Scale modali

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Kidh
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Scale modali

Messaggio da Kidh » 27 nov 2008, 13:16

Salve a tutti,
ho appena iniziato con la chitarra, quindi non odiatemi per la domanda probabilmente molto stupida che sto per farvi...

A che servono in sede pratica le scale modali? Voglio dire esistono sette diversi modi per ogni scala, ognuno per ogni grado. Ma se alla fine le note suonate sono sempre le stesse della scala maggiore (grado ionico) cosa cambia ad esempio nel costruire un assolo sul modo dorico piuttusto che sul modo ionico (o misolidio etc..)?

Spero di essere stato chiaro nella mia domanda...

Grazie in anticipo a tutti coloro che mi vorranno rispondere.


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darkfender
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Re: Scale modali

Messaggio da darkfender » 27 nov 2008, 14:04

provo a farla semplice (anche se non lo è):

Quando suoni una scala maggiore sul relativo accordo di tonica, sentirai che nonostante nessuna nota sia stonata, alcune creano più o meno tensione, alcune suonano bene se ti ci fermi, altre è megli usarle di passaggio, altre danno la sensazione che bisogni suonare un altra nota per concludere la melodia.

Questo succede perchè si creano "intervalli" tra i vari "gradi" della scala e la tonica di riferimento.
Per esempio un sesto grado della scala è di passaggio rispetto alla tonica fermarcisi sopra a lungo non dà un bell'effetto:

nelle scale modali si sposta questa tonica e di conseguenza tutti i gradi e quindi tutti gli intervalli.
Infatti ad analizzare queste scale in base allla maggiore o minore con la stessa tonica otterrai alcune note diverse.

Per esempio
Prendiamo la scala di RE dorico
e quelle di Re minore

La differenza stà nel sesto grado aumentato di un semitono nella dorica.
Ora prova a suonare la scala di RE dorico su una base che suona sempre re (o re minore se vuoi fare un accordo) e a sentire come suona il sesto grado (cioè il Si).
Prova poi a suonare il RE dorico Su una base che suona Do maggiore e senti come suona il sesto grado (LA) e se vuoi anche il settimo (SI).

SUonando le scale per intero noterai come la differenza di sonorità insiste proprio su quella nota diversa (il SI) che dà una sonorità nuova alla scala, nonostante come dici tu alla fin fine sia un DO maggiore.
Ma pensandolo come DO maggiore sarebbe impossibile ricavare quella nota come responsabile di una sonorità particolare in quanto sarebbe solo un'intervallo capitato casualmente rispetto all'accompagnamento.

Ecco perchè i modi danno invece peso a queste sonorità cambiandoti il riferimento e dando peso alle alterazioni responsabili delle sonorità modali.

Le scale modali quindi trovano la loro utilità quando vuoi associare certe sonorità a una scala.

Per esempio suona un Mi frigio su una base di Mi minore e avrai una sonorità molto cupa un po' spagnoleggiante.
Suonala su un DO maggiore vedrai che diventa una normalissima scala minore con la sonorità che tutti conosciamo.




P.S. quella domanda credo venga a tutti i chitarristi prima o poi XD, a me ha aiutato molto studiare le scale modali in 3 modi:
A) in base alla relativa con le stesse note
B) In base alle alterazioni dei gradi rispetto alle scale maggiori o minori naturali
C) in base alla descrizione della sonorità

Kidh
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Re: Scale modali

Messaggio da Kidh » 27 nov 2008, 15:00

Innanzitutto ti ringrazio per la risposta.

Quindi se ho capito bene le scale modali si potrebbe dire che servono di "aiuto" nel costruire sonorità differenti applicate ad una scala o ad una tonalità di base.
Ma suonare un ipotetico assolo (o arpeggio, insomma una sequenza priva di accordi) a se' stante (un semplice motivo inventato distaccato da una base o da una canzone) in re dorico, sol misolidio o in do maggiore è esattamente la stessa cosa.

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Re: Scale modali

Messaggio da xcirolix85 » 27 nov 2008, 15:01

scusate se mi intrometto però non ho capito bene il discorso...del tipo io su un assolo improvviso una pentatonica (minore o maggiore)poi aggiungo le note di possaggio che sono le modali o le blues...es:su un accordo di mi faccio la pentatonica minore di mi e ci aggiugo qualche nota della locria..o faccio la pentatonica maggiore di mi e ci metto la ionica...è giusto o sbagliato?

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Re: Scale modali

Messaggio da darkfender » 27 nov 2008, 15:12

Kidh ha scritto:Innanzitutto ti ringrazio per la risposta.

Quindi se ho capito bene le scale modali si potrebbe dire che servono di "aiuto" nel costruire sonorità differenti applicate ad una scala o ad una tonalità di base.
Ma suonare un ipotetico assolo (o arpeggio, insomma una sequenza priva di accordi) a se' stante (un semplice motivo inventato distaccato da una base o da una canzone) in re dorico, sol misolidio o in do maggiore è esattamente la stessa cosa.
ci sei quasi.

la risposta all'ultima domanda è no!
perchè in re Dorico avrai sempre il RE come riferimento (inconscio se vuoi ma è come se suonassi su un re).
Il SOL misolidio avrai il Sol
In una scala ci sono sempre diversi gradi che l'orecchio tende a prendere come riferimento, Il primo grado (tonica), il quinto (dominante) etc

Come puoi ben capire Il primo e il quinto grado di Do maggiore non sono gli stessi di Re Dorico o Sol Misolidio.

Se improvvisi a caso senza tenere conto di gradi e toniche invece non c'è differenza (ma nessuno lo fa perchè consciamente se hai studiato o inconsciamente perchè guidati dall'orecchio, tutti hanno riferimenti).



@XciroliX c'è un po' di confusione
La scala pentatonica non centra e tantomeno la Blue note (o nota blues che è una nota non diatonica e con regole tutte sue).
Parti a pensare dalle scale maggiori e minori, sennò è troppo complessa la questione, in un locrio le note di passaggio cambiano perchè cambia la base e quindi gli intervalli che magari sono "di passaggio" in una scala maggiore, non lo sono più in una scala modale.

Infatti applicando i modi alle pentatoniche esistono scale pentatoniche modali anche se non si chiamano così.


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Re: Scale modali

Messaggio da xcirolix85 » 27 nov 2008, 15:25

oddio,adesso ho un pò di confusione in testa...ti dico,io improvviso sempre con le pentatoniche cioè le prendo come base di tutto e effettivamente quando aggiungo qualche nota pensando alle modali qualcuna stona....altra cosa,le modali minori non le ho mai fatte....non le ho neanche imparate,dove è che le trovo?e la differenza quale è?cioè si suonano sugli accordi minori?scusa se faccio ste domande ma sono molto molto molto confuso sule scale al difuori delle pentatoniche..

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Re: Scale modali

Messaggio da Kidh » 27 nov 2008, 15:28

ok perfetto credo di aver capito.
Ora proverò un po' per allenare l'orecchio.

Ti ringrazio ancora.

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Re: Scale modali

Messaggio da darkfender » 27 nov 2008, 15:49

xcirolix85 ha scritto:oddio,adesso ho un pò di confusione in testa...ti dico,io improvviso sempre con le pentatoniche cioè le prendo come base di tutto e effettivamente quando aggiungo qualche nota pensando alle modali qualcuna stona....altra cosa,le modali minori non le ho mai fatte....non le ho neanche imparate,dove è che le trovo?e la differenza quale è?cioè si suonano sugli accordi minori?scusa se faccio ste domande ma sono molto molto molto confuso sule scale al difuori delle pentatoniche..
devi lasciar stare le Pentatoniche e cominciare a utilizzare le scale maggiori e minori naturali.

Quando conosci quelle si può passare alle modali.

Un passo per volta e vedrai che tutto si chiarisce.

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Re: Scale modali

Messaggio da xcirolix85 » 27 nov 2008, 15:56

ma le scale naturali non sono le modali?in fine la modale è do-re-mi-fa-so-la-si..

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Re: Scale modali

Messaggio da xcirolix85 » 27 nov 2008, 16:29

scusa scusa ho fatto confusioni nei mess di prima,comunque la maggiore non è altro che la ionica e la minore è leolia.....o no?!

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Re: Scale modali

Messaggio da darkfender » 27 nov 2008, 16:54

esatto sono 2 delle scale modali.

Le scale maggiori sono:
Ionica (maggiore naturale)
Lidia
Misolidia (piuttosto dominante ma mettiamola qua).


Le minori:
Dorica
Frigia
Eolia (minore naturale)
Locria (diminuita ma mettiamola tra le minori).

Nell'ordine completo tutte sarebbero:
Ionica (maggiore)
Dorica
Frigia
Lidia
Misolidia
Eolia
Locria

Se volete il modo migliore per impararne le sonorità è prendere le note delle scale con la stessa tonica.
E da lì vedere quali sono le alterazioni.

Vedrete che le note diverse rispetto a una Ionica (per le scale maggiori) o Eolica (per le scale minori), non solo sono pochissime, ma sono anche quelle che danno la sonorità alla scala.

Prendere invece le scale con toniche diverse ma con le stesse note è utile solo per trovare i caged sul manico della chitarra (quindi è una soluzione pratica non teorica) ma una volta che avete trovato i caged, identificatevi La tonica della scala modale e lavorate da lì.


altro esercizio
Ad esempio Provate a suonare:
La-Si-Do-Re-Mi-Fa-Sol-La (La minore naturale)

fermatevi 5 secondi

suonate (Mi Frigio)
Mi-Fa-Sol-La-Si-Do-Re-MI e sentite quanto suona diverso

Sulla Stessa diteggiatura suonate (mi minore naturale)
Mi-Fa#-Sol-La-Si-Do-Re-Mi

Notate che la nota che dà più una sensazione di spagnoleggiante quasi flamenco è il Fa# il secondo grado.
Analizzando le alterazioni delle scale modali vedrete che proprio il secondo grado è l'unica nota di differenza tra Mi minore naturale e Mi Frigio

A questo punto potete dire:
"frigio? Frigissimo..."
Vabè è una battuta trash lo ammetto.... :senzasperanze:

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Re: Scale modali

Messaggio da xcirolix85 » 27 nov 2008, 17:20

ultima domanda altrimenti poi non ti mollo più....ho talmente la testa in confusione che potrei stufare uno,sempre se non ho già stufato te :Very Happy: ...
perchè hai classificato la Lidia e la Misolidia nelle maggiori e la Dorica,Frigia,Locria nelle minori?

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Re: Scale modali

Messaggio da darkfender » 27 nov 2008, 17:28

Le ho divise per comodità per differenza di note:

La Lidia ha solo la quarta aumentata rispetto alla maggiore naturale
La misolidia ha solo la settima minore rispetto alla maggiore naturale.


La Frigia ad esempio è una scala minore con il secondo grado minore (la scala minore naturale invece ha il secondo grado maggiore se guardi sopra gli esempi guarda il FA nella Frigia e il FA#nella minore naturale).

Etc etc etc

Sarebbe più corretto mettere tutte le alterazioni in base alla scala Ionica.
La eolia (ovvero la scala minore naturale) avrebbe i gradi 3-6-7 abbassati di un semitono.
La frigia ad esempio avrebbe i gradi 2-3-6-7 abbassati di un semitono

Da qui vedo che l'unica differenza tra frigia e eolia è quel grado 2.

Quindi è più comodo quando suoni.

Io ho solo spiegatp il mio metodo.

Ad esempio per ricavare al volo una scala frigia suoni una scala minore naturale e sposti indietro di un tasto il secondo grado......Queste cosette tornano utilissime quando hai molti cambi di tonalità nello stesso fraseggio.


P.S. scaricati da internet le alterazioni delle sale modali e fai i paragoni per tutte prima con la Ionica e poi con la eolia.
Vedrai che un po' chiarisce.

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Re: Scale modali

Messaggio da Angus9046 » 27 nov 2008, 21:45

xcirolix85 ha scritto:ultima domanda altrimenti poi non ti mollo più....ho talmente la testa in confusione che potrei stufare uno,sempre se non ho già stufato te :Very Happy: ...
perchè hai classificato la Lidia e la Misolidia nelle maggiori e la Dorica,Frigia,Locria nelle minori?
perchè rispetto alle scale maggiori del grado a cui si fa riferimento, la dorica, frigia, locria hanno la terza minore (quello che rende, se ci pensi, un accordo minore), mentre la lidia e la misolidia hanno la terza maggiore.
es. FA lidio = FA SOL LA SI DO RE MI FA, invece FA MAGGIORE = FA SOL LA SIb DO RE MI FA

mentre

RE dorico = RE MI FA SOL LA SI DO RE, invece RE MAGGIORE = RE MI FA# SOL LA SI DO# RE

uhm... beh poi è anche per comodità, perchè se guardi il RE dorico come differente dalla scala maggiore di RE dovresti dire che è un RE maggiore con la terza bemolle e la settima bemolle, mentre se lo prendi come differente dalla scala minore di RE ti basta dire che è una scala di RE minore con la sesta diesis ;) (RE MINORE = RE MI FA SOL LA SIb DO RE)
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Re: Scale modali

Messaggio da darkfender » 28 nov 2008, 08:38

volendo esser proprio precisi metter la misolidia come maggiore è sbagliato ._. e forse anche la locria tra le minori ma son discussioni di pura teoria.


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