La velocità nella musica, una tecnica in più

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darkfender
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La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da darkfender » 10 apr 2008, 12:28

Ora dopo post e post che si divertono a dire come non serva a nulla fare tante note al secondo, mi son deciso a fare un post che chiarisca la questione......


-----------------------------------------Introduzione--------------------------------
Troppa gente pensa, magari guardando chi ABUSA dello shred, che la velocità e la tecnica nella chitarra sia una cosa superflua.
Il punto è:
Se un chitarrista suonasse piano e fuori scala con un tocco incerto, lo apprezzereste?
Il problema non è tanto nell'andare veloci, quanto nel saper usare la tecnica per creare musica (questa è la cosa più difficile).
La tecnica è come una buona chitarra, se c'è tanto meglio, nn è indispensabile ma è sicuramente utile e non preclude nulla.....ricordiamo che lo shred (inteso come scale veloci) è UNA tecnica, come lo è un bending e un vibrato, perciò sapere solo far scale a 1000bpm e no nsaper fare un bending intonato è una lacuna quanto lo sarebbe saper fare ottimi vibrati e bending e non saper suonare scale a una certa velocità....chiaro che a seconda di quel che suonate avrete necessità diverse....per esempio in passato avevo molti amici jazzisti anche bravini (dilettanti e giovani eh), che non sapevano fare i bending, ma raggiungevano velocità veramente notevoli...questo perchè in quelo che suonavano non c'erano proprio bending.

Allo stesso modo, a chi suona blues difficilmente verrà in testa di fare un arpeggio o una scala a 200bpm
------------------------------------------------
/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\altra visione della velocità/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\
studiando certe armonie (magari classiche :) ) si può capire che senso abbia un "movimento" inteso come una semplice scala regolare.
Pensate un movimento come un accordo esteso che però abbia una direzione (vedi anche una delle poche frasi che Donato Begotti ha detto sui suoi metodi) e non come melodia...protestereste se in mezzo a un assolo, un chitarrista utilizzasse un accordo? (devo ricordarvi little wing?)

Allo stesso modo potete vedere un movimento o una scala veloce.
Certo bisogna essere pulitissimi e saperle dosare senza abusarne.....


/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\
guardate ex shredder cosa arrivano a fare:


(io ho il cd non so come si senta questo live...ora non ho le casse).


Questo non è malmsteen e non è metal, forse essendo più vicino ai vistri gusti potreste apprezzarlo.

P.S: scusate eventuali imprecisioni...volevo solo spiegare un punto di vista non sono certo ne' uno shredder ne' sono diplomato al conservatorio, ho solo studiato un po' di musica moderna.


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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Kimera » 10 apr 2008, 12:57

Beh ti quoto anche perchè comunque sia è meglio essere anche veloci sulla tastiera che non esserlo affatto.
"Non suonare quello che c'è, suona quello che non c'è."
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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Daron1988 » 10 apr 2008, 13:01

Carino il pezzo.. anche se non mi trasmette moltissimo, ma sono fatto cosi io.
Io penso che il virtuosismo in genere sia solo un modo per far vedere quanto si è bravi a suonare veloce perchè a me personalmente , sinceramente, uno che suona tante note al secondo facendo le scale piu difficili che esistano non mi dice proprio niente, vabè direi sicuramente "che bravo, chissà quanto si sarà allenato per fare ciò". E' questo il punto, è un po come quando si andava alle superiori c'erano i secchioni che studiavano a memoria e prendevano ottimi voti ma se gli dovevi far fare un ragionamento si bloccavano , e c'erano quelli che dello studio selvaggio non ne volevano sapere ma almeno avevano un loro punto di vista e sapevano arrivarci spesso con il ragionamento. SECONDO ME è piu o meno la stessa cosa.
Poi c'è chi è velocissimo ma suona belle cose ma davvero.. ho visto rarissimi casi! E questo non vuole essere un attacco a chi shredda, ognuno suona come crede basta che non se la viene a tirare perchè suona 453 note in 1,2 secondi (perchè poi sono precisi precisi) :Very Happy:

P.s. leggendo Kimera, beh si il massimo sarebbe avere tutto dalla vita, ma io credo che se uno è un "ottimo" shredder difficilmente è ottimo anche nel resto delle tecniche, o è davvero difficile.. dovresti essere stra portato e sopratutto avere 10-15 ore al gg per allenarti, studiare ed esercitarti

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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da darkfender » 10 apr 2008, 13:36

Guarda che il viruosismo fino a un certo livello non richiede mica tanto tempo.....infatti ci sono un sacco di virtuosi che sanno fare tutto e bene :) (vi direi anche malmsteen o petrucci che sanno suonare BENE quello che vogliono, peccato non abbiano più di tanto da dire a livello compositivo...chi in un modo chi in un altro....)

è solo questione di impostazione...e di un certo METODO di studio...tra cui soprattutto l'affrontare pezzi classici e neoclassici :Very Happy:
A parte quello.....

Il simpaticone che non ti trasmette molto è Greg Howe uno dei mostri sacri attuali della Fusion :capo:

da wikipedia:
Greg Howe è un chitarrista di grande livello e nel suo modo di suonare si sentono gli eco di Scott Henderson, Allan Holdsworth, guitar hero degli anni 80, e Brett Garsed ed Andy Timmons per i tempi moderni. Il suo stile appare molto originale così come le capacità compositive, sempre a livelli molto elevati e mai scontate.


P.S. rileggi la parte sul movimento... in cosa non ti trovi daccordo?

P.P.S. si sente malissimo :pianto: sul cd è spaventoso invece questo èregistrato con un cellulare mi sa.
Ultima modifica di darkfender il 10 apr 2008, 13:43, modificato 1 volta in totale.

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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Mirko » 10 apr 2008, 13:42

il non riuscire ad apprezzare alcun tipo di musica al di sopra di una certa velocità è un limite evidente dell'ascoltatore, non certo del musicista che se si dovesse piegare al volere del pubblico per ampliare al massimo i consensi diventerebbe un finley.

Saper suonare a velocità moderata è importante tanto quanto saperlo fare a ritmi più elevati (lo dico anche se sono una lumaca di chitarrista)

E ricordatevi che shredder è un termine in un certo senso "dispregiativo" per definire chi plettra senza senso a velocità disumane.

Steve Vai, Vinnie Moore, Satriani ad esempio, non sono shredder.

Se poi non sentite differenze tra quello che vomita rusty cooley e quello che suona satriani lasciate perdere il mio post :Ok:
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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da silente » 10 apr 2008, 18:28

Non capisco bene il senso della discussione, ma credo che il "problema" non sia di chi suona ma di chi ascolta. Tutti quelli che strimpellano e vanno al di là dei due accordi prima o poi si esercitano nelle scale alla massima velocità per loro possibile, lo stesso dicasi per gli arpeggi, tapping ecc...Ma quando qualcuno ha la pretesa di considerare quelli che sono degli esercizi (difficili) come musica o persino capolavori, credo che sia un problema di gusto dell' ascoltatore e che il musicista quello gli dia perché per lui è anche più semplice. :Very Happy:
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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Reaver » 10 apr 2008, 22:34

Come già detto da Mirko e da Silente, ognuno ha il suo gusto, c'è ha chi piace veloce e a chi no...la cosa migliore secondo me sarebbe suonare veloce, però con una certa logica.
Steve Vai, Vinnie Moore, Satriani ad esempio, non sono shredder.
quoto molto, ma aggiungerei anche Kirk Hammet, Synyster Gates, e forse anche Malmsteen (che suona si super-veloce, ma non a caso).

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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da ambaradam » 10 apr 2008, 23:13

silente ha scritto:Ma quando qualcuno ha la pretesa di considerare quelli che sono degli esercizi (difficili) come musica o persino capolavori, credo che sia un problema di gusto dell' ascoltatore e che il musicista quello gli dia perché per lui è anche più semplice. :Very Happy:
Bah, ma veramente in alcuni pezzi di Batio ho trovato qualcosa di molto particolare... Non sempre mi si rispecchiava in mente l'immagine delle note a caso...
offro-vendo-f47/vendo-fender-strato-mex ... 12112.html Se volete una Fender mex mancina e/o un ampli Fender Frontman, a Roma

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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da darkfender » 11 apr 2008, 08:43

silente ha scritto:Ma quando qualcuno ha la pretesa di considerare quelli che sono degli esercizi (difficili) come musica o persino capolavori, credo che sia un problema di gusto dell' ascoltatore e che il musicista quello gli dia perché per lui è anche più semplice. :Very Happy:
Daltra parte si tende a considerare qualunque tipo di velocità come superfluo e come esercizio....
Sto provando a spiegare come se suoniamo poche note, conti la melodia, il tocco etc, in una scala veloce invece è inutile dire che si tratta solo di una scala e quindi inutile, bisogna invece considerare la progressione di note e la sua dinamica nel suo insieme perchè abbia senso.....

Tra una scala veloce e una scala suonata piano passa una bella differenza, la prima la possiamo considerare come una sola tecnica, come per i bending non dico:"sono solo 2 note", allo stesso modo non ha senso pensarlo come esercizio.

Se poi si eseguono solo scale veloci il brano risulta noioso, ma anche se abusassimo di bending lo sarebbe.

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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da silente » 11 apr 2008, 09:26

ambaradam ha scritto:Bah, ma veramente in alcuni pezzi di Batio ho trovato qualcosa di molto particolare... Non sempre mi si rispecchiava in mente l'immagine delle note a caso...
Bada, non ho detto note a caso ma esercizi difficili. Proprio Batio è uno che incarna perfettamente il senso di quello che ho scritto. Guardate questo video didattico:

Riuscire a farmi intendere che differenza ci sia tra questi suoi esercizi e i suoi pezzi è arduo se non impossibile. Potrei dire che sono esercizi quando non sono svolti su una base armonica, questa è l'unica differenza che vedo.

Io non ho "orrore" della velocità ma deve servire per esprimere un concetto musicale che altrimenti non sarebbe esprimibile, così come tutte le altre tecniche servono per lo stesso scopo. Scegliere cosa e quando lo sa fare solo il grande musicista. Però se un chitarrista di questo genere non è un grande musicista (come spesso ammettono gli stessi loro ammiratori), allora che cosa è? Un grande interprete? Se si di che cosa, della sua stessa musica? :dubbioso:
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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Daron1988 » 11 apr 2008, 09:47

Ad esempio quel video di Batio.. per i miei gusti lo trovo un po insensato dal punto di vista musicale , sono tutti esercizi no? Il pezzo alla fine è odioso per me , come la maggiorparte dei pezzi velocissimi. L'unico pezzo "toccante" sono quei 3-4 secondi quando appare la scritta "speed kills 3" ma davvero , secondo me questo è il massimo del melodico che c'è in tutto il pezzo intero.

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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da darkfender » 11 apr 2008, 10:24

è proprio il concetto di sapere usare la velocità e da questo punto di vista michael angelo B. è l'ultimo esempio al mondo da seguire, e credo che ci siano pochi al mondo che lo seguano per la sua musica, preferendo invece la spettacolarità della sua tecnica.

Però una buona parte dei pezzi di malmsteen (soprattutto l'album ECLIPSE per fare un esempio) invece sono ben più musicali.

Lo stesso petrucci non si può assolutamente ridurre a velocità pura, anzi per me il suo errore sta principalmente nella ricerca di armonie e ritmi TROPPO ricercati...quasi a dire:"guardate quanto ne so anche a livello armonico/ritmico" tanto che la musica passa in secondo piano...certo che ha fatto anche capolavori non lo si può discutere.

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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da silente » 11 apr 2008, 10:41

Però preferisco questa versione:

:fumato: :fumato: :fumato:
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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da zoller75 » 11 apr 2008, 12:57

Io intanto ci tengo a dire che non sono velocissimo e che il mio chitarrista preferito è David Gilmour!
Ma essere veloci non è mica un handicap!
Come spesso succede: il giusto sta nel mezzo! Saper alternare tecniche, fraseggi lenti e veloci in funzione dell'armonia è la cosa più importante! La tecnica, o meglio qualsiasi tecnica è importante per riuscire ad esprimere quello che uno ha da dire! L'importante è avere qualcosa da dire, esprimere una verità, altrimenti si urla pur di farsi ascoltare come spesso succede a chi guarda SOLO ed esclusivamente alla velocità! Logicamente è una palla ascoltare uno che va a 2000km/h per 10 minuti di seguito! Le pause hanno un loro significato in musica!

A me piace Gilmour perchè a mio avviso sa mettere le note giuste al posto giusto, ciò non significa che in alcuni casi non si debba andare anche veloci!

Ultima cosa: perchè se un violinista suona paganini o il volo del calabrone è arte, se invece li suona un chitarrista è uno sborone che vuole soltanto mettersi in mostra? Alcuni pezzi sono belli ed anche molto tecnici, punto e basta! Che poi un buon chitarrista sia anche un buon compositore è tutto un altro discorso!

Non è la velocità ed essere giusta o sbagliata, ma l'uso che se ne fa, una scala fatta velocemente può esprimere arte oppure no, dipende dove la si mette!

Scusatemi se mi sono dilungato troppo

ciao a tutti e buon fine settimana

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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Daron1988 » 11 apr 2008, 13:46

silente ha scritto:Però preferisco questa versione:

:fumato: :fumato: :fumato:

Oddio... :lollol:


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