Scale maggiori

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peppefetish
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Re: Scale maggiori

Messaggio da peppefetish » 20 giu 2012, 10:00

Grazie ragazzi per le vostre risposte!

@mamasa: scusa l'ignoranza, ma tu per "tonalità" intendi le varie scale maggiori e minori (do, re, mi, ecc.., e dunque i relativi modi) o le posizioni sulla tastiera di ogni singola scala?
Ho bisnogno di fare parecchio esercizio :)
Grazie per il link!

@silente: scusami, per quella dorica intendi la scala minore melodica? Avevo letto da qualche parte che la melodica nel blues non serve, ma al suo posto si preferisce la armonica..che confusione :frown: Mi piacerebbe spaziare genere di blues ad un altro...ascolto artisti come Son House, Robert Johnson, ma anche Hendrix, I White Stripes (che adoro), anche se loro come giustamente hai detto fanno rock-blues..però mi piace "riprodurre" sulla mia chitarra (classica, provvederò a prenderne una acustica quanto prima :Very Happy: ) alcune loro canzoni, ed escono abbastanza bene, anche se sono ancora un po' arruginito ed inceppato nei movimenti ovviamente :Very Happy:

@silente,blacky123,rhapsody: per quanto riguarda il country (blues in questo caso), non mi ha mai interessato granchè, ma potrei prenderlo in considerazione più avanti...chissà...l'unico pezzo "country" che so suonare e che abbia realmente ascoltato è Country Honk degli Stones...

Il mio dubbio più grande ora riguarda i tre tipi di scale minori (naturale, armonica e melodica)...occorre studiarle tutte e tre?


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Re: Scale maggiori

Messaggio da rhapsody » 20 giu 2012, 11:55

Secondo me, se vuoi imparare il solista blues, lo studio delle scale classiche (maggiori, minori ecc.) può essere finalizzato più che altro ad un completamento della tua cultura, però il blues si basa principalmente sulle scale pentatoniche.
Se c'è un consiglio che ti posso dare è quello di non perdere troppo tempo ad esercitarti a suonare le pentatoniche dalla prima nota fino all'ultima e viceversa :senzasperanze: , perché nel blues questo succede molto raramente. Le scale nel blues sono solo dei punti di riferimenti dai quali attingere le note dei nostri assoli quindi, per imparare ad usare le scale, è meglio copiare licks dei nostri chitarristi preferiti (iniziando dai più facili) e poi provando anche ad improvvisare su basi. Gli assoli blues spesso sono dei miscugli di pentatonica minore e maggiore con aggiunte di semitoni (fra il 2° e il 3° grado nella scala maggiore, fra il 4° e il 5° nella minore, meno frequenti fra il 7° e l' 8° nella minore, fra il 5° e il 6° nella maggiore), con l'aggiunta talvolta (raramente) dei due gradi mancanti delle scale classiche (il 7° della maggiore però è diminuito).

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Re: Scale maggiori

Messaggio da mamasa » 20 giu 2012, 12:04

Allora, facciamo un po' di chiarezza.

La tonalità è l'insieme di relazioni che legano tra loro le diverse note di una scala. Tra queste, proprio in funzione di tali relazioni, c'è una nota, la tonica, che assume un'importanza maggiore rispetto alle altre e che dà il nome alla tonalità.
La scala è una successione di intervalli. Ad esempio, la scala diatonica maggiore è data dalla successione di intervalli tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono.
Una tonalità si costruisce seguendo gli intervalli di una scala a partire dalla tonica e implica una serie di diteggiature che altro non sono che l'insieme di tutte le note appartenenti ad una certa scala presenti sul manico della chitarra.
Quindi, dicendo "Re maggiore", intendo sia la tonalità, sia la scala, sia le sue diteggiature visto che queste cose sono strettamente collegate e complementari. Però non intendo TUTTE le scale maggiori e relative minori di Re, ma solo quelle costruite sulla successione di intervalli della diatonica maggiore (che nella musica occidentale è la "tonalità per eccellenza" da cui derivano le altre).

Per essere tonale, una scala ha bisogno della settima maggiore e deve generare sul quinto grado un accordo di settima di dominante. La minore naturale non ha questa caratteristica quindi, negli anni, sono state sviluppate prima la minore armonica e poi quella melodica che sono scale minori con la settima maggiore e l'accordo di dominante sul V°grado, cioè scale minori tonali.

Altra cosa ancora sono i modi. In sostanza, data una scala tonale (quindi diatonica maggiore o minore armonica o minore melodica), è possibile costruire altre scale usandone gli intervalli a partire non dal primo, ma dal secondo, terzo, quarto e così via. I modi più usati sono quelli costruiti sulla diatonica maggiore, in particolare il secondo modo (dorico), il quinto (misolidio) e il sesto (eolio o scala minore naturale).
Quindi il dorico non è affatto la minore melodica, è una scala con la terza e la settima minori. In pratica è come la minore naturale con la differenza che ha la sesta maggiore anziché minore.

Ora, logicamente più cose sai meglio è, ma partire studiando tutta sta pappardella non ha il minimo senso. Anzi, rischi di fare un gran minestrone.
Per adesso studia (in quelle due o tre tonalità principali) come funzionano la diatonica maggiore, la minore naturale, la scala dorica e le pentatoniche. Già con queste riesci a farci una marea di roba e, soprattutto, una volta che cominci ad afferrarne il funzionamento diventa molto più semplice passare ad altro.
Questo principalmente per quanto riguarda la teoria. Dal punto di vista pratico, vai tranquillo e fai come ti hanno suggerito: imparati dei licks, cercati delle video-lezioni e studiati dei pezzi semplici. La cosa migliore che puoi fare è suonare senza perderti troppo nei meandri della teoria, quella è una cosa che va affrontata piano piano senza diventarci pazzi.
Tutti sanno dire "ti amo", ma pochi sanno dire "vuoi quei kiwi?".

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Re: Scale maggiori

Messaggio da blacky123 » 20 giu 2012, 13:06

mamasa ha scritto:Ora, logicamente più cose sai meglio è, ma partire studiando tutta sta pappardella non ha il minimo senso. Anzi, rischi di fare un gran minestrone.
Per adesso studia (in quelle due o tre tonalità principali) come funzionano la diatonica maggiore, la minore naturale, la scala dorica e le pentatoniche. Già con queste riesci a farci una marea di roba e, soprattutto, una volta che cominci ad afferrarne il funzionamento diventa molto più semplice passare ad altro.
Questo principalmente per quanto riguarda la teoria. Dal punto di vista pratico, vai tranquillo e fai come ti hanno suggerito: imparati dei licks, cercati delle video-lezioni e studiati dei pezzi semplici. La cosa migliore che puoi fare è suonare senza perderti troppo nei meandri della teoria, quella è una cosa che va affrontata piano piano senza diventarci pazzi.
Questo è un ottimo suggerimento, Mamasa. E' la cosa migliore da fare.

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Re: Scale maggiori

Messaggio da mamasa » 20 giu 2012, 13:18

blacky123 ha scritto:Questo è un ottimo suggerimento, Mamasa.
Tenchiu veri mach mai frend! :ciao:
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Re: Scale maggiori

Messaggio da blacky123 » 20 giu 2012, 14:34

mamasa ha scritto:
blacky123 ha scritto:Questo è un ottimo suggerimento, Mamasa.
Tenchiu veri mach mai frend! :ciao:
ov nating, Mamasa :ciao: (o per meglio dire in corretto inglese: not et oll) :Very Happy:

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Re: Scale maggiori

Messaggio da peppefetish » 20 giu 2012, 16:13

Grazie per i vostri suggerimenti..mi concentrerò su ciò che mi ha prospettato Mamasa..che comunque non è poco :)
La vostra competenza mi ha aiutato a capire determinate cose...ora tocca a me :)

Mamasa le due o tre tonalità principali che mi suggerisci quali possono essere? Vanno bene quelle maggiori, relative minori e pentatoniche di DO, RE e MI per ora? O devo comunque andare per ordine di "alterazione" delle scale maggiori, e dunque DO, SOL e RE? Penso che non cambi nulla, ma i dubbi si sa, quando si studia da autodidatti, sono tanti :Very Happy:

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Re: Scale maggiori

Messaggio da silente » 20 giu 2012, 18:41

peppefetish ha scritto:...ascolto artisti come Son House, Robert Johnson...
peppefetish ha scritto: per quanto riguarda il country (blues in questo caso), non mi ha mai interessato granchè, ma potrei prenderlo in considerazione più avanti...chissà...l'unico pezzo "country" che so suonare e che abbia realmente ascoltato è Country Honk degli Stones...
eheheh...guarda che Son House e Robert Johnson sono tra i massimi esponenti del country blues! :wink:
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Re: Scale maggiori

Messaggio da peppefetish » 20 giu 2012, 18:56

Ah si? Beh allora mi rimangio quello che ho detto :wink: Pensavo facessero parte solo della corrente del "Delta Blues"...

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Re: Scale maggiori

Messaggio da mamasa » 20 giu 2012, 19:51

peppefetish ha scritto:Mamasa le due o tre tonalità principali che mi suggerisci quali possono essere? Vanno bene quelle maggiori, relative minori e pentatoniche di DO, RE e MI per ora? O devo comunque andare per ordine di "alterazione" delle scale maggiori, e dunque DO, SOL e RE? Penso che non cambi nulla, ma i dubbi si sa, quando si studia da autodidatti, sono tanti :Very Happy:
Secondo me è meglio seguire l'ordine delle alterazioni. In teoria i principi sono esattamente gli stessi, però certe tonalità, soprattutto per chi inizia, sono più comode da suonare sia dal punto di vista degli accordi (meno barrè) che delle singole note (in Do, Sol e Re puoi usare tutte le corde a vuoto) quindi è meglio non complicarsi la vita.
silente ha scritto:
peppefetish ha scritto:...ascolto artisti come Son House, Robert Johnson...
peppefetish ha scritto: per quanto riguarda il country (blues in questo caso), non mi ha mai interessato granchè, ma potrei prenderlo in considerazione più avanti...chissà...l'unico pezzo "country" che so suonare e che abbia realmente ascoltato è Country Honk degli Stones...
eheheh...guarda che Son House e Robert Johnson sono tra i massimi esponenti del country blues! :wink:
peppefetish ha scritto:Ah si? Beh allora mi rimangio quello che ho detto :wink: Pensavo facessero parte solo della corrente del "Delta Blues"...
Ecco, non sono mai riuscito a capire una cippa delle correnti blues :dubbioso:
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Re: Scale maggiori

Messaggio da rhapsody » 20 giu 2012, 20:01

peppefetish ha scritto:Ah si? Beh allora mi rimangio quello che ho detto :wink: Pensavo facessero parte solo della corrente del "Delta Blues"...
Non sono esperto di correnti blues però mi sembra che abbiate ragioni entrambi :Very Happy: , nel senso che il country blues è una categoria più generale che comprende al suo interno vari sottogeneri, fra cui il Delta-blues, al quale mi sembra appartengano i due musicisti.

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Re: Scale maggiori

Messaggio da silente » 20 giu 2012, 21:08

rhapsody ha scritto: nel senso che il country blues è una categoria più generale che comprende al suo interno vari sottogeneri, fra cui il Delta-blues, al quale mi sembra appartengano i due musicisti.

Esatto. In generale si intende quel blues "arcaico" degli anni '20 (e tutto ciò che a quello si ispira, anche attuale), appena successivo al ragtime, caratterizzato da un singolo cantante che si accompagna con una chitarra acustica, spesso slide. Per cui è caratterizzato più dalla forma che dallo stile, e quest'ultimo può invece appartenere alle varie correnti "geografiche" in base alla provenienza del musicista. Adoro quel genere. :Very Happy:
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Re: Scale maggiori

Messaggio da rhapsody » 20 giu 2012, 21:49

silente ha scritto:... quel blues "arcaico" degli anni '20 ... Adoro quel genere. :Very Happy:
Per me è stata una scoperta molto recente, nel senso che ne ho sempre saputo dell'esistenza ma solo da poco mi ci sono dedicato appieno. La cosa che più mi attira e quel modo di suonare la chitarra ......... :sviolinata: :sviolinata: :sviolinata:

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Re: Scale maggiori

Messaggio da peppefetish » 21 giu 2012, 09:54

Ad essere sincero anch'io mi sono avvicinato a questo genere da poco...mi ha colpito soprattutto per ciò che riesce a trasmettere..il blues è ciò che ti esce dal cuore, senza perdersi nella "perfezione" della chitarra/musica classica (a mio avviso, troppo legata a degli schemi)..col blues puoi spaziare, senza essere eccelso...non voglio diventare Hendrix o Clapton, voglio solo riprodurre qualcosa di buono, creare un mio stile, suonare "dal mio punto di vista" e trasmettere qualcosa a chi mi ascolta...il cuore è ciò che conta, più di ogni altra cosa...

Una cosa però non mi è ancora molto chiara (sono troppo ignorante lo ammetto :dubbioso: )..a cosa servono le scale modali? Cioè, conosco le scale maggiori, perchè dovrei allora utilizzale le modali? Forse è solo per capire la struttura di queste? Immagino che abbiate sentito domande del genere milioni di volte, ma per me è importante capire i meccanismi..

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Re: Scale maggiori

Messaggio da mamasa » 21 giu 2012, 19:19

peppefetish ha scritto:a cosa servono le scale modali? Cioè, conosco le scale maggiori, perchè dovrei allora utilizzale le modali?
Le scale modali sono semplicemente altre scale rispetto a quelle tonali. Tra la diatonica, la armonica e la melodica hai in tutto 21 modi (quindi 21 scale) a disposizione, ognuno con le sue caratteristiche e sfumature. Non è che tu sia costretto a usarli tutti, però più ne conosci più hai possibilità espressive.

Semplificando un po', una scala modale si usa in tre casi:
- su un pedale, o riff che dir si voglia, di tonica. Pensa a un giro tipo quello di "on the road again" dei Canned Heat: per tutto il tempo batte sul Mi e chiude con Sol e La (parlo di note singole, non di accordi). Su una base del genere ci sta benissimo un bel Mi minore naturale (Mi eolio), però, in realtà, puoi infilarci un botto di altre scale. L'importante è che abbiano la terza minore e la quarta giusta (dorico, frigio, eccetera). A seconda di quella/e che usi ottieni delle sonorità e atmosfere diverse.
- su un singolo accordo generato dalle note della scala modale in questione. Ad esempio, su un accordo minore settima puoi usare qualsiasi scala/modo che abbia la terza minore, la quinta giusta e la settima minore.
- su un giro di accordi generato dalle note della scala, cioè se hai un intero giro formato sulle note di uno specifico modo.

Naturalmente ci sono ambiti in cui è più o meno importante la conoscenza delle scale modali. Se si parla di fusion o di jazz, è fondamentale riuscire a destreggiarsi tra i modi associabili agli accordi visti i continui cambi di tonalità, ma se devi fare cover degli Iron Maiden, modo eolio e pedalare.

Poi ci sono modi particolarmente usati nella musica occidentale moderna che, almeno secondo me, è il caso di conoscere bene. Ovvero l'eolio (talmente diffuso che ha preso il nome di "scala minore naturale" o "relativa minore" della diatonica), il dorico e il misolidio (detto anche "scala blues di 7 note", usatissimo nei blues in maggiore visto che è uguale alla diatonica ma con la settima minore tipica del genere).

Poi ripeto: è una strada lunga e tortuosa che non è detto che porti dove vuoi tu. (IMHO) Gli assoli più belli e di gusto nella storia della musica sono quelli di Gilmour e a lui bastavano una bella pentatonica minore e qualche cromatismo. Tu suona quello che ti piace che l'importante è divertirsi, se poi sentirai l'esigenza di esplorare nuovi territori potrai farlo in qualsiasi momento.
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