Tonalità e scale

Di tutto di più sul suonare la chitarra

Moderatori: David, forons, avanzo, lespaul

Rispondi
gibson96
Principiante
Principiante
Messaggi: 6
Iscritto il: 06 mar 2011, 11:44

Tonalità e scale

Messaggio da gibson96 » 01 mag 2012, 10:47

Buongiorno a tutti!
La mia è una domanda abbastanza complessa da porre, ma ci proverò.
Suono la chitarra da un bel po' di tempo, e le mani sullo strumento le so muovere, il problema sorge quando, per esempio, voglio improvvisare qualcosa;
so che ci sono delle scale, so che ci sono delle tonalità sulle quali queste scale "suonano bene", so che ci sono scale maggiori, minori, pentatoniche e so come si formano.
il mio problema non è tanto sulle scale, piuttosto sulle tonalità.
Per esempio: se ho una scala pentatonica di do quindi penso che sia (Do, Re, Mi, Sol, La) posso suonare su una tonalità di Do.
Dopo questa premessa, le domande vere e proprie sono:
Che cosa è una tonalità? come si forma?
se mi aiutaste a capire ve ne sarei grato, magari a partire proprio dalla scala pentatonica di Do che ho scritto sopra, in parole povere, con quella scala, su quali accordi posso suonare?

Ringrazio tutti anticipatamente! :ciao:


Avatar utente
mamasa
Maestro
Maestro
Messaggi: 3082
Iscritto il: 21 lug 2010, 16:08
Località: Melbourne, VIC, Australia

Re: Tonalità e scale

Messaggio da mamasa » 01 mag 2012, 14:59

Ogni scala ha un centro tonale, ovvero una nota "più importante" individuata dagli accordi che genera la scala, dalle note che la compongono e dagli intervalli tra esse. La tonalità è, in pratica, l'insieme di relazioni melodiche e armoniche che legano le note e gli accordi a questa nota principale.

Il caso della pentatonica è un po' particolare perché, avendo solo cinque note, non può generare accordi per successioni di terze quindi non è propriamente una tonalità (almeno entro i canoni della musica occidentale), ma ciò non significa che non possa essere usata in ambito tonale. La pentatonica maggiore di DO (DO RE MI SOL LA) può benissimo essere suonata su un brano in tonalità di DO maggiore (DO RE MI fa SOL LA si).

Volendo puoi usarla anche sul LA minore (LA si DO RE MI fa SOL), SOL maggiore (SOL LA si DO RE MI fa#), MI minore (MI fa# SOL LA si DO RE), FA maggiore (fa SOL LA sib DO RE MI), RE minore (RE MI fa SOL LA sib), SOL minore melodico (SOL LA sib DO RE MI fa#) e, probabilmente, altre che ora non mi vengono in mente. L'importante è che la tonalità contenga le note della pentatonica e che questa non abbia note esterne alla tonalità su cui viene usata.
In questi casi bisogna stare attenti al fatto che il centro tonale della pentatonica è diverso da quello della tonalità quindi dovrai tenerne conto quando suoni. Se ad esempio sei in RE minore e vuoi usare la pentatonica di DO, dovrai suonarla dando maggior peso al RE quindi converrà usare il 2°modo pentatonico di DO, cioè la pentatonica di DO costruita a partire dalla sua seconda nota (RE). Tutto ciò se vuoi complicarti la vita. La cosa più semplice (e sensata) è suonare la scala corrispondente alla tonalità e preservare le proprie facoltà mentali.

Per quanto riguarda il singolo accordo, teoricamente puoi suonarci sopra qualsiasi scala che ne contenga le note (meglio se con lo stesso centro tonale). Quindi su un accordo di LA minore (LA DO MI) puoi usare la minore naturale di LA (LA si DO re MI fa sol), la minore armonica (LA si DO re MI fa sol#), la minore melodica (LA si DO re MI fa# sol#), la pentatonica minore (LA DO RE MI SOL), LA dorico (LA si DO re MI fa# sol), LA frigio (LA sib DO re MI fa sol) e così via.
Logicamente vale sempre il discorso di fare attenzione alle note, per esempio nel LA frigio c'è un SIb che, distando un semitono dalla tonica, rischia di creare un forte contrasto armonico per cui sarà il caso di non soffermarcisi.
Questo tipo di approccio molto jazzistico/modale implica che per ogni accordo puoi suonare diverse scale quindi hai un cambio continuo di tonalità.
Naturalmente, se hai una successione di accordi generati da scale diverse, non puoi evitare di fare questi cambi. Se invece gli accordi sono generati da un'unica scala puoi tranquillamente usare solo quella.


Scusa la pappardella gigante ma la tua domanda è piuttosto complicata :ciao:
Tutti sanno dire "ti amo", ma pochi sanno dire "vuoi quei kiwi?".

Siccome Piove
Podcast Immagine

Avatar utente
mamasa
Maestro
Maestro
Messaggi: 3082
Iscritto il: 21 lug 2010, 16:08
Località: Melbourne, VIC, Australia

Re: Tonalità e scale

Messaggio da mamasa » 01 mag 2012, 17:29

mamasa ha scritto:Se ad esempio sei in RE minore e vuoi usare la pentatonica di DO, dovrai suonarla dando maggior peso al RE quindi converrà usare il 2°modo pentatonico di DO, cioè la pentatonica di DO costruita a partire dalla sua seconda nota (RE).
Scusa, qui mi sono incasinato. Volevo dire il 2°modo pentatonico di RE (che è composto dalle stesse note della pentatonica maggiore di DO però a partire dal RE).
Tutti sanno dire "ti amo", ma pochi sanno dire "vuoi quei kiwi?".

Siccome Piove
Podcast Immagine

gibson96
Principiante
Principiante
Messaggi: 6
Iscritto il: 06 mar 2011, 11:44

Re: Tonalità e scale

Messaggio da gibson96 » 07 mag 2012, 14:21

Grazie mille! sei stato chiarissimo!
finalmente una volta per tutte sono riuscito a capire il "funzionamento" corretto e il modo d'uso delle scale!
:capo:

Avatar utente
Cherpitel
Apprendista
Apprendista
Messaggi: 121
Iscritto il: 18 ott 2011, 01:26

Re: Tonalità e scale

Messaggio da Cherpitel » 08 mag 2012, 23:25

mamasa ha scritto:Ogni scala ha un centro tonale, ovvero una nota "più importante" individuata dagli accordi che genera la scala, dalle note che la compongono e dagli intervalli tra esse. La tonalità è, in pratica, l'insieme di relazioni melodiche e armoniche che legano le note e gli accordi a questa nota principale.

Il caso della pentatonica è un po' particolare perché, avendo solo cinque note, non può generare accordi per successioni di terze quindi non è propriamente una tonalità (almeno entro i canoni della musica occidentale), ma ciò non significa che non possa essere usata in ambito tonale. La pentatonica maggiore di DO (DO RE MI SOL LA) può benissimo essere suonata su un brano in tonalità di DO maggiore (DO RE MI fa SOL LA si).

Volendo puoi usarla anche sul LA minore (LA si DO RE MI fa SOL), SOL maggiore (SOL LA si DO RE MI fa#), MI minore (MI fa# SOL LA si DO RE), FA maggiore (fa SOL LA sib DO RE MI), RE minore (RE MI fa SOL LA sib), SOL minore melodico (SOL LA sib DO RE MI fa#) e, probabilmente, altre che ora non mi vengono in mente. L'importante è che la tonalità contenga le note della pentatonica e che questa non abbia note esterne alla tonalità su cui viene usata.
In questi casi bisogna stare attenti al fatto che il centro tonale della pentatonica è diverso da quello della tonalità quindi dovrai tenerne conto quando suoni. Se ad esempio sei in RE minore e vuoi usare la pentatonica di DO, dovrai suonarla dando maggior peso al RE quindi converrà usare il 2°modo pentatonico di DO, cioè la pentatonica di DO costruita a partire dalla sua seconda nota (RE). Tutto ciò se vuoi complicarti la vita. La cosa più semplice (e sensata) è suonare la scala corrispondente alla tonalità e preservare le proprie facoltà mentali.

Per quanto riguarda il singolo accordo, teoricamente puoi suonarci sopra qualsiasi scala che ne contenga le note (meglio se con lo stesso centro tonale). Quindi su un accordo di LA minore (LA DO MI) puoi usare la minore naturale di LA (LA si DO re MI fa sol), la minore armonica (LA si DO re MI fa sol#), la minore melodica (LA si DO re MI fa# sol#), la pentatonica minore (LA DO RE MI SOL), LA dorico (LA si DO re MI fa# sol), LA frigio (LA sib DO re MI fa sol) e così via.
Logicamente vale sempre il discorso di fare attenzione alle note, per esempio nel LA frigio c'è un SIb che, distando un semitono dalla tonica, rischia di creare un forte contrasto armonico per cui sarà il caso di non soffermarcisi.
Questo tipo di approccio molto jazzistico/modale implica che per ogni accordo puoi suonare diverse scale quindi hai un cambio continuo di tonalità.
Naturalmente, se hai una successione di accordi generati da scale diverse, non puoi evitare di fare questi cambi. Se invece gli accordi sono generati da un'unica scala puoi tranquillamente usare solo quella.


Scusa la pappardella gigante ma la tua domanda è piuttosto complicata :ciao:
In caso si vogliano usare dei powerchords ci si comporta come se nulla fosse?


Avatar utente
mamasa
Maestro
Maestro
Messaggi: 3082
Iscritto il: 21 lug 2010, 16:08
Località: Melbourne, VIC, Australia

Re: Tonalità e scale

Messaggio da mamasa » 09 mag 2012, 00:27

Cherpitel ha scritto:In caso si vogliano usare dei powerchords ci si comporta come se nulla fosse?
Più o meno si, bisogna stare soprattutto attenti alle quinte diminuite ed eccedenti su alcuni gradi delle scale. Ad esempio la scala maggiore, sul settimo grado ha una quinta diminuita.
Spesso, suonando in powerchord, semplicemente si evitano i gradi "pericolosi" o li si modifica facendo la quinta giusta. In questo caso però l'effetto dissonante si sente lo stesso perché suoni una nota esterna alla tonalità (non che sia di per sé brutto, l'importante è sapere a cosa si va incontro).
Tutti sanno dire "ti amo", ma pochi sanno dire "vuoi quei kiwi?".

Siccome Piove
Podcast Immagine


Rispondi
  • Argomenti simili
    Risposte
    Visite
    Ultimo messaggio

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti