La velocità nella musica, una tecnica in più

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Canepazzo
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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Canepazzo » 12 apr 2008, 18:11

Mah, secondo me questo è un pò un topic da pippe mentali :dubbioso:

Io sono molto d accordo con quanto detto da zoller, aggiungo che per il mio ultramodesto punto di vista la velocità è parte integrante della tecnica. Senza contare la varietà di soluzioni che ti offre nei fraseggi. E poi scusate? Gary Moore che è un blues man non mi sembra tanto "lento" eppure i suoi fraseggi sono pazzeschi, guardatevi la cover di red house su youtube.

Io credo che prima di tutto, acquisire una discreta velocità (e non parlo al livello del vichingo e compagnia varia) sia un grosso traguardo individuale, e francamente non mi sento uno sborone se me la sono sudata sul manico con ore e ore di studio. Tantomeno non mi sentirei sborone se la mettessi in pratica per "fare scena", perchè cmq vuol dire che sono in grado di farlo.

Certo poi si può discutere su chi esagera e su chi no, sul buon gusto e quant altro si vuole ma io sono a favore della velocità, mi piace! e mi da una bella sensazione!

Eppure non ascolto ne malmsteem ne petrucci, perchè semplicemente non mi piacciono, almno per ora, magari quando sarò più bravo finiranno anche loro tra i miei ascolti (anche se ne dubito).

:ciauz:
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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da ambaradam » 12 apr 2008, 20:21

offro-vendo-f47/vendo-fender-strato-mex ... 12112.html Se volete una Fender mex mancina e/o un ampli Fender Frontman, a Roma

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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Dark Angel » 12 apr 2008, 22:25

58 note al secondo mi sembra un tantino impossibile :Very Happy:
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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Ji ji » 13 apr 2008, 15:58

Credo che a nessuno verrebbe in mente di dire che Michel Petrucciani faceva troppe note, o che la sua velocità era fine a sè stessa. E di note ne faceva davvero parecchie con il suo pianoforte. C'è spazio per lui come per Satie.
La velocità è tecnica; la tecnica è ciò che permette di esprimere la propria vena artistica, senza limiti imposti dall'imperizia. Se poi capita che la pesona dotata di tecnica non abbia la capacità di fare dei bei brani, allora è il caso che se li faccia scrivere da altri, perchè un grande esecutore può essere un pessimo compositore e viceversa.
In conclusione: ci possono essere degli ipertecnici che suonano solo robaccia, ma la tecnica in sè non può mai essere considerata un fattore negativo.

Una postilla. Ci sono tempi diversi e mode diverse. Negli anni 90 il Mesa Boogie Triaxis veniva considerato il top e il jcm 800 una schifezza, oggi è il contrario. Allo stesso modo, la velocità era considerata una gran cosa, mentre oggi sembra sia sinonimo di pessimo musicista. Il corollario è che, a quanto pare, Satriani e Vai sono diventati dei reietti, e i Dream Theater un gruppetto insulso. Sarà. E' lo stesso che si diceva dei Rush nei primi anni ottanta. Mi chiedo quanti "riscopriranno" i Dream e John Petrucci quando non andrà più di moda gettare fango sui musicisti metal e sul progressive.

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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Dark Angel » 13 apr 2008, 19:08

Dico solo che la troppa velocità non è bella...ad esempio quel video postato prima, e come ho visto in dei video di Batio recentemente.
Non si distingue una nota dall'altra, è un caos primordiale. L'orecchio non può assimilare tutti quei suoni insieme.

La velocità può piacere o non piacere,e sicuramente essere veloci non è un difetto. Ma è una tecnica che va usata correttamente....Anche i bending se usati troppo stufano!
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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Ji ji » 13 apr 2008, 19:22

Sì, sono d'accordo su questo. Tra l'altro, un orecchio umano può discriminare al massimo 20 note al secondo prima che tutto collassi in una gran confusione. Però ci sono certi passaggi di pianoforte dove ci sono oggettivamente un mare di note in pochi istanti. Non è per forza un male, basta che siano le note giuste.
Per esempio, For the Love of God di Steve Vai è un pezzo bellissimo; troppe note? "Tutte quelle che servono" (cit. :Very Happy: )

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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Dark Angel » 13 apr 2008, 20:13

Ji ji ha scritto:Sì, sono d'accordo su questo. Tra l'altro, un orecchio umano può discriminare al massimo 20 note al secondo prima che tutto collassi in una gran confusione. Però ci sono certi passaggi di pianoforte dove ci sono oggettivamente un mare di note in pochi istanti. Non è per forza un male, basta che siano le note giuste.
Per esempio, For the Love of God di Steve Vai è un pezzo bellissimo; troppe note? "Tutte quelle che servono" (cit. :Very Happy: )
Non mi piace Vai, ma quella canzone è bella...Ma comunque non mi piacciono tantissimo quelle canzoni di chitarra solista. Neanche "Marooned" dei miei cari Pink Floyd.

La citazione è da "Amadeus" ?
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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Ji ji » 14 apr 2008, 11:28

Dark Angel ha scritto:Neanche "Marooned" dei miei cari Pink Floyd.
:paura:
La citazione è da "Amadeus" ?
Yeah. Cioè, pare che Mozart lo abbia detto veramente, in quella circostanza.

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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da guitar_adept » 14 apr 2008, 20:27

Ciao a tutti, è tanto che non posto....c'è stato un periodo in cui nei topic non leggevo niente di nuovo e non riuscivo a proporre niente su cui discutere.
Leggendo questo non ho potuto fare a meno di esprimere la mia opinione perchè ci tengo a condividere pareri personali, confrontarmi etc...
Considero la velocità come uno strumento espressivo...nientemeno come il bending o gli armonici...
come puo aiutare un bending in un assolo strappa lacrime?
un armonico artificiale non è forse il miglior modo per urlare al pubblico, per fare scena?
Stessa cosa la velocità, un pezzo che cresce in dinamica e arriva al punto di massima intensità necessita a seconda degli stili del chitarrista un qualcosa in piu, questa cosa puo essere la velocità.
Puoi sfogarti nella velocità e renderla uno strumento aggressivo.
E come dimo noi a Roma il troppo stroppia...in ogni senso!
La velocità deve essere usata nei punti giusti, non si esagera....ma come tutte le cose...
Steve Vai non esagera forse con la leva delle volte? Si...lo fà
Il tastierista dei dream ha esagerato con 20 minuti di assolo al concerto al palalottomatica a Roma?
Eh si...c'è stato un momento di odio verso quelle dita che ripetevano sempre gli stessi movimenti. Ma adoro entrambi...perchè Steve Vai è il Re della leva...e Jordan Rudess...è veramente un mago e perchè non si limitano a quelle cose ma creano anche grande musica.
Di conseguenza schifo quei video alla Francesco Fareri...chi chiama musica quella roba non è in grado di intendere e volere.
Riguardo alle esperienze personali, ho conosciuto molti chitarristi...e la maggior parte di loro schifano la velocità semplicemente perchè non hanno le palle ( scusate il termine ) e la forza di volontà di mettersi li a faticare.
Non è un atteggiamento giusto secondo me...non si puo schifare la velocità...si puo schifare l'eccessivo uso della velocità che è proprio un altra cosa, è lo stesso discorso se io schifo il bending o l'eccesso uso del bending...e via via per ogni tecnica..la velocità serve secondo me.
Tutto serve nella chitarra...piu si sà e meglio è poichè il proprio bagaglio musicale ( inteso sia di tecnica sia della conoscenza di vari stili ) deve essere il piu ampio possibili proprio per evitare il fenomeno di "annoiamento" dovuto alla ripetizione continua della stessa tecnica.
Scusate il papiro di roba ma volevo chiarire bene senza cadere in fraintendimenti.
Questo è il mio modesto parere ahahah
ciao a tutti
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Re: La velocità nella musica, una tecnica in più

Messaggio da Dark Angel » 17 apr 2008, 22:47

Ji ji ha scritto:
Dark Angel ha scritto:Neanche "Marooned" dei miei cari Pink Floyd.
:paura:
E' un pezzo per chitarra. Esclusivamente per chitarra, è come un grande assolo.
Non ci trovo nulla di eccezionale (a parte il gusto di Gilmour, si intende, e non è cosa da poco)
La citazione è da "Amadeus" ?
Yeah. Cioè, pare che Mozart lo abbia detto veramente, in quella circostanza.
Wow, sono un mostro di memoria :lollol: . E Mozart è un mostro e basta, nel senso buono ovviamente!
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