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La qualità sonora e il volume di un diffusore dipendono da tre fattori: la sua efficienza, le sue dimensioni e la sua compatibilità con altri diffusori. L'efficienza (cioè la qualità di energia prodotta dall'amplificatore trasformata in suono) determina il volume che si può ottenere da un amplificatore di una data potenza. I diffusori, o driver, che si sono rivelati più adatti per amplificare le chitarre sono quelli con un diametro di dieci o dodici pollici (25,5 o 30cm). Un solo amplificatore può controllare uno, due, quattro o otto speakers di queste dimensioni. I diffusori che vengono usati nei concerti sono generalmente sistemati in modo che gli speakers più piccoli lavorino sulle alte frequenze, quelli di dimensioni medie sulla gamma di frequenze medie e basse, mentre le casse dei bassi o sub-bass lavorino sulle frequenze più basse. Per controllare le diverse frequenze degli speakers possono essere usati singoli amplificatori; in alternativa si possono impiegare unità crossover per separare il suono in diverse bande di frequenza.
Come funziona un altoparlante
Il pick-up di una chitarra o un microfono generano un segnale basso di corrente alternata. Perciò questo segnale è inviato a un amplificatore dove la sua potenza viene drasticamente incrementata. Ciò è necessario perché nè il microfono nè il pick-up della chitarra possono generare una potenza sufficiente al funzionamento dei rispettivi altoparlanti.
Il segnale d'uscita dell'amplificatore viene inviato a una "bobina mobile" avvolta attorno al collo del cono e posizionata in mezzo ai poli del magnete fisso. Quando un segnale attraversa la bobina, si genera un campo magnetico che interagisce con quello del magnete permanente dell'altoparlante. Quando sulla bobina mobile aumenta la tensione, questa viene spinta via dal magnete, movendo in avanti il diaframma. Se la tensione diminuisce, accade il contrario, Il movimento avanti e indietro del diaframma fa vibrare il cono sulla sua sospensione (questa fa da supporto al cono nella sua parte terminale). Si genera così alternativamente una compressione e rarefazione (o espansione) dell'aria circostante, che simula l'onda sonora, prodotta in origine dal segnale del pick-up o del microfono. Poiché la forza del segnale è stata incrementata dall'amplificatore lo speaker muove proporzionalmente una quantità d'aria maggiore, che ha come conseguenza un'amplificazione del suono. L'oscillazione del diaframma è opportunamente limitata e se l'altoparlante fosse forzato a superare questo limite (quando, ad esempio, è applicato un segnale superiore alle sue capacità di riproduzione) il cono potrebbe danneggiarsi e addirittura staccarsi dalla sua sospensione.
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