tasto 5 e corda è esagerato, quindi c&#8217;è un sacco di spazio sui primi tasti perchè la corda vibri bene, ma tale spazio viene drasticamente ridotto verso fine tastiera. Il rimedio è tirare un po&#8217; l&#8217;anima (avvitandola in senso orario)<br />
Nel caso 2 il problema è l&#8217;anima troppo tesa: manca aria nei primi tasti e le note vengono soffocate. Al contrario la parte alta della tastiera va bene. Il rimedio è allentare l&#8217;anima, girando in senso antiorario la vite.<br />
In questi due casi esiste un limite.<br />
Caso 1- siamo arrivati a fine corsa con la regolazione dell&#8217;anima. Nel caso vedere la procedura di lubrificazione, potrebbe trattarsi solo di un grippaggio.<br />
Caso 2- la vite è allentata del tutto. Significa che il legno si è imbananato e pure con la tensione delle corde presente non recupera quell&#8217;aria di cui le corde hanno bisogno per suonare bene.<br />
Il caso 3 significa che la tastiera fa una esse, sale e scende per poi risalire e magari ci sono dei denti (tasti sollevati) un po&#8217; dappertutto. In questi casi abbiamo poco spazio tra il tasto 5 e la corda, poco spazio tra l&#8217;ultimo tasto e la corda e troppo spazio tra il tasto 12 e la corda. Tipicamente è stata tirata un po&#8217; troppo l&#8217;anima per limitare il buco attorno al tasto 12, con conseguente problemi sui primi tasti. Allentarla per potere ristabilire la giusta aria sui primi tasti significa creare un buco attorno al tasto 12, con conseguente insuonabilità da metà tastiera in poi (note smorzate, sustain zero).<br />
 In tutti questi tre casi si può di volta in volta ricorrere alla spianatura dei tasti (se c&#8217;è abbastanza metallo per garantire un risultato adeguato), alla curvatura a caldo (con una percentuale non irrilevante di rischio che a distanza di tempo tutto ritorni come prima) o al rifacimento della tastiera (togliere i tasti, spianare il legno della tastiera e rimettere i tasti).<br />
Occorre sottolineare come ad ogni movimento dell&#8217;anima corrisponda uno spostamento dell&#8217;action. Tirando l&#8217;anima diminuisce l&#8217;aria tra tasti e corde e di conseguenza anche l&#8217;action si abbassa. Viceversa allentando l&#8217;anima viene ad aumentare tanto l&#8217;aria tra tasti e corde quanto l&#8217;action. E&#8217; chiaro che le varie prove vanno fatte a PARITA&#8217; DI ACTION. Action diverse danni risultati diversi, più alta è l&#8217;action e minore sono i problemi riscontrati. Quindi va segnata la distanza tra 12° tasto e corda e va riportata allo stesso valore dopo ogni regolazione dell&#8217;anima per avere dei confronti sensati.<br />
Nel caso di ponti mobili tipo Floyd ricordatevi di  NON REGOLARE I PIVOT SENZA AVERE PRIMA TOLTO LE MOLLE O ALLENTATO LE CORDE.  Il rischio non troppo remoto è di rovinare coltelli del ponte e filo della vite in un solo colpo.</p>
<p>Un&#8217;ultima precisazione sull&#8217;effetto elica: le corde grosse tirano di più di quelle sottili. Di conseguenza la parte del manico dove queste ultime poggiano è meno soggetta a sollecitazioni rispetto l&#8217;altra parte. Tutto questo si traduce in una diversa pressione (e quindi curvatura) del manico a seconda della posizione.<br />
Succede spesso che l&#8217;aria tra il Mi grosso ed i tasti sottostanti abbia una disposizione diversa tra quella esistente tra il Mi cantino ed i tasti sottostanti.<br />
In particolare succede spesso che il Mi cantino dica che l&#8217;anima sia regolata correttamente mentre il Mi grosso dica che l&#8217;anima sia regolata troppo lasca.<br />
O viceversa che il Mi grosso dica che la regolazione sia giusta ed il Mi cantino dica che l&#8217;anima sia troppo tesa.<br />
Se siete in questa situazione provate a traguardare il profilo del capotasto con il profilo della cassa: vedrete quasi sicuramente che il capotasto dove passa il Mi grosso è più alto rispetto a dove passa il Mi cantino. In altre parole il manico si è “avvitato” proprio a causa delle differenti tensioni.<br />
Se lo strumento è marcato Rickenbacker ci sono due separate tarature dell&#8217;anima da fare: una per la parte relativa ai cantini e l&#8217;altra per la parte relativa alle corde basse. Questo significa regolazioni SEPARATE e quindi buona probabilità di far rientrare l&#8217;effetto elica.<br />
In qualsiasi altro caso si rende necessaria la spianatura dei tasti o al limite il rifacimento della tastiera, come spiegato sopra.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;<br />
di Giorgio Menon</p>
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		<title>Correnti disperse</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 14:01:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avete presente quello spiacevole pizzicorino che vi coglie quando sfiorate con una parte sensibile come l&#8217;avambraccio le corde della chitarra collegata all&#8217;ampli?
Quella sensazione antipatica vi sta segnalando che la vostra chitarra è sotto tensione. Ovvero che ci sono delle correnti parassite non fugate dall&#8217;impianto e che vogliono usare il vostro corpo per finire a terra.
Che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete presente quello spiacevole pizzicorino che vi coglie quando sfiorate con una parte sensibile come l&#8217;avambraccio le corde della chitarra collegata all&#8217;ampli?<br />
Quella sensazione antipatica vi sta segnalando che la vostra chitarra è sotto tensione. Ovvero che ci sono delle correnti parassite non fugate dall&#8217;impianto e che vogliono usare il vostro corpo per finire a terra.<br />
Che mi crediate o meno il vostro corpo non è stato progettato per fugare le correnti disperse, al punto che alle volte questa attività è così pericolosa da lasciarci le penne.</p>
<p>Esistono quindi correnti di dispersione che DEVONO essere fugate massa da un&#8217;impianto adeguato. Esistono delle leggi precise al riguardo ( DM 37/2008 -ex L. 46/90 e DPR 462/2001) e non c&#8217;è deroga a tali leggi.<br />
Quel pizzicorino vi ricorda che siete collegati ad un impianto elettrico fuori legge, o che il collegamento ad un impianto perfettamente in regola è stato fatto in modo inadeguato. Di questo ne parleremo dopo.</p>
<p>Le correnti di dispersione si possono distinguere in due: <br />
1-a bassa intensità (sotto i 30mA)<br />
2-ad alta intensità (sopra i 30mA)</p>
<p>Per queste ultime esiste il salvavita, che è una &#8220;bilancia di corrente&#8221; che pesa la corrente che entra e la corrente che esce. Se la differenza è superiore ai 30mA scatta, interrompendo l&#8217;erogazione. Questi dispositivi vanno controllati periodicamente perchè si guastano e non scattano più.</p>
<p>C&#8217;è solo un modo per evitare e basse correnti: un buon impianto di terra. Tutte quelle tensioni che invece di tornare al neutro se ne vanno in giro per casa non sono nocive se l&#8217;impianto di terra se le porta, appunto, a terra, dove spariscono.<br />
Tutte le apparecchiature in commercio sono in isolamento semplice (necessitano di collegamento a terra, come gli amplificatori per strumenti) oppure in isolamento doppio (trapani, frullatori etc&#8230;) e non necessitano di  collegamento quindi di presa di terra.<br />
Le spine devono essere di tipo omologato per l&#8217;apparecchiatura cui sono collegate. Una presa a 2 terminali collegata ad un apparecchio che necessita di presa a terra (isolamento singolo) mette sotto potenziale pericolo l&#8217;utilizzatore, perchè non esiste collegamento per scaricare le eventuali correnti di dispersione a terra, e le parti metalliche possono quindi entrare in tensione.<br />
Grazie alle leggi succitate le prese con 2 terminali sono state bandite, e quelle precedentemente installate  sono già state sostituite (si spera!)<br />
Le spine Schuko hanno tre collegamenti, anche se se ne vedono solo 2. Il collegamento a terra è assicurato dalla due lamelle laterali ma, per funzionare correttamente, devono essere inserite su una presa idonea oppure su un adattatore adeguato. Facendo una certa pressione le spine Schuko si inseriscono pure nelle normali prese di casa, ma così facendo manca l&#8217;indispensabile collegamento a terra.<br />
E&#8217; quindi indispensabile collegare la spina schuko del vostro ampli ad una presa schuko o ad un adattatore schuko che possa connettere anche la terra dell&#8217;impianto, oltre a fase e neutro.</p>
<p>Nessuna chitarra eroga correnti pericolose. Le passive non generano proprio corrente, le attive (alimentate con batteria interna da 9V) sono ben al di sotto della soglia di percezione.<br />
Discorso diverso sono gli ampli a valvole: ci sono generalmente 500V che girano, indipendentemente dal wattaggio. E con parecchia corrente a disposizione.<br />
Basta che una fase si metta a circolare per il jack (causa dispersione di qualche elemento dell&#8217;ampli) e il chitarrista se la porta appresso inconsapevolmente, il microfono invece è per combinazione a massa (il neutro 220V) e quando ci appoggia le labbra per cantare&#8230;ZAP! Un bel bagliore e se il cuore è deboluccio tanti cari saluti a famiglia e amici.<br />
Nessun divertimento dovrebbe mai diventare tragedia. </p>
<p>Poi esiste una modifica poco costosa da fare per eliminare qualsiasi rischio: si tratta di aggiungere una resistenza da 220K tra il punto di massa (sui ponti mobili è saldato sull&#8217;ancoraggio delle molle) ed il cavo che porta alla massa del circuito. Con quella resistenza nessuna corrente di dispersione diventa pericolosa. <br />
Questo escamotage non impedirà ad altri disgraziati che usano il tuo impianto elettrico di morire fulminati, ma almeno tu non prenderai più scosse quando suoni<br />
La modifica: se hai un ponte vibrato togli la mascherina delle molle e osserva: c&#8217;è una saldatura sul pettine su cui vengono ancorate le molle. Taglia quel filo che va alla saldatura ad una distanza ragionevole (2,3 cm) spela le due estremità e saldaci la resistenza da 220k 1W o 1/2W che avrai comprato dal rivenditore di elettronica (costo 5 centesimi&#8230;) e a cui avrai tagliato i terminali lasciando solo pochi millimetri. Fai attenzione che le saldature siano stabili e fatte bene.<br />
Nel caso di Telecaster conviene lasciare perdere, il filo di massa è un filo del pickup al ponte, metterci una resistenza significa non farlo più suonare. Nelle Gibson bisogna intercettare il filo che va dal ponte alla massa del circuito, e fare l&#8217;intervento. Nelle semiacustiche è un delirio, bisogna smontare tutto l&#8217;impianto elettrico, fare la modifica e rimontarlo facendolo passare per le effe (tanti auguri!).<br />
Tutto qui, da questo momento in poi dovunque tu ti collegherai avrai sempre quella resistenza a proteggerti. </p>
<p>Si chiama tetanizzazione del corpo umano, cioè l&#8217;attraversamento di esso da parte della corrente.<br />
Le leggi a cui fa riferimento il buon &#8220;altro&#8221; sono il Decreto Ministeriale 37/2008 (ex L. 46/90) e DPR 462/2001 (quest&#8217;ultimo per i soli ambienti di lavoro). Tali leggi prevedono, tra le altre cose, che TUTTI gli impanti elettrici devono essere installati secondo la regola dell&#8217;arte, e ovviamente provvisti di idonea messa a terra.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>di Giorgio Menon</p>
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		<title>Franco Marino</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 08:58:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[






Franco Marino






Nome Liutaio: Franco Marino
Indirizzo: viam SS Annunziata &#8211; Messina
Informazioni: http://www.francomarinoliutaio.com/


Liuteria classica, strumenti a pizzico, chitarre classiche









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<tbody>
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<td></td>
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<td>
<h3>Franco Marino</h3>
</td>
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<tr>
<td></td>
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<td><span><strong>Nome Liutaio:</strong></span> Franco Marino<br />
<span><strong>Indirizzo: </strong></span>viam SS Annunziata &#8211; Messina<br />
<span><strong>Informazioni:</strong></span> <a href="http://www.liuteria.it/" target="_blank"></a><a href="http://www.francomarinoliutaio.com/" target="_blank">http://www.francomarinoliutaio.com/</a></td>
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<td>Liuteria classica, strumenti a pizzico, chitarre classiche</td>
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		<title>Fabio Cotta</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 18:12:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[






Fabio Cotta






Nome Liutaio: Fabio Cotta
Indirizzo: viale delle repubbliche marinare &#8211; Roma &#8211; Ostia Palestrina
Informazioni: http://www.liuteria.it/


Riparazione e costruzione di chitarre e bassi, modifiche, verniciature.  Corsi  di liuteria









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<td></td>
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<td>
<h3>Fabio Cotta</h3>
</td>
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<tr>
<td><span><strong>Nome Liutaio:</strong></span> Fabio Cotta<br />
<span><strong>Indirizzo: </strong></span>viale delle repubbliche marinare &#8211; Roma &#8211; Ostia Palestrina</p>
<p><span><strong>Informazioni:</strong></span> <a href="http://www.liuteria.it/" target="_blank">http://www.liuteria.it/</a></td>
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<td>Riparazione e costruzione di chitarre e bassi, modifiche, verniciature.  Corsi  di liuteria</td>
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		<title>Accordatore di chitarra on line</title>
		<link>http://www.neesk.com/suonare-la-chitarra/come-iniziare/accordatore-di-chitarra-on-line.html</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 17:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neesk.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come iniziare]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo accordatore visuale potete facilmente accordare la vostra chitarra. Viene usata l’accordatura standard in Mi.  Nello schema la chitarra viene idealizzata in posizione verticale. Clicca sulla corda per sentire il tono perfetto della nota. Per consultare il metodo classico clicca qui











]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con questo accordatore visuale potete facilmente accordare la vostra chitarra. Viene usata l’accordatura standard in Mi.  Nello schema la chitarra viene idealizzata in posizione verticale. Clicca sulla corda per sentire il tono perfetto della nota. Per consultare il metodo classico <a href="http://www.neesk.com/suonare-la-chitarra/come-iniziare/come-accordare-la-chitarra.html">clicca qui</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
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<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="256" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.neesk.com/tuner/tuner.swf" /><param name="quality" value="high" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="256" height="300" src="http://www.neesk.com/tuner/tuner.swf" quality="high"></embed></object></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		</item>
		<item>
		<title>Come accordare la chitarra</title>
		<link>http://www.neesk.com/suonare-la-chitarra/come-iniziare/come-accordare-la-chitarra.html</link>
		<comments>http://www.neesk.com/suonare-la-chitarra/come-iniziare/come-accordare-la-chitarra.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 14:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neesk.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come iniziare]]></category>
		<category><![CDATA[accordare chitarra]]></category>

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		<description><![CDATA[Accordare la chitarra è un&#8217;operazione che può sembrare semplice, ma necessita di tanta attenzione ed orecchio.
Molti dei chitarristi principianti ne ignorano l&#8217;importanza, tanto da arrivare agli accordi ed alle scale, senza ancora saper tenere accordato lo strumento.
In questa guida viene spiagato uno dei metodi più diffusi ed immediati per accordare la chitarra.
Per prima cosa dovrete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Accordare la chitarra è un&#8217;operazione che può sembrare semplice, ma necessita di tanta attenzione ed orecchio.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti dei chitarristi principianti ne ignorano l&#8217;importanza, tanto da arrivare agli accordi ed alle scale, senza ancora saper tenere accordato lo strumento.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa guida viene spiagato uno dei metodi più diffusi ed immediati per accordare la chitarra.</p>
<p style="text-align: justify;">Per prima cosa dovrete procurarvi un diapason o un fischietto. Sono &#8220;strumentini&#8221; che alla loro vibrazione emettono la nota di La che vibra alla frequenza di 440 Hz.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fischietto che riproduce la nota di LA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/accordare/fischietto.jpg" alt="" width="100" height="80" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Diapason che riproduce la nota di LA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/accordare/diapason.jpg" alt="" width="200" height="229" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ottenuta la nota di La con il fischietto o con il diapason, passiamo ad accordare la 5a corda della chitarra, il LA.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro orecchio deve confrontare le due note: quella ottenuta dal fischietto/diapason con quella ottenuta suonando la 5a corda della chitarra(LA) &#8220;a vuoto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra di riferimento è il LA ottenuto dal fischietto/diapason, dovremmo quindi correggere (girando la meccanica corrispondente al LA) la 5a corda della chitarra in modo che risulta uguale a quella suonata dal fischietto/diapason.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei passaggi successivi passeremo ad accordare le restanti corde</p>
<p style="text-align: justify;">Suoniamo il MI basso(6a corda) premendolo al V tasto . Così facendo dovremmo ottenere la nota di LA. La nota così ottenuta deve essere confrontata con la nostra nota di riferimento che questa volta è la 5a corda della chitarra, ovvero il LA precedentemente accordato(si potrebbe ridurre la possibilità di un eventuale trascinamento di errore, accordando con la nota di riferimento del fischietto/diapason).</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/accordare/1.gif" alt="" width="563" height="163" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per accordare il RE (4a corda), dobbiamo premere il LA (precedentemente accordato) al V tasto. E&#8217; questa la  nota di riferimento per accordare la nostra 4a corda. Il confronto deve quindi essere fatto tra tra il LA suonato al V tasto ed il RE &#8220;a vuoto&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/accordare/2.gif" alt="" width="563" height="158" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per accordare il SOL (3a corda), dobbiamo premere il RE (precedentemente accordato) al V tasto. E&#8217; questa la nota di riferimento per accordare la nostra 3a corda. Il confronto deve quindi essere fatto tra tra il RE suonato al V tasto ed il SOL &#8220;a vuoto&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/accordare/3.gif" alt="" width="563" height="157" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per accordare il SI (2a corda), dobbiamo premere il SOL (precedentemente accordato) al IV tasto(solo in questo caso). E&#8217; questa la nota di riferimento per accordare la nostra 2a corda. Il confronto deve quindi essere fatto tra tra il SOL suonato al IV tasto ed il SI &#8220;a vuoto&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/accordare/4.gif" alt="" width="563" height="157" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per accordare il Mi cantino(1a corda), dobbiamo premere il SI (precedentemente accordato) al V tasto. E&#8217; questa la nota di riferimento per accordare la nostra 1a corda. Il confronto deve quindi essere fatto tra tra il SI suonato al V tasto ed il Mi cantino &#8220;a vuoto&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/accordare/5.gif" alt="" width="563" height="160" /></p>
<p style="text-align: justify;">In alternativa si può confrontare il MI cantino con il MI basso precedentemente accordato.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ad ogni strumento il suo microfono</title>
		<link>http://www.neesk.com/nonsolo-chitarra/microfoni/ad-ogni-strumento-il-suo-microfono.html</link>
		<comments>http://www.neesk.com/nonsolo-chitarra/microfoni/ad-ogni-strumento-il-suo-microfono.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 10:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neesk.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microfoni]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste poche righe trattiamo un argomento quale la scelta del microfono, che rappresenta un fattore determinante per la riuscita del lavoro, e che spesso è una prerogativa personale del fonico, alla luce delle sue conoscenze, ma soprattutto delle sue esperienze, consideriamo semplicisticamente diverse situazioni e vediamo di attribuire il tipo di microfono che può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In queste poche righe trattiamo un argomento quale la scelta del microfono, che rappresenta un fattore determinante per la riuscita del lavoro, e che spesso è una prerogativa personale del fonico, alla luce delle sue conoscenze, ma soprattutto delle sue esperienze, consideriamo semplicisticamente diverse situazioni e vediamo di attribuire il tipo di microfono che può apparire il più adatto:</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p>* Voce, cantante rock dal vivo: microfono dinamico o specifico a condensatore<br />
* Voce, cantante rock in studio: microfono a condensatore con diaframma largo<br />
* Voce, cantante lirico uomo o donna: microfono a condensatore con ripresa a distanza<br />
* Voce recitante, attore con voce impostata: microfono dinamico o specifico a condensatore<br />
* Voce, conferenza, persona con voce non impostata: microfono a condensatore<br />
* Batteria, cassa, rullante, tom e timpano: microfono dinamico<br />
* Batteria, charleston e piatti: microfono a condensatore<br />
* Batteria jazz, ripresa panoramica con un solo microfono: microfono a condensatore<br />
* Percussioni, ripresa ravvicinata: microfono dinamico<br />
* Percussioni, ripresa panoramica: microfono a condensatore<br />
* Amplificatore di una chitarra elettrica: microfono dinamico<br />
* Chitarra classica o acustica: microfono a condensatore<br />
* Strumenti a corda pizzicata, arpa, clavicembalo: microfono a condensatore<br />
* Pianoforte: microfono dinamico o a condensatore oppure microfono a zona di pressione<br />
* Violino, viola: microfono a condensatore<br />
* Violoncello: microfono dinamico o a condensatore<br />
* Contrabbasso: microfono dinamico o a condensatore con diaframma largo<br />
* Sassofono: microfono dinamico<br />
* Tromba: microfono dinamico o a condensatore con diaframma largo<br />
* Trombone, corno, basso tuba: microfono dinamico<br />
* Flauto, ottavino: microfono dinamico<br />
* Oboe, corno inglese, fagotto: microfono a condensatore<br />
* Clarinetto, clarinetto basso: microfono dinamico o a condensatore<br />
* Coro, ripresa panoramica: microfono a condensatore con diaframma largo<br />
* Orchestra, ripresa panoramica: microfono a condensatore con diaframma largo<br />
* Scena teatrale, ripresa panoramica: microfono a condensatore</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p>In questa scelta si è optato per microfoni a condensatore in tutte le riprese panoramiche e a distanza, ed in tutti quei casi in cui gli strumenti avessero un&#8217;emissione di intensità non elevata, o che presentassero un emissione verso la parte acuta dello spettro o comunque un suono ricco di armoniche. Il microfono dinamico è consigliato per emissioni di forte intensità o di timbro grave.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Slash Gear e Settaggi</title>
		<link>http://www.neesk.com/supporti-per-esecuzione/gears-settaggi-chitarristi/slash-gear-e-settaggi.html</link>
		<comments>http://www.neesk.com/supporti-per-esecuzione/gears-settaggi-chitarristi/slash-gear-e-settaggi.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 09:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neesk.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gears e Settaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Chitarre:

Custom made Les Paul &#38; Gibson Signature model
Vintage Gibson Les Pauls
BC Rich Mockingbird SL &#38; Bich
Guild Crossroads
Fender Strats &#38; Teles
Gibson Firebird, Melody Maker, Flying V &#38; Explorer
Gibson EDS-1275 ‘67 double neck
Travis Bean &#8211; Used for slide, low E string is removed the rest tuned to G,D,G,B,G
Fender 6 string bass
Gibson Skylark Lap Steel
Ernie Ball/Music Man Silhouettes

Pickups:

Seymour [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Chitarre:</h3>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p>Custom made Les Paul &amp; Gibson Signature model<br />
Vintage Gibson Les Pauls<br />
BC Rich Mockingbird SL &amp; Bich<br />
Guild Crossroads<br />
Fender Strats &amp; Teles<br />
Gibson Firebird, Melody Maker, Flying V &amp; Explorer<br />
Gibson EDS-1275 ‘67 double neck<br />
Travis Bean &#8211; Used for slide, low E string is removed the rest tuned to G,D,G,B,G<br />
Fender 6 string bass<br />
Gibson Skylark Lap Steel<br />
Ernie Ball/Music Man Silhouettes</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<h3>Pickups:</h3>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p>Seymour Duncan Alnico Pro II humbuckers, Fishman Powerbridge</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<h3>Amplificatori:</h3>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p>Marshall JCM 2555 Silver Jubilee Anniversary 100 Watt valve head<br />
Marshall JCM Slash Signature model 2555SL<br />
Marshall JCM 800 with 6550 output tubes<br />
Marshall 1987<br />
Marshall straight 1960 Cabinets<br />
Vox AC30 &#8211; For clean tone with VR</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<h3>con impostazioni:</h3>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<h3>Distorsione :</h3>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p>* Presence: 7-8<br />
* Bass: 7<br />
* Mid: 4.5<br />
* Treble: 7<br />
* Output Master: 6<br />
* Lead Master: 10<br />
* Input Gain: 6.5</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<h3>Pulito :</h3>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p>* Presence: 0<br />
* Bass: 9<br />
* Mid: 3<br />
* Treble: 5 1/2<br />
* Output Master: 10<br />
* Lead Master: 0<br />
* Input Gain: 4</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<h3>Effetti:</h3>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p>Heil Talk Box (right)<br />
Wah Dunlop DCR-ISR Crybaby<br />
Boss DD-3 Digital Delay<br />
MXR 10 Band EQ<br />
dbx 166 Compressor<br />
Rocktron Hush IICX noise gate</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come alzare il capotasto</title>
		<link>http://www.neesk.com/liuteria-della-chitarra/manutenzione/come-alzare-il-capotasto.html</link>
		<comments>http://www.neesk.com/liuteria-della-chitarra/manutenzione/come-alzare-il-capotasto.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 11:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neesk.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riparazione e Manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[alzare capotasto]]></category>

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		<description><![CDATA[Occorre precisare che ci sono diversi tipi di capotasti. Diciamo che si dividono in due categorie: quelli annegati nel legno e quelli invece che sono appoggiati al tasto zero. Tra questi ci sono anche quasi tutti i bloccacorde.


Per alzare un bloccacorde basta toglierlo (ovviamente dopo avere tolto le corde) e mettere uno spessore sotto. Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Occorre precisare che ci sono diversi tipi di capotasti. Diciamo che si dividono in due categorie: quelli annegati nel legno e quelli invece che sono appoggiati al tasto zero. Tra questi ci sono anche quasi tutti i bloccacorde.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p style="text-align: justify;">
Per alzare un bloccacorde basta toglierlo (ovviamente dopo avere tolto le corde) e mettere uno spessore sotto. Di solito uso un pezzetto ritagliato di impiallacciatura di noce, ma va bene anche un pezzo della custodia di cartone delle corde D&#8217;Addario. Poi si riavvita e si rimettono le corde.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p style="text-align: justify;">
Nel caso si voglia invece alzare il capotasto di plastica o osso bisogna valutare attentamente se si è in grado di non rovinare tutto, perchè la parte che si affianca alla tastiera di solito è verniciata e toglierlo può significare rovinare quella parte (alle volte si stacca una parte consistente di vernice) . Se si pensa di poterlo fare occorre uno scalpellino sottilissimo (eh, oppure un cacciavite sottile, ma non è la stessa cosa) che si infili tra il capotasto ed il legno per fare leva. Si opera con cautela da tutte e due le parti finchè si stacca. Quando si è staccato si mette il solito pezzettino ritagliato di impiallacciatura o cartoncino, si prova a vedere se tutto torna a posto e si spessora ulteriormente oppure si incolla con UNA GOCCIA di attack sotto al legno/cartone e sotto al capotasto.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p style="text-align: justify;">
Per i capotasti a filo tasto zero il discorso non è differente relativamente ai problemi di vernice. Bisogna armarsi di taglierino e tanta pazienza: occorre incidere la vernice dove si separa il capotasto dal legno (stesso discorso anche per il capotasto annegato nel legno, of course) di modo che quando sarà tolto il capotasto non ci siano pezzi di vernice che vengono via dal manico. Poi occorre uno scalpello poco o niente affilato (servono anche quelli!) oppure un cacciavite ed un martellino piccolo con cui battere leggermente lo scalpello contro il capotasto (direzione: scalpello che si appoggia tra il legno del tasto zero ed il capotasto e lo spinge verso le meccaniche, obbligandolo a staccarsi). Quando il capotasto si è tolto mettere la solita striscia di impiallacciatura o cartoncino, provare l&#8217;altezza delle corde e poi incollare striscia e capotasto con UNA goccia di attack.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Soluzione alternativa. Se non vi sentite in grado di affrontare queste operazioni oppure c&#8217;è solo una o due corde che frustano allora si può pensare di intervenire localmente, cioè solo sugli incavi delle corde che frustano senza togliere tutto il capotasto. Per fare questa operazione occorre della polvere di osso e due gocce di attack. per la polvere d&#8217;osso che sembra la cosa più difficile dovete procurarvi un pezzo di osso bollito (male che vada lo bollite voi per un paio d&#8217;ore) e asciutto. Non ci devono essere tracce di grasso, midollo etc. quindi deve essere perfettamente bianco. Grattatelo con un po&#8217; di carta vetrata grossa o con una lima da ferro e raccogliete la polvere. Potete anche segarlo con una sega da ferro, e raccogliere la polvere. Mettete UNA goccia di attack sull&#8217;incavo incriminato e subito metteteci sopra la polvere di osso. Con un&#8217;unghia premete leggermente e ripetutamente sopra all&#8217;impasto, stando bene attenti che non si attacchi all&#8217;unghia (dovete spessorare il capotasto, non le unghie!). Tempo un quarto d&#8217;ora il vostro impasto sarà secco e con una limetta lavoratelo per eliminare gli eccessi. Con un triangolo (limetta triangolare) abbassate l&#8217;incavo fino a raggiungere l&#8217;altezza desiderata.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>L&#8217;altezza corretta del capotasto si guarda tenendo premuta la corda al secondo tasto e osservando quanta aria c&#8217;è tra la corda ed il primo tasto. Ce ne deve essere poca, diciamo un foglio di carta sottile..</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p style="text-align: justify;">Di Giorgio Menon</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Jimmy Page</title>
		<link>http://www.neesk.com/mondo-chitarre/chitarristi/jimmy-page-2.html</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 17:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neesk.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chitarristi]]></category>
		<category><![CDATA[jimmy page]]></category>

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		<description><![CDATA[

Un chitarrista a dir poco esemplare, Jimmi Page (James Patrick Page) è nato a Londra il 9 Gennaio 1944 da padre inglese e madre di origine cinese.  A 12 anni inizia a suonare la chitarra da autodidatta influenzato dai vecchi artisti blues e rockabilly come  James Burton e Scotty Moor.

Nel 1968, dopo aver lasciato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="Jimmy Page" src="http://www.neesk.com/chitarristi/immagini/jimmy-page.jpg" alt="" width="266" height="280" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un chitarrista a dir poco esemplare, Jimmi Page (James Patrick Page) è nato a Londra il 9 Gennaio 1944 da padre inglese e madre di origine cinese.  A 12 anni inizia a suonare la chitarra da autodidatta influenzato dai vecchi artisti blues e rockabilly come  James Burton e Scotty Moor.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1968, dopo aver lasciato il gruppo degli Yardbird, dove  suonava  la chitarra assieme a Jeff Beck e Chris Dreja, fondò il gruppo storico dei Led Zeppelin. I Led Zeppelin, con John Bohnam alla batteria, John Poul Jones al basso e tastiere, Robert Plant alla voce , ebbero un  grande successo mondiale, riuscendo a creare una nuova corrente ed un nuovo modello rock fino allora non ancora ascoltato. Page innovò il modo di suonare la chitarra in maniera esemplare, riuscendo a miscelare suoni rock con influenze celtiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p style="text-align: justify;">Jimmy Page è ritenuto uno dei igliori chitarristi mai esistiti ed alcune delle sue opere sono ancora oggi tra la più belle canzoni o riff del panorama rock mondiale. Su molte riviste e siti musicali, l&#8217;assolo del brano &#8220;Stairway to Heaven&#8221; è tra i migliori assoli di chitarra mai eseguiti.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<h3 style="text-align: justify;">Discografia</h3>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.neesk.com/spacer/spacer.gif" alt="" width="100" height="20" /></p>
<p style="text-align: justify;">• Led Zeppelin (1969)<br />
• Led Zeppelin II (1969)<br />
• Led Zeppelin III (1970)<br />
• Led Zeppelin IV (1971)<br />
• Houses of The Holy (1973)<br />
• Physical Graffiti (1975)<br />
• Presence (1976)<br />
• In Through The Out Door (1979)<br />
• Coda (1982)<br />
• Mothership CD1 (2007)<br />
• Mothership CD2 (2007)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
	</channel>
</rss>
